Una strada larga quattro corsie, centinaia di camion al giorno e un abitato – quello di Aquilinia – che rischia di diventare un semplice punto di passaggio. È questa la preoccupazione che il Partito Democratico di Muggia porta al centro del dibattito pubblico sul nuovo Terminal Adriaport, destinato a sorgere nell’area dell’ex raffineria Aquila.
Infrastruttura strategica? Sì, ma non a qualsiasi costo.
Il progetto Adriaport rappresenta un tassello importante nello sviluppo logistico del Porto di Trieste e dell’intera regione. Tuttavia, secondo il PD locale, manca oggi un elemento essenziale: la garanzia che lo sviluppo portuale non si traduca in disagio per i residenti, in particolare per quelli del quartiere di Aquilinia. La viabilità “non interferente” che passa accanto alle case
Ed è proprio sulla viabilità che si gioca la partita più delicata. Nella risposta formale inviata all’amministrazione comunale, il commissario straordinario dell’Autorità Portuale, Antonio Gurrieri, dichiara che il traffico in entrata e in uscita dal Terminal non interesserà l’abitato di Aquilinia, sfruttando esclusivamente la viabilità a quattro corsie presente nel comune di Trieste.
Ma il Partito Democratico di Muggia contesta apertamente questa rassicurazione, definendola “ingannevole”. Il traffico passerà infatti a soli dieci metri dalle case, lungo via Flavia, l’unica arteria che collega la zona industriale ad Aquilinia.
“Altro che assenza di interferenze significative qui parliamo di intasamenti, rumore, inquinamento atmosferico e rallentamenti sistematici. Proprio come accade oggi all’uscita del Molo VII. E la via Flavia non è una superstrada attrezzata per il traffico portuale.”
Il rischio: disattendere le intese sottoscritte
Le preoccupazioni del PD non nascono oggi. Già nel 2009 e nel 2014, due delibere approvate tra Comune di Muggia e Autorità portuale sancivano un principio preciso: il traffico del terminal non deve sovrapporsi alla viabilità locale. L’accesso sarebbe dovuto avvenire solo da nord, lasciando il collegamento sud a uso di emergenza. Oggi, il timore è che questi impegni siano stati messi in secondo piano per accelerare la progettazione in vista di scadenze o finanziamenti.
Silenzio istituzionale e mancanza di trasparenza
Il Partito Democratico di Muggia critica anche l’atteggiamento dell’amministrazione comunale. Il sindaco Polidori, lamentano i dem, non ha mai informato il Consiglio Comunale né i cittadini dell’esistenza di un tavolo tecnico già attivo da tempo con Trieste, la Regione e l’Autorità portuale.
Un fatto grave visto che si tratta di un progetto destinato a incidere profondamente sulla vita quotidiana di un’intera comunità”.
Lo afferma la segretaria del Circolo Fiorella Benčič.
Una proposta alternativa concreta: via Cadamosto
Il circolo PD rilancia infine una proposta di buon senso e già nota agli enti coinvolti: utilizzare via Cadamosto come collegamento diretto tra il Terminal e la superstrada in via Caboto. Un tracciato già in parte esistente e potenziabile, che consentirebbe di evitare l’impatto sulla via Flavia. Il sito, inoltre, dispone anche di collegamento ferroviario. “Meglio di così – scrivono i dem – è difficile immaginare”.
Sviluppo sì, ma con i cittadini, non contro di loro
La posizione del PD è chiara: il porto va sviluppato, ma non a scapito della qualità della vita nei quartieri limitrofi. “Non accetteremo – conclude Bussani – che le periferie diventino la servitù logistica del sistema portuale, senza nemmeno essere ascoltate. Vigilanza e trasparenza sono l’unica strada per uno sviluppo davvero sostenibile”.