A Trieste ci vuole un «Cineporto»: spazio dedicato alla fabbrica dei film in Porto Vecchio

A Trieste ci vuole un «Cineporto»: spazio dedicato alla fabbrica dei film in Porto Vecchio

Industria cinematografica in ripresa, cogliamo opportunità

La realizzazione di un ‘cineporto’ in Porto Vecchio porterebbe notevoli ricadute economiche e culturali a Trieste, facendo compiere un ulteriore salto al settore della produzione cinematografica, già trainato dall’eccellente lavoro della FVG Film Commission e del Fondo Regionale per l’Audiovisivo.  La location sarebbe ideale per la logistica, con magazzini e ampi spazi di manovra per i camion delle produzioni, e al tempo stesso facile da raggiungere per l’utenza di iniziative culturali”.
E’ la proposta della coordinatrice del Forum Cultura del Pd di Trieste, Marina Coricciati, e del consigliere comunale dem Giovanni Barbo. Un “cineporto” è una struttura destinata alle produzioni cinematografiche, che ospita uffici, spazio sartoria e costumi, sala casting, sala «trucco e parrucco», depositi e laboratori per le scenografie, ed eventualmente offre spazi per l’allestimento di mostre e installazioni, 


L’industria cinematografica si sta riprendendo dal periodo pandemico e ciò viene confermato – indica Coricciati – anche dal fatto che in questi giorni stanno ripartendo le riprese di film e serie tv a Trieste, dove per tutto l’anno sono calendarizzati set, con positivo indotto per la città. Il Pd sostiene la creazione di  infrastrutture che favoriscono questo settore, puntando ad abbinare l’offerta turistica della città alle attività e ai prodotti delle industrie culturali e creative del settore cinematografico”.

In Italia abbiamo esempi di cineporti in Piemonte e Puglia che – aggiunge Barbo – hanno incentivato lo sviluppo della filiera produttiva e le possibilità di intensificare l’attività di promozione cinematografica e lo scambio con il mondo dell’imprenditoria. A Trieste abbiamo una tradizione consolidata, gli spazi e l’opportunità: non perdiamo l’occasione”.

 

Forum Cultura: il report degli incontri del 19/12/2019 e 1/2/2020

Il Forum Cultura si è riunito il 19 dicembre e il I febbraio 2020: la responsabile Marina Coricciatti riassume spunti e progetti emersi nel corso dei due partecipati incontri

 

Durante il primo incontro (19 dicembre) del Forum Cultura abbiamo delineato il modus operandi del gruppo, che consisterà in circa un incontro (o più, se possibile) al mese sia su tematiche generali che specifiche. Questi incontri avranno forma di dibattito, brain-storming e analisi dei diversi temi.

Ci saranno poi degli incontri con il pubblico, durante i quali potrà essere raccontata una best-practice su un tema specifico, oppure si ospiteranno persone autorevoli nel proprio campo, che ci aiutino a costruire un ragionamento focalizzato sulle future proposte. Senza anticipare troppo, un’idea è quella di portare a conoscenza dei cittadini quelle che sono le buone pratiche innovative nella gestione partecipativa dei beni culturali, in modo tale da trarne un’ispirazione per la costruzione del futuro di Trieste.

Il ragionamento fatto con i partecipanti si è focalizzato su più punti. Si è evidenziato che troppo spesso ci si concentra sulle aree del centro città, escludendo di fatto le zone periferiche, che esse siano il rione di Borgo San Sergio o l’Altipiano. Si terranno quindi degli incontri nei territori delle varie circoscrizioni, con il coinvolgimento dei circoli e delle microaree.

Tra i grandi assenti in città si annoverano i concerti, pressoché scomparsi da questa città che negli anni passati ha visto passare importanti band e cantanti (per citarne alcuni: Green Day, Bruce Springsteen, Pearl Jam, Iron Maiden). Sono eventi che attirano tutte le fasce di età e che portano presenze in città. L’impatto economico, occupazionale e culturale sulla vita delle città è notevole. Il grande evento inoltre rafforza il marketing della città, rendendola più attraente agli occhi dei turisti e perché no, dei suoi stessi abitanti.

Risulta necessario identificare i campi di intervento e i punti di forza della città, andando così a “colpire” punti chiave. Trovare cosa manca e riempirlo con proposte concrete e fattive.

Un’azione fondamentale è quella di puntare molto di più sui fondi europei per investire nel campo culturale: vari sono i programmi e vari sono i progetti ai quali si può partecipare.

Viene evidenziata la necessità di sostenere e valorizzare le iniziative, ad esempio nel campo delle arti figurative come per l’evento Biennale Internazionale delle Donne, di concreto e grande valore culturale, caratterizzato dallo scambio.

 

Nel secondo incontro (1 febbraio) è emersa nuovamente la necessità di dare spazio alla musica leggera. Ci siamo dati intanto un obiettivo di breve periodo, ovvero realizzare una mappatura in dettaglio dei luoghi e sale disponibili in città, in modo tale da poterci concentrare sulle fasce scoperte e fare una proposta concreta. Si è ipotizzata inoltre l’opzione di avere uno spazio concerti fisso, in modo tale da abbattere una serie di costi (es. montaggio-smontaggio palco). A proposito di spazi, i presenti sono stati aggiornati sulla vicenda della sala Tripcovich, alla luce dei recenti sviluppi.

Sempre più forte è il bisogno di analisi delle esigenze di tutti i vari stakeholder della città, da effettuare al più presto. Si sottolinea quanto questa città sia legata a stilemi piccolo-borghesi che la tengono ancorata al passato. La nostra idea di cultura non vuole rinnegare il passato di Trieste, ma vuole lanciarla nel futuro. Vogliamo una città che sappia crescere e che abbia la possibilità di farlo.

Si sottolinea la totale assenza di segnaletica culturale al fine di diffondere la conoscenza del patrimonio urbano e favorire una promozione adeguata della città nei circuiti turistici nazionali e internazionali.

Un’altra grande assente è la contemporaneità: si evidenzia la necessità di un investimento per acquisti che vadano ad animare un nuovo spazio di arte contemporanea.

Entrando nel macrocosmo musei, viene sottolineata l’assenza del servizio guida nei musei cittadini, talvolta presente solamente per gruppi e su prenotazione. La frammentarietà dei musei di Trieste è un altro aspetto che viene sottolineato, assieme al progetto del Museo del Mare, dove allo stato attuale si ha un progetto per il contenitore ma latita il contenuto.

In chiusura di Forum è stata toccata la questione biblioteche evidenziando il loro essere centro nevralgico della città, in senso culturale, sociale e anche urbano. Proprio per questo a Trieste c’è bisogno di una nuova struttura, moderna, grande, che preveda anche spazi di socializzazione e co-working. Prossimamente inizieremo con una serie di incontri tematici: sicuramente uno sulle biblioteche e uno sui musei.

Forum Cultura: a dicembre la prima riunione

Marina Coricciati – Responsabile Forum Cultura PD Trieste indica le priorità del gruppo di lavoro 

 

Trieste e il suo territorio non possono prescindere da un piano per la cultura, sia di breve che di medio-lungo periodo. Una nuova politica culturale – strutturata, tecnicamente avanzata, inclusiva e ispirata a valori sinceramente democratici – sarà dunque indispensabile per la nostra città. 

Sarà necessario valorizzare tutto ciò che è cultura a Trieste, e anche ciò che ne costituisce strumento di fruizione; capitalizzare sul nostro patrimonio storico, urbano, paesaggistico e multiculturale; pensare sempre a tutte le fasce di età presenti nel nostro tessuto sociale; ricordarsi che oltre al centro storico la città è tutti i suoi rioni; essere al fianco di chi produce e diffonde cultura nella nostra città.

Per perseguire questi scopi c’è il Forum Cultura del Partito Democratico di Trieste. Un Forum per conoscersi, condividere, creare. Una task-force per scoprire i bisogni insoddisfatti dei cittadini di Trieste. Un luogo di azione e discussione. Un’officina dove elaborare proposte partecipate e costruire la politica culturale del prossimo futuro.

In dicembre ci sarà la prima riunione del forum.