Vaccino: Famulari (Pd), in area triestina siamo nel caos

Vaccino: Famulari (Pd), in area triestina siamo nel caos

 
“La parola migliore per descrivere la situazione è caos. Dal numero regionale sempre occupato a scelte di politica sanitaria incomprensibili e non trasparenti, chiediamo al presidente Fedriga di spiegarci cosa sta succedendo sul nostro territorio, a chi sono andate le dosi Pfizer che mancano per i vulnerabili (persone già elencate con precisione dal Ministero) e come intendono procedere, indicando tempistiche precise e chiare”. Lo afferma la segretaria del Pd provinciale di Trieste Laura Famulari, dopo che l’assessore alla Salute Riccardo Riccardi ha annunciato che “l’aumento di vaccino Pfizer consentirà di aprire ulteriori agende vaccinali a partire da quella per i disabili”.
Per la segretaria dem “mentre altre categorie sono già state vaccinate, è sicuro che disabili e caregiver dovranno attendere, lo dice Riccardi, mentre in altre Regioni già li stanno vaccinando da tempo. C’è da sperare che le tempistiche non siano come quelle indicate oggi da Asugi ai nostri medici di base, i quali sono stati avvisati che frequenteranno un apposito corso d’avvio ai vaccini solo in aprile e in maggio. Invece non sanno ancora nulla i 250 specializzandi che han dato la disponibilità e per cui Riccardi mena vanto dell’accordo con  le università. Si rafforza di giorno in giorno la sensazione – aggiunge Famulari – che la Regione abbia rinunciato a governare il sistema della sanità nella pandemia, abbandonando Asugi alla buona volontà degli operatori”.
Le nostre iniziative per la rappresentanza femminile in Regione

Le nostre iniziative per la rappresentanza femminile in Regione

Garantire l’equilibrio nella rappresentanza tra donne e uomini nei Consigli regionali non è solo un auspicio e un obiettivo di giustizia, ma una legge dello Stato, la n. 20/2016. Eppure, il Friuli Venezia Giulia – nel cui Consiglio siedono solo 7 donne su 49 membri – è una delle pochissime Regioni a non averla ancora recepita, nonostante le promesse del presidente Massimiliano Fedriga.
Giovedì 25 marzo il Consiglio regionale avrà una nuova opportunità per rimediare. Verrà infatti discussa la proposta di legge del centrosinistra, primo firmatario il consigliere Francesco Russo, che prevede la possibilità — non l’obbligo! — di votare anche un secondo candidato o candidata, purché di sesso diverso dal primo o dalla prima.
A sostegno di questa iniziativa il Partito democratico invita a firmare la petizione lanciata dalla nostra consigliera comunale Fabiana Martini e diretta al presidente Fedriga, cliccando a questo link.
Per sensibilizzare chi dovrà votare la proposta di legge si è inoltre pensato di innescare un “mailbombing” indirizzato ad alcuni esponenti della Giunta e ai capigruppo in Consiglio regionale. Queste le istruzioni per partecipare:
  1. Copiare e incollare in una mail il seguente messaggio: «Gentile Presidente / Assessora / Consigliere/a, giovedì 25 tornerà in Aula la proposta di legge sulla doppia preferenza di genere: speriamo che anche grazie al suo intervento e al suo voto non si sprechi l’ennesima occasione per garantire anche in Friuli Venezia Giulia il diritto all’uguaglianza sancito dall’art. 3 della nostra Costituzione. Cordialmente,»
  2. Firmare e spedire la mail al presidente Fedriga, al presidente del Consiglio regionale Zanin, all’assessora Rosolen e ai capigruppo Moretti (Pd), Bordin (Lega), Centis (Cittadini), Dal Zovo (M5S), Di Bert (Progetto FVG), Giacomelli (FdI), Honsell (Misto), Moretuzzo (Patto per l’Aut.) Nicoli (FI). È sufficiente copiare i seguenti indirizzi nel campo “Destinatario”: presidente@regione.fvg.it; presidente.consiglio@regione.fvg.it; assessorelavoro@regione.fvg.it; diego.moretti@regione.fvg.it; mauro.bordin.consiglio@regione.fvg.it; tiziano.centis@regione.fvg.it; ilaria.dalzovo@regione.fvg.it; mauro.dibert@regione.fvg.it; claudio.giacomelli@regione.fvg.it; furio.honsell@regione.fvg.it; massimo.moretuzzo@regione.fvg.it; giuseppe.nicoli@regione.fvg.it
Famulari: subito i vaccini a soggetti deboli e caregiver

Famulari: subito i vaccini a soggetti deboli e caregiver

«Fra i soggetti estremamente vulnerabili se contagiati (malati oncologici, disabili, persone con pluripatologie e caregiver) si registra il 98% della mortalità: andavano vaccinati per primi. Lo dico chiaramente: una società che lascia per ultimi i più deboli, senza grande scandalo dei più e senza pudore dei privilegiati, è una società perduta.” Lo sostiene la segretaria Pd di Trieste, Laura Famulari, che spiega: «Comprendo quanto possa essere difficile prendere decisioni e fare le scelte giuste in una situazione così complessa. In questo momento non rilevano le responsabilità (non ho motivo di dubitare che tutti stiano cercando una soluzione) e le cause oggettive (con Astrazeneca gran parte dei fragili non si possono vaccinare). Osservo l’impegno di chi sta attuando il piano vaccinale, nonché la disponibilità e l’abnegazione di tutti gli operatori sanitari.
Ma ci sono i principi su cui non si doveva transigere. Dovevano essere vaccinati di certo i sanitari, quindi i più deboli (anziani) e gli estremamente vulnerabili (esiste una descrizione dettagliata fatta dal Ministero), e poi procedere per fasce d’età. Si è partiti bene e poi l’Italia delle corporazioni ha fatto capolino e via ai cosiddetti servizi essenziali, scelti un po’ a maglie larghe e soprattutto con criteri diversi dalle Regioni. L’idea di vaccinare categorie non solo è estremamente ingiusta ma mina la coesione sociale in modo tanto subdolo quanto profondo.
Che diritto ha un docente universitario in Dad rispetto ad un cassiere del supermercato? O un magistrato rispetto ad un avvocato, e quanti sono nelle retrovie e non hanno alcun rapporto con il pubblico? Perché altrove, in altri Paesi e in altre Regioni le cose sono andate diversamente? Il virus ci ha resi tutti uguali, il vaccino ci ricorda che siamo diversi. Chiediamo che ci sia spiegato, senza schermi, perché i più bisognosi di tutela sono rimasti così indietro. Ma soprattutto facciamo qualcosa prima che sia troppo tardi e non lasciamo passare l’idea che gli ultimi sono laggiù perché meno importanti per la società.»
L’8, oggi più che mai

L’8, oggi più che mai

Oggi più che mai perché sono le donne che più di tutti stanno sentendo gli effetti disastrosi della pandemia.
Su 101mila nuovi disoccupati, 99mila sono donne.
1 donna su 2 ha visto peggiorare la propria situazione economica, si dice instabile economicamente e teme di perdere il lavoro.
L’84% delle lavoratrici tra i 15 e i 64 anni (dati Europa) è impiegata nei servizi più colpiti dalla pandemia e che stanno affrontando e affronteranno perdite di posti di lavoro (assistenza all’infanzia, vendita al dettaglio, servizi ricettivi e turismo).
Per non parlare della violenza domestica, che ha visto un aumento preoccupante nell’ultimo anno.
Come Partito Democratico abbiamo indicato tre immediate priorità: la legge sulla parità salariale; il reddito di libertà per le donne vittime di violenza; il fondo per l’imprenditoria femminile.
Sapendo che è solo l’inizio. E sapendo che tutto dipende dall’impegno di tutte e di tutti.
Buon 8 marzo a tutte le donne e uomini che credono in un futuro di parità di genere!

Famulari, più vigilanza contro assembramenti in città

Famulari, più vigilanza contro assembramenti in città

Dipiazza riprenda chi non indossa mascherina

“A fronte dell’ondata crescente di contagi e della situazione gravissima in cui si trova il vicino Friuli chiediamo al sindaco Dipiazza quali disposizioni siano state impartite alla polizia locale in merito alla vigilanza sugli assembramenti che si verificano quotidianamente nei luoghi di ritrovo del centro. Sono stati segnalati comportamenti non a norma di regolamento, l’uso scorretto o il mancato uso delle mascherine, ma è stato anche riferito che a questi comportamenti non viene opposto il necessario richiamo da parte di chi è preposto ai controlli. Chiediamo che il sindaco, responsabile della salute pubblica, si accerti che le regole siano fatte rispettare e, conoscendo il suo attivismo, magari si impegni in prima persona riprendendo gli inadempienti”. Lo dichiara la segretaria del Pd provinciale di Trieste Laura Famulari, dopo l’annuncio della nuova ordinanza regionale che stabilisce restrizioni a seguito del forte incremento dei contagi in Fvg.

Barbo,	Dipiazza promette ora dopo 5 anni di poco o niente

Barbo, Dipiazza promette ora dopo 5 anni di poco o niente

Trieste: Barbo (Pd), Dipiazza promette ora dopo 5 anni di poco o niente

“Capiamo che si fa campagna elettorale con ogni mezzo, ma non è molto elegante fare una conferenza stampa sul Piano Triennale delle Opere alla vigilia delle elezioni, annunciando opere da realizzare nel 2022 e nel 2023, quando cioè la giunta Dipiazza non starà più amministrando la nostra città. Comodo, per loro, promettere ora, dopo aver combinato poco o niente sul tema in cinque anni. Ricordiamo a titolo esemplificativo il mercato ittico, annunciato un mese dopo l’inizio del mandato nel 2016, inserito nel piano delle opere e poi slittato di anno in anno fino a scomparire dal documento. Il che ci fa dubitare (per usare un eufemismo) che quanto inserito oggi nel PTO abbia una qualche attinenza con la realtà, presente o futura. L’elenco dei lavori che si leggono in programma è più o meno quello del 2016: siamo finiti in una macchina del tempo?”. E’ il commento a quanto illustrato oggi dal sindaco di Trieste Roberto Dipiazza assieme a parte della Giunta comunale, nel corso della conferenza stampa di presentazione del “Piano Triennale delle Opere” della municipalità del capoluogo giuliano.

Vaccino. Dipiazza chiarisca con Asugi problemi anziani e disabili

Vaccino. Dipiazza chiarisca con Asugi problemi anziani e disabili

   


Disservizi al Cup, novantenni lasciati soli, disabili senza vaccino

La segretaria del Pd provinciale di Trieste Laura Famulari ha chiesto al sindaco Dipiazza e alla Giunta di riferire al Consiglio comunale “se siano a conoscenza in maniera specifica e approfondita del piano vaccinale promosso da Asugi”, ponendo una cosiddetta “domanda di attualità”, a cui si chiede una risposta alla prima seduta del Consiglio Comunale della città di Trieste.
“Numerose sono le problematiche emerse in fase di prenotazione – spiega Famulari – dalle code in farmacia, ai disservizi connessi con il centralino CUP, ma anche appuntamenti fissati a distanza di 2 mesi e in molti casi in Aziende fuori comune.  Ci sono cittadini ultra novantenni che non sono stati contattati dall’Azienda Sanitaria al fine di verificare la loro volontà a vaccinarsi, conoscere il loro stato di salute e capire se sono nelle condizioni di potersi spostare dal proprio domicilio. Alcuni addirittura hanno dovuto contattare personalmente il CUP, che ha dato loro appuntamento per la metà di aprile in ospedale, dato che alla loro richiesta di riceverlo a domicilio, hanno ricevuto risposta negativa”.
“Chiarezza” chiede Famulari anche per gli over 90, per i quali interroga “se l’Azienda abbia promosso un piano straordinario di contatto diretto e stabilito corsie preferenziali di prenotazione”. L’esponente dem vuole anche sapere se “l’Amministrazione comunale e i Servizi Sociali abbiano intenzione di sollecitare l’ASU-FC affinché vengano con urgenza inseriti nella fase2 anche tutti i disabili a carico delle loro famiglie, unitamente ai loro caregiver e tutti gli estremamente vulnerabili che sono, come ha dichiarato l’assessore Riccardi, esclusi dai vaccini Astrazeneca”. 

Recupero e riutilizzo dell’ex caserma Monte Cimone a Banne : un’interrogazione al sindaco Dipiazza

Recupero e riutilizzo dell’ex caserma Monte Cimone a Banne : un’interrogazione al sindaco Dipiazza

L’esperienza della pandemia sollecita l’introduzione di nuovi paradigmi nella gestione del territorio comunale, volti a superare lo stato di abbandono di parti importanti del patrimonio pubblico per rimetterle a disposizione della collettività.

Lo afferma la consigliera comunale del Pd, Valentina Repini, che attraverso la mozione intitolata

PER IL RISANAMENTO AMBIENTALE E LA FRUIZIONE SOCIALE DELL’AREA DELL’EX CASERMA MONTE CIMONE A BANNE (GIA’ TENUTA BIDISCHINI – BURGSTALLER),

discussa l’anno scorso in commissione e in attesa della discussione in aula, ha chiesto all’Amministrazione comunale di avviare l’iter per il recupero all’uso della comunità ed il riutilizzo del più grande dei siti abbandonati presenti sul territorio triestino, ovvero di definire le condizioni della sua sdemanializzazione e di realizzare uno studio di fattibilità sui costi della sua bonifica e riqualificazione, inclusa la verifica della congruità delle previsioni urbanistiche attualmente vigenti, e ciò al fine di poter accedere alle opportunità di finanziamento offerte dalla nuova programmazione regionale dei fondi strutturali e di investimento europei 2021 – 2027.

L’Agenzia del Demanio e diverse amministrazioni pubbliche – spiega –stanno gestendo il processo di recupero del patrimonio militare dismesso, nel duplice obiettivo di rendere queste aree punti di partenza per processi di rigenerazione e riqualificazione urbanistica e innescare, attraverso partnership e azioni coordinate, la valorizzazione di una parte importante del patrimonio pubblico.

Oggi -aggiunge- per la grande importanza del sito nel contesto naturale del Carso, un primo passo verso il superamento dello stato di abbandono dell’area dovrebbe essere rivolto in tempi più brevi a restituire all’uso pubblico almeno la sua parte boschiva.

L’attuale fase di programmazione regionale degli interventi del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2021 – 2027 (POR FESR 2021 – 2027) prevede il finanziamento di

progetti di rigenerazione territoriale volti a realizzare obiettivi specifici quali la valorizzazione di alcuni luoghi simbolo della Regione, in chiave di rilancio turistico, combinato a interventi di valorizzazione territoriale …, interventi di rigenerazione territoriale imperniati sulla valorizzazione ambientale, in grado di attivare economie locali e coinvolgere le comunità” ed “iniziative di recupero di edifici pubblici in Aree Interne, al fine di rivitalizzazione del contesto sociale.

Pertanto – conclude Repini- l’interrogazione chiede di sapere se  l’Amministrazione comunale ha approfondito la questione con l’Agenzia del Demanio e con l’Amministrazione Regionale del Friuli Venezia Giulia come da impegni derivanti dalla mozione citata in premessa.

Stagione sciistica: Pd Trieste, chiedere pacchetti feriali a PromoTurismoFvg

Stagione sciistica: Pd Trieste, chiedere pacchetti feriali a PromoTurismoFvg

Il Comune di Trieste dovrebbe chiedere a PromoTurismo Fvg e all’assessore regionale competente di mettere in campo una serie di azioni per favorire la presenza di sciatori regionali sugli impianti durante i giorni feriali. Si permetterebbe di evitare concentrazioni nel weekend a vantaggio della sicurezza e si aiuterebbero molte famiglie oggi in difficoltà per le ridotte capacità di spesa. La passione dei triestini per gli sport invernali è nota, come la loro propensione per località come il Tarvisiano o Sappada. Perciò il Pd presenterà una mozione urgente in Consiglio comunale e nelle Circoscrizioni per proporre soluzioni a favore dell’economia e del sociale”.
Lo afferma la segretaria del Pd provinciale di Trieste Laura Famulari, in una nota congiunta con il capogruppo dem nella sesta Circoscrizione, Luca Salvati.
 
Da qualche giorno il Comitato tecnico-scientifico ha dato il via libera all’attività sciistica dal 15 febbraio nelle Regioni in zona gialla e – spiegano gli esponenti dem – nella nostra regione vi sono rinomate località sciistiche, nelle quali l’affluenza è solitamente scarsa durante i giorni feriali. Alcune di queste azioni potrebbero consistere in promozioni al pernottamento, in convenzioni con i CUS della Regione, le federazioni sportive, le associazioni o altri soggetti da individuare”.
No ai respingimenti sul confine italo-sloveno: la nostra mozione in Comune

No ai respingimenti sul confine italo-sloveno: la nostra mozione in Comune

All’indomani della missione degli eurodeputati italiani Pietro Bartolo, Brando Benifei, Pier Francesco Majorino e Alessandra Moretti sul confine tra Bosnia e Croazia per osservare le operazioni anti-immigrazione della polizia croata, che da tempo vengono segnalate e di cui ora tutti finalmente scrivono, e successivamente visitare il campo di Lipa, dove ogni forma di umanità è stata congelata, diventa ancora più drammaticamente attuale la richiesta dei consiglieri comunali di opposizione Sabrina Morena (Open Fvg), Fabiana Martini, Giovanni Barbo e Valentina Repini (Partito Democratico), Antonella Grim (Italia Viva) e Maria Teresa Bassa Poropat (Cittadini) di discutere una MOZIONE, a cui la maggioranza in Capigruppo ha per l’ennesima volta negato l’urgenza, con cui si chiede all’Amministrazione Comunale di intervenire per quanto di sua competenza in tema di respingimenti di persone richiedenti asilo provenienti dalla Rotta balcanica: è infatti sul nostro confine, quello tra Italia e Slovenia, che si consumano le così dette “riammissioni informali” all’origine dei respingimenti a catena che riportano persone provate e stremate da mesi e spesso anni di cammino nell’inferno bosniaco ai confini con la Croazia. Trieste e chi la governa dimostrino di essere all’altezza delle tradizioni di civiltà che da sempre la caratterizzano.

Qui di seguito, il testo integrale della nostra mozione.

 

MOZIONE URGENTE

Oggetto: Necessità di un intervento del Comune in tema di respingimenti sul confine di richiedenti asilo provenienti dalla rotta balcanica

VISTO il Rapporto sul diritto d’asilo nel 2020 curato dalla Fondazione Migrantes in data 03.12.20 e gli articoli comparsi in data 05 e 07.01.21 sul quotidiano nazionale La Repubblica dai quali emerge la prassi delle cosiddette “riammissioni informali” nei confronti dei migranti rintracciati a ridosso della linea confinaria italo-slovena, anche qualora essi manifestino l’intenzione di richiedere protezione internazionale;

CONSIDERATO che l’Accordo tra Italia e Slovenia sulla riammissione delle persone alla frontiera (Roma, 3 settembre 1996) non trova applicazione nei confronti di uno straniero che alla frontiera manifesta la volontà di chiedere protezione perché in tali casi trova esclusiva applicazione la normativa europea in materia di asilo ed in particolare il Regolamento UE n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013(cd. Regolamento Dublino III);

APPURATO che sono circa 1300 i migranti respinti nel 2020 (fra i quali afgani, pakistani, iracheni, siriani), numero triplicato rispetto l’anno precedente;

APPURATO che le riammissioni sono effettuate senza notificare agli interessati alcun provvedimento motivato in fatto e in diritto, impedendo in tal modo l’esercizio del diritto di difesa garantito a tutti dalla Costituzione Italiana e dalla Convenzione Europea per i diritti dell’Uomo;

APPURATO altresì che, una volta respinte dall’Italia alla Slovenia, le stesse persone, in violazione delle normative internazionali che vietano i “respingimenti a catena”, vengono subito ritrasferiti in Croazia e da lì in Bosnia-Erzegovina subendo terribili violenze ed abusi inauditi come testimoniato dai maggiori media internazionali;

PRESO ATTO dell’Ordinanza n. 56420/2020 del Tribunale di Roma che ha riconosciuto nella prassi delle riammissioni informali plurime violazioni del diritto interno, del diritto dell’Unione Europea e del diritto internazionale;

PRESO ATTO che nel territorio di Trieste giungono ogni giorno migranti provenienti dalla cosiddetta rotta balcanica le cui condizioni psico-fisiche sono molto provate a causa delle diverse violenze subite e che ciò interroga la capacità del nostro territorio di dare una risposta civile all’altezza delle sue tradizioni democratiche ed umanitarie;

RITENUTO opportuno e necessario provvedere con un intervento anche da parte del Comune di Trieste su tale situazione;

 

Si invitano la Giunta e l’Assessore competente:

  • a verificare con il Governo italiano e i competenti Ministri che si giunga alla cessazione definitiva della prassi delle riammissioni dei richiedenti asilo e la normativa in materia di diritto di accesso alla domanda di asilo venga correttamente applicata;
  • a esprimere alle rappresentanze consolari della Repubblica di Croazia la più profonda preoccupazione dell’Amministrazione comunale di Trieste per le violenze di cui i migranti sono oggetto nel corso delle operazioni di polizia nel territorio della Croazia, chiedendo che ogni sforzo vada fatto al fine di individuare e condannare i colpevoli di tali violenze e modificare la grave situazione attuale;
  • a favorire iniziative di servizio e di informazione sul diritto di asilo sui propri canali social in inglese e nelle lingue dei Paesi di provenienza delle persone migranti;
  • a favorire iniziative di conoscenza rivolte alla cittadinanza sulla gravità della situazione dei rifugiati nei diversi Paesi dell’area balcanica.

 

Seguono le firme di: Sabrina Morena (Open FVG), Fabiana Martini (Pd), Giovanni Barbo(Pd), Valentina Repini (Pd), Antonella Grim (Gruppo Misto – Italia Viva) e Maria Teresa Bassa Poropat (Cittadini).