Verde pubblico: Luca Salvati (Pd), in via Dandolo promesse non mantenute

Verde pubblico: Luca Salvati (Pd), in via Dandolo promesse non mantenute

Due anni sono passati e in via Dandolo non si vede l’ombra del ritorno del verde distrutto da RFI. Il sindaco Dipiazza si era pubblicamente preso l’impegno con i residenti di prendere in concessione l’area dalle Ferrovie e crearvi un’area verde, ma nulla è stato fatto. Chissà se ricorda le sue parole: ‘una volta finita la distruzione, vogliamo iniziare la ricostruzione’.
Noi non dimentichiamo le promesse non mantenute e perciò ho depositato un’interrogazione per sapere a che punto siamo e se ci sono almeno dei propositi di intervento”. Il consigliere comunale Luca Salvati (Pd) rende nota la sua interrogazione con richiesta di risposta scritta e in Aula in merito all’area verde di via Enrico Dandolo annunciata dal sindaco Dipiazza, che avrebbe dovuto compensare l’abbattimento di tutti gli alberi da parte di Rete Ferroviaria Italiana.
“Dopo tutto il tempo trascorso la Giunta deve almeno dire – sono le richieste di Salvati – se e quali atti formali sono stati fatti per richiedere la disponibilità dell’ex area verde a RFI, e se esistono un progetto e le relative risorse per riconvertire l’area dismessa e metterla a disposizione della cittadinanza”.
Giardino San Michele: Giovanni Barbo, da Giunta schiaffo ai cittadini

Giardino San Michele: Giovanni Barbo, da Giunta schiaffo ai cittadini

Dal giardino di via San Michele il centrodestra rifila l’ennesimo schiaffo alle cittadine e ai cittadini che chiedono alla Giunta Dipiazza di prendersi cura dei nostri rioni e dei nostri bimbi e ragazzi. Quella della Giunta è la risposta agli oltre mille triestini che hanno firmato la petizione a sostegno dell’associazione AnDanDes e per sollecitare il Comune a pianificare gli urgenti interventi di manutenzione straordinaria.
La giunta Dipiazza dà colpo di spugna a una gestione apprezzata da chi vive e ha vissuto il giardino, e si ricorda bene lo stato in cui versava e come fosse mal frequentato prima che arrivasse la gestione Andandes”. Interviene il capogruppo Pd in Consiglio comunale Giovanni Barbo dopo, che al termine dell’audizione dell’associazione AnDanDes in Quarta commissione comunale, dal centrodestra è arrivata l’accusa di “polemica politica” verso il sodalizio che si prendeva cura del giardino.
A questo proposito, per Barbo, “ridurre la questione ad una polemica politica, come fanno alcuni consiglieri di centrodestra, dimostra ignoranza o poca memoria”. “La medesima gestione AnDanDes in passato ha avuto l’apprezzamento di diversi assessori della giunta Dipiazza. Tutto finito e a farne le spese – conclude Barbo – cittadini e famiglie”.
Palazzo Carciotti, Maria Luisa Paglia, chiarezza in iter alienazione

Palazzo Carciotti, Maria Luisa Paglia, chiarezza in iter alienazione

“Chiediamo fin da subito chiarezza in ogni passaggio e tutela del pubblico interesse nella gestione della vendita di Palazzo Carciotti come di ogni altro bene immobile affidato all’Amministrazione comunale.

Pur bisognoso di interventi di consolidamento e restauro, parliamo di un gioiello dell’architettura civile neoclassica collocato in un punto prestigioso della città, e la logica dell’alienazione non può mirare solo a sbarazzare la Giunta Dipiazza di un fastidioso problema”. Lo afferma la segretaria del Pd provinciale di Trieste Maria Luisa Paglia, dopo che è stata resa nota l’offerta, pari a 6,5 milioni di euro, di Generali real estate sgr. per l’acquisto dello storico Palazzo Carciotti sulle rive.

“Generali è una realtà che fa molto per il nostro territorio – prosegue la segretaria dem – e contiamo possa continuare a essere protagonista di investimenti e iniziative, ma il suo ruolo di soggetto privato è diverso da quello della Pubblica Amministrazione, che risponde a obblighi di carattere generale verso la collettività. Dalla trattativa che si prefigura – ammonisce Paglia – deve essere sgombrato ogni dubbio che il nostro patrimonio pubblico se ne va a prezzi di saldo”.

“Lasciano perplessi le persistenti difficoltà di questa Amministrazione – annota l’esponente del Pd – nell’attrarre soggetti privati a investire su questo edificio, con continui annunci e altrettanti colpi a vuoto. Siamo al punto che, invece di rappresentare un’opportunità di valorizzazione del tessuto urbano, quel palazzo sembra diventato un intoppo e quindi – ribadisce – oggetto di una valutazione al ribasso”.

“E’ oggettivo – rileva Paglia – che negli anni non è stato fatto il necessario per mantenere il valore dell’immobile, soggetto a un degrado progressivo che lo ha deprezzato, tutto scommettendo sulla vendita salvifica. Lo testimonia il degrado del portone storico, ormai probabilmente irrecuperabile”.

“Dunque valutazioni corrette, procedure impeccabili, iter trasparente, chiare destinazioni d’uso e – conclude la segretaria – niente colpi di mano in Consiglio comunale”.

Brigata Sassari: Franecesco Russo, con Trieste legame che supera guerre

Brigata Sassari: Franecesco Russo, con Trieste legame che supera guerre

“Un legame che si è cominciato a costruire nella Grande Guerra ma che ha superato i conflitti più sanguinosi e controversi, consolidandosi nel Secondo Dopoguerra e divenendo ponte tra un fiero popolo isolano e una città come Trieste da sempre aperta ai ‘foresti’.
Ci inchiniamo ai sardi che letteralmente a migliaia diedero la vita per il sogno di Trieste italiana: la cittadinanza onoraria alla Brigata Sassari va in memoria del loro sacrificio come a quello dei caduti sardi di Nassiriya. E simbolicamente ai tanti sardi che sono ormai cittadini a tutti gli effetti nella nostra comunità, uniti a loro da affinità e rispetto, grati per il loro apporto di operosità e cultura”. E’ il pensiero del vicepresidente del Consiglio regionale Fvg e consigliere comunale triestino Francesco Russo (Pd), presente oggi alla cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria di Trieste alla Brigata Sassari.
Ovovia Ts: Francesco Russo su bocciatura Governo, Dipiazza ha taciuto

Ovovia Ts: Francesco Russo su bocciatura Governo, Dipiazza ha taciuto

L’ovovia proposta dal sindaco di Trieste, Dipiazza, ha ricevuto una sonora bocciatura da parte dei consulenti del governo e questo il primo cittadino lo sapeva. Ha tuttavia preferito tacere e nascondere questo fatto determinante ai suoi cittadini.

«Lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale, Francesco Russo (Pd) intervenuto oggi in una conferenza stampa durante la quale ha presentato documenti inediti che testimoniano la sostanziale bocciatura da parte del Governo del progetto dell’ovovia sostenuto dalla Giunta comunale di Trieste e da quella regionale.
Attraverso un accesso agli atti ho potuto visionare i documenti che i due massimi comitati scientifici del ministero della Cultura hanno elaborato sull’ovovia. Il risultato è incredibile, anche se molto simile a quello che abbiamo continuato a dire in questi due anni: una bocciatura totale dell’ovovia soprattutto per quanto riguarda la sua compatibilità con Porto Vecchio. Viene detto che non ci possono essere piloni, non ci possono essere cabine e anche le stazioni di arrivo e di partenza non sono compatibili con quel complesso architettonico e che c’è un grave problema di tipo ambientale. Non lo dice il centrosinistra, non lo dicono i comitati, lo dicono i maggiori esperti nazionali che sono i consulenti diretti del ministro Sangiuliano che in qualche maniera è obbligato a tener conto di queste segnalazioni» continua Russo.
«Dico al sindaco Dipiazza che è venuta l’ora di raccontare la verità, perché lui sapeva, aveva già questi documenti da ottobre dello scorso anno e li ha tenuti nascosti a noi e ai cittadini. Oggi prendiamo atto che è chiusa definitivamente la vicenda dell’ovovia, così come era stata proposta. C’è inoltre una cosa interessante: il ministero parla esplicitamente di un’alternativa. Parla del tram come di un’alternativa da realizzare in Porto Vecchio. Questo credo sia il modo per evitare di perdere i 64 milioni che altrimenti sarebbero una grandissima responsabilità del sindaco di Trieste e della sua Giunta».

Rifiuti: Maria Luisa Paglia, Giunta Dipiazza alza bandiera bianca

Rifiuti: Maria Luisa Paglia, Giunta Dipiazza alza bandiera bianca

Dopo sette anni di centrodestra al comando, i numeri dell’assessore Babuder equivalgono a una bandiera bianca alzata sui rifiuti abbandonati e sui costi sostenuti per recuperarli. Non potendo scaricare il barile sulla Giunta Cosolini la colpa è del destino cinico e baro in combutta con i cittadini maleducati”.

Lo dichiara la segretaria del Pd provinciale di Trieste Maria Luisa Paglia, replicando all’assessore comunale alle Politiche del territorio Michele Babuder, il quale lamenta la quantità dei rifiuti abbandonati e i costi connessi per il recupero.
“Ricordo all’assessore Babuder che nella precedente consiliatura – puntualizza Paglia – da capogruppo Pd in V circoscrizione avevo sollecitato diverse volte il controllo della zona presentando diverse foto e la risposta fu che non ci sono abbastanza risorse per fare dei controlli e che non era pensabile di installare telecamere ad ogni angolo. A quanto pare la Giunta Dipiazza sta rivedendo le sue posizioni e, con ritardo, comincia ad ascoltare il Pd. Ma non si fermi agli annunci e vada fino in fondo, faccia un’informazione capillare, anche con volantini multilingui in tutte le buche della posta, con indicazioni chiare su come sbarazzarsi dei rifiuti ingombranti”.
“E siccome occorrono anche dei deterrenti per gli irriducibili del conferimento irregolare – aggiunge la segretaria dem – l’assessore potrà informarsi meglio e scoprire che oggi esistono dei sistemi di sorveglianza elettronica all’avanguardia, efficienti e poco costosi. Basta farsi un giro in qualche Comune della nostra regione per scoprire che le soluzioni ci sono”.

Schengen: Štefan Čok, Dipiazza segua Ziberna su apertura confini

Schengen: Štefan Čok, Dipiazza segua Ziberna su apertura confini

Dipiazza segua l’esempio di Ziberna e prenda posizione per un rapido ripristino della libera circolazione ai confini. Qui non ci sono forzature ideologiche né pregiudizi di partito ma anzi l’evidenza che per le popolazioni di queste terre i confini sono ormai un relitto del passato e tali devono restare. Proponiamo che il Consiglio comunale si esprima chiarendo che la città aspira al ritorno della normalità”.
I consiglieri comunali del Pd Stefan Čok, Giovanni Barbo e Valentina Repini, già proponenti di una mozione simile a quella fatta propria da Ziberna ma alla quale a Trieste è stata negata l’urgenza all’indomani del ripristino dei controlli.
“Il ripristino dei controlli ai confini – spiega Čok – può aver avuto finora un impatto limitato sulla vita delle genti di confine, ma è doveroso chiedersi se i disagi e gli stessi costi del dispositivo di sicurezza sui confini siano stati proporzionati all’efficacia effettiva del provvedimento”
“Inoltre chiunque si può rendere conto che con i confini – aggiunge il consigliere dem – si è reinserito nella vita quotidiana un elemento di incertezza e un riflesso psicologico che avevamo dimenticato ma che sul lungo periodo incide eccome. Ciò vale ancora di più per chi ogni giorno attraversa i confini per motivi di lavoro, studio o privati”.
Čok propone dunque al Consiglio comunale, anche a partire da un OdG sul Bilancio, di “fare una valutazione sugli impatti economici, occupazionali e sociali di un prospettato prolungamento della sospensione dal trattato di Schengen e auspicare che la libera circolazione di merci e persone sia ripristinata il prima possibile”.
Medici di famiglia, Rosanna Pucci: sindaco Trieste faccia sua parte

Medici di famiglia, Rosanna Pucci: sindaco Trieste faccia sua parte

Carenza Mmg in 21 zone: presentata mozione in Consiglio
Il sindaco Dipiazza si attivi per richiedere alla Regione Fvg e al Ministero della Salute interventi finalizzati ad adeguare il numero dei medici di famiglia nel territorio di Trieste. E’ scritto nello Statuto del Comune di Trieste che uno degli obiettivi fondamentali da perseguire è il diritto alla salute per tutti gli abitanti, quindi è necessario che Dipiazza faccia la sua parte e solleciti chi ha competenze e poteri”.
La consigliera comunale Rosanna Pucci (Pd) rende nota la sua mozione, dedicata alla carenza dei medici di medicina generale che si fa sentire a tutti i livelli, inclusa la città di Trieste.
“Attualmente a Trieste sono ben 21 le zone carenti di medici di famiglia – spiega Pucci – ed è un numero che nel breve periodo potrebbe aumentare. Una situazione da gestire e sanare perché questi sono i medici che prestano tutti i servizi sanitari di primo contatto con le persone, sia in ambulatorio che a domicilio, ma che fanno anche prevenzione, controllo e cura delle malattie ‘croniche’.
Il compito dei medici di famiglia – aggiunge la consigliera – è anche quello di evitare accessi non necessari alle strutture ospedaliere e oggi, con gli ospedali in affanno, sappiamo quanto sia importante questa funzione”.
Wärtsilä, Pd Trieste, continua impegno per trovare soluzione

Wärtsilä, Pd Trieste, continua impegno per trovare soluzione

È fondamentale garantire la tutela dei lavoratori e delle loro famiglie in momenti di incertezza economica. La difesa dei posti di lavoro è la premessa indispensabile per assicurare una presenza industriale qualificata a vantaggio di uno sviluppo equilibrato di tutta l’economia cittadina.

Il Pd, a tutti i livelli istituzionali e in sinergia con categorie e rappresentanze sindacali e sociali, continuerà a impegnarsi in ogni modo per trovare una soluzione”. Lo dichiara la segretaria del Pd provinciale di Trieste Maria Luisa Paglia con il responsabile Economia Roberto Zingirian, dopo la chiusura di Wärtsilä all’accordo sulla proroga degli ammortizzatori sociali.

Pd Trieste, nel 2024 potrebbe cadere la Giunta Dipiazza

Pd Trieste, nel 2024 potrebbe cadere la Giunta Dipiazza

Tanti annunci ma Giunta assente su sanità, sicurezza e sport

Le elezioni europee ridefiniranno gli equilibri di forza dentro al centrodestra e nel 2024 le divisioni dentro la maggioranza potrebbero portare alla fine anticipata della giunta. Sono in molti che aspettano quel risultato. In ogni caso il 2024 sarà l’anno in cui verrà alla luce il grande bluff di annunci e promesse non mantenute: mercato ittico, acquario, lavori sul Canal grande, campus di via Rossetti, fino all’ovovia da cui risulterà evidente l’incapacità di portare a termine anche questa partita. Di fronte si trovano i cittadini organizzati come non mai in comitati e un’opposizione granitica e unica.

E’ la sintesi del consigliere comunale e già candidato sindaco di Trieste Francesco Russo, nella conferenza stampa del gruppo consiliare con la segretaria provinciale del partito Maria Luisa Paglia e il capogruppo Giovanni Barbo.
“Saremo sempre più il partito della gente normale, ancora di più sul territorio – ha annunciato Paglia – faremo nuove iniziative nelle piazze e nei rioni, e per stare ancora più vicini alle persone lanciamo un osservatorio permanente sul benessere e gli anziani, guidato da Roberto Decarli. Proseguiremo il dialogo avviato con le forze politiche d’opposizione all’interno e all’esterno del Consiglio comunale”.
“Assenza di apertura della giunta sui grandi temi – ha denunciato Barbo – dal Porto vecchio al turismo, che impatta sui cittadini senza che sia governato creando problemi di parcheggi e viabilità”. Indice puntato sulla disoccupazione e in particolare sulla sanità, dove il sindaco è “totalmente assente”.
La vicepresidente del Consiglio comunale Laura Famulari ha squadernato il dossier del Mercato coperto che “doveva chiudersi nel 2023” e solo ora “dopo anni di annunci, proclami e mille ipotesi sembra sia depositata una proposta, su cui chiediamo di essere coinvolti”. La rivitalizzazione di quell’area è stata collegata ai problemi di sicurezza dell’adiacente piazza Goldoni.
Sulla sicurezza ha insistito anche la consigliera Rosanna Pucci, la quale ha reso noto che “nel 2024 non ci saranno assunzioni per la Polizia locale, non c’è un report sulla funzionalità delle telecamere e sono insufficienti i fondi per l’illuminazione dei giardini”.
Criticità anche sul fronte scuole, mentre Luca Salvati ha lamentato le condizioni dell’impiantistica sportiva cui “la giunta non dà giusta attenzione” portando gli esempi di Chiarbola o San Giovanni, fermo da decenni, delle palestre Cobolli e del liceo Oberdan.
Dal consigliere Štefan Čok l’invito al sindaco di “non essere prigioniero di veti che provengono da pezzi sua maggioranza” dando riposte sulla sezione slovena dell’asilo di San Giovanni e trovando una soluzione all’area del poligono di tiro di Opicina, altamente simbolico. “Sarebbe importante – ha concluso il consigliere della minoranza slovena in relazione alla sospensione di Schengen – se anche da parte del Comune venisse un segno che la caduta dei confini è un punto di non ritorno. Ma finora non è stato possibile nemmeno citare il tema”.