Il PD di Trieste condanna l’intimidazione alla redazione de Il Piccolo, sottolineando la gravità dell’attacco alla libertà di stampa e alla democrazia. Solidarietà ai giornalisti e richiesta di piena luce sull’accaduto, con un appello a rafforzare legalità e sicurezza in città.
Tra salari bassi e lavoro nero, il Partito Democratico di Trieste richiama la politica alle proprie responsabilità. Sicurezza, parità salariale e lotta allo sfruttamento tornano centrali nel dibattito sul lavoro e sulle condizioni reali di lavoratrici e lavoratori.
Il Premio Luchetta escluso dai fondi regionali mette a rischio l’edizione 2026 e apre un caso politico e culturale a Trieste. Il PD denuncia una scelta grave che colpisce un simbolo del giornalismo sui diritti umani e chiede interventi urgenti per garantirne la continuità.
Il tempo che stiamo vivendo è segnato da crisi profonde e cambiamenti che interrogano da vicino anche il nostro Paese.
Guerre che tornano nel cuore dell’Europa e del Medio Oriente, un equilibrio internazionale sempre più fragile con le sparate di Trump perfino contro il Papa, tensioni economiche e sociali che rischiano di produrre nuove disuguaglianze: tutto questo rende ancora più urgente una riflessione seria sul ruolo dell’Italia tra Mediterraneo ed Europa.
L’evento è un’occasione importante per discutere insieme di politica internazionale, del ruolo dell’Unione Europea nella promozione della pace e dei diritti, e delle scelte necessarie per affrontare le sfide globali con responsabilità e visione. È previsto uno spazio dedicato agli interventi dal pubblico, per favorire un confronto aperto e partecipato.
Intervengono: Caterina Conti segretaria regionale PD FVG Renato Romano presidente di Dialoghi Europei Peppe Provenzano deputato e responsabile nazionale Esteri PD
Saluti: Maria Luisa Paglia segretaria provinciale PD Trieste
In un tempo in cui anche su questo tema si consuma un duro scontro politico, sentiamo forte la responsabilità di ribadire un principio semplice ma decisivo: senza consenso non c’è libertà.
L’incontro sarà un’occasione di confronto autentico, che mette insieme esperienze e competenze diverse: chi ogni giorno lavora accanto alle donne e applica il diritto, chi porta l’impegno politico e quello delle istituzioni.
Intervengono:
Maria Luisa Paglia segretaria provinciale PD Trieste
Monica Hrovatin portavoce Donne democratiche Trieste
Imma Tromba GOAP antiviolenza Trieste
Angela Filippi avvocata
Debora Serracchiani deputata e responsabile nazionale giustizia PD
La sicurezza a Trieste torna al centro del dibattito dopo una serie di episodi di violenza nelle aree centrali della città. Il Partito Democratico critica duramente la proposta di recintare piazza Libertà, definendola una resa dell’amministrazione, e rilancia la necessità di una strategia basata su prevenzione, presidio del territorio e interventi sociali strutturali.
La nomina di Natale Ditel al Porto di Trieste apre una fase strategica per lo sviluppo sostenibile dello scalo. Il Partito Democratico evidenzia la necessità di coniugare crescita economica, innovazione e attenzione ambientale in un contesto sempre più competitivo.
Il PD Trieste analizza il risultato del referendum, evidenziando l’alta partecipazione democratica e il ruolo decisivo di giovani e città. Il successo del NO in ambito urbano indica una direzione politica chiara, da cui partire per costruire un’alternativa credibile e condivisa in vista delle elezioni amministrative del 2027.
Continua il percorso dedicato al referendum costituzionale, un passaggio che merita attenzione, consapevolezza e discussione aperta.
La posta in gioco non è tecnica, è democratica: parliamo della separazione dei poteri, dell’equilibrio tra Parlamento, Governo e Magistratura. Un eventuale successo del SÌ rischia di essere il primo passo verso un cambiamento dell’ordine costituzionale così come lo abbiamo conosciuto e difeso.
Quinto evento dedicato alle ragioni del No al referendum.
Intervengono:
Gianni Cuperlo, deputato PD Raffaele Leo, avvocato, portavoce Comitato avvocati per il NO Trieste
Incontro pubblico in vista del referendum del 22 e 23 marzo 2026.
La riforma Nordio introduce modifiche costituzionali che incidono sull’ordinamento della Magistratura e sugli equilibri tra i poteri dello Stato indebolendo l’autonomia della Magistratura e le garanzie democratiche.
L’incontro è un’occasione per approfondire contenuti e conseguenze concrete della riforma; ne parleremo con:
Tommaso Russo portavoce Comitato triestino Società civile per il NO
Raffaele Leo portavoce Comitato Avvocati per il NO Trieste
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