Nomina Consalvo: il Porto non è una pedina, Trieste merita stabilità

Nomina Consalvo: il Porto non è una pedina, Trieste merita stabilità

Il Partito Democratico di Trieste critica i ritardi sulla nomina di Marco Consalvo alla presidenza dell’Autorità portuale. Maria Luisa Paglia e Roberto Zingirian denunciano i continui commissariamenti e i giochi politici della destra, che mettono a rischio la stabilità e l’immagine internazionale della città. Per il PD, il Porto deve tornare al centro delle scelte strategiche.

Porto: il vuoto di governance è responsabilità della destra. “Serve subito una guida autorevole”

Porto: il vuoto di governance è responsabilità della destra. “Serve subito una guida autorevole”

Il Partito Democratico di Trieste lancia l’allarme sul blocco istituzionale che colpisce il Porto. Le dimissioni di Antonio Gurrieri aggravano una crisi già in atto, causata — secondo il PD — dall’inerzia del centrodestra. Di seguito, la nota ufficiale della segretaria provinciale Maria Luisa Paglia.

Il PD: “Serve subito una guida autorevole”

Il Partito Democratico di Trieste esprime forte preoccupazione per la situazione di stallo che colpisce il Porto di Trieste, aggravata dalle dimissioni del commissario Antonio Gurrieri, che rinuncia alla nomina a presidente.

“La scelta di Gurrieri, pur rispettabile sul piano personale, lascia il porto senza guida in un momento cruciale per la nostra economia. Una crisi istituzionale generata dall’inerzia della destra, che ci lascia senza presidente e senza segretario generale, paralizzando l’operatività dello scalo.”

Lo dichiara la segretaria provinciale del PD, Maria Luisa Paglia, che ribadisce come la scelta di puntare, a suo tempo, su Zeno D’Agostino da parte di Debora Serracchiani e Roberto Cosolini fosse lungimirante e nell’interesse del territorio. Il lavoro era considerato l’infrastruttura più importante per lo sviluppo del porto, visione da conservare assolutamente.

“Oggi paghiamo l’assenza di una visione politica e strategica. Il PD chiede che si mettano subito in campo figure competenti, svincolate da logiche spartitorie. Il Porto è il motore economico della città e non può rimanere fermo.”


Trieste non può permettersi la paralisi del Porto

“Trieste non può permettersi un’estate di paralisi. Serve subito una guida credibile e capace di restituire al nostro porto il ruolo che merita.”
Conclude Paglia.


Il PD vigilerà sulla gestione del Porto

Il Partito Democratico continuerà a vigilare affinché la governance del Porto di Trieste sia ricostruita su basi solide e trasparenti, con l’obiettivo di garantire al territorio sviluppo economico e occupazione.

 

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Porto di Trieste, il PD chiede subito chiarezza e responsabilità

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In attesa che la magistratura faccia piena luce sui fatti oggetto dell’indagine in corso, per i quali confidiamo venga fatta chiarezza al più presto, ribadiamo la nostra forte preoccupazione per la situazione di stallo venutasi a creare nella governance del porto di Trieste».

Lo dichiara Maria Luisa Paglia, segretaria provinciale del Partito Democratico, a seguito della revoca dell’incarico al dottor Vittorio Torbianelli da segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale.

Il porto di Trieste – prosegue Paglia – è uno dei primi Porti in Italia in quanto a tonnellaggio e rappresenta un nodo strategico per l’economia del nostro territorio, del Paese e dell’Europa. Lasciare vacanti o gestite temporaneamente le figure apicali dell’Autorità Portuale, in una fase già così delicata, è una scelta gravemente irresponsabile».

Al di là delle valutazioni politiche che abbiamo già espresso oggi chiediamo un atto di responsabilità da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: si proceda quanto prima alla definizione chiara degli assetti dirigenziali, in modo trasparente e rispettoso delle competenze e dell’interesse generale. Non si può permettere che l’economia portuale e industriale venga ostacolata da logiche spartitorie o paralizzata da incertezze amministrative.

Operatori e sigle sindacali, auspicano un percorso di continuità virtuosa, nel solco del lavoro svolto negli anni passati. La distribuzione temporanea delle deleghe non può essere considerata una risposta adeguata. Serve una guida autorevole, stabile, capace. Il porto di Trieste non può restare ostaggio di decisioni opache e di logiche estranee agli interessi del territorio. La politica deve garantire soluzioni, non creare ulteriori problemi».

Conclude la segretaria Paglia.

Terminal Adriaport, il PD di Muggia avverte: “Il traffico passerà a dieci metri dalle case”

Terminal Adriaport, il PD di Muggia avverte: “Il traffico passerà a dieci metri dalle case”

Una strada larga quattro corsie, centinaia di camion al giorno e un abitato – quello di Aquilinia – che rischia di diventare un semplice punto di passaggio. È questa la preoccupazione che il Partito Democratico di Muggia porta al centro del dibattito pubblico sul nuovo Terminal Adriaport, destinato a sorgere nell’area dell’ex raffineria Aquila.

Infrastruttura strategica? Sì, ma non a qualsiasi costo.

Il progetto Adriaport rappresenta un tassello importante nello sviluppo logistico del Porto di Trieste e dell’intera regione. Tuttavia, secondo il PD locale, manca oggi un elemento essenziale: la garanzia che lo sviluppo portuale non si traduca in disagio per i residenti, in particolare per quelli del quartiere di Aquilinia. La viabilità “non interferente” che passa accanto alle case

Ed è proprio sulla viabilità che si gioca la partita più delicata. Nella risposta formale inviata all’amministrazione comunale, il commissario straordinario dell’Autorità Portuale, Antonio Gurrieri, dichiara che il traffico in entrata e in uscita dal Terminal non interesserà l’abitato di Aquilinia, sfruttando esclusivamente la viabilità a quattro corsie presente nel comune di Trieste.
Ma il Partito Democratico di Muggia contesta apertamente questa rassicurazione, definendola “ingannevole”. Il traffico passerà infatti a soli dieci metri dalle case, lungo via Flavia, l’unica arteria che collega la zona industriale ad Aquilinia.

“Altro che assenza di interferenze significative qui parliamo di intasamenti, rumore, inquinamento atmosferico e rallentamenti sistematici. Proprio come accade oggi all’uscita del Molo VII. E la via Flavia non è una superstrada attrezzata per il traffico portuale.”

Il rischio: disattendere le intese sottoscritte

Le preoccupazioni del PD non nascono oggi. Già nel 2009 e nel 2014, due delibere approvate tra Comune di Muggia e Autorità portuale sancivano un principio preciso: il traffico del terminal non deve sovrapporsi alla viabilità locale. L’accesso sarebbe dovuto avvenire solo da nord, lasciando il collegamento sud a uso di emergenza. Oggi, il timore è che questi impegni siano stati messi in secondo piano per accelerare la progettazione in vista di scadenze o finanziamenti.

Silenzio istituzionale e mancanza di trasparenza

Il Partito Democratico di Muggia critica anche l’atteggiamento dell’amministrazione comunale. Il sindaco Polidori, lamentano i dem, non ha mai informato il Consiglio Comunale né i cittadini dell’esistenza di un tavolo tecnico già attivo da tempo con Trieste, la Regione e l’Autorità portuale.

Un fatto grave visto che si tratta di un progetto destinato a incidere profondamente sulla vita quotidiana di un’intera comunità”.

Lo afferma la segretaria del Circolo Fiorella Benčič.

Una proposta alternativa concreta: via Cadamosto

Il circolo PD rilancia infine una proposta di buon senso e già nota agli enti coinvolti: utilizzare via Cadamosto come collegamento diretto tra il Terminal e la superstrada in via Caboto. Un tracciato già in parte esistente e potenziabile, che consentirebbe di evitare l’impatto sulla via Flavia. Il sito, inoltre, dispone anche di collegamento ferroviario. “Meglio di così – scrivono i dem – è difficile immaginare”.

 Sviluppo sì, ma con i cittadini, non contro di loro

La posizione del PD è chiara: il porto va sviluppato, ma non a scapito della qualità della vita nei quartieri limitrofi. “Non accetteremo – conclude Bussani – che le periferie diventino la servitù logistica del sistema portuale, senza nemmeno essere ascoltate. Vigilanza e trasparenza sono l’unica strada per uno sviluppo davvero sostenibile”.

Porto di Trieste: a rischio continuità e sviluppo, grave danno per l’economia locale

Porto di Trieste: a rischio continuità e sviluppo, grave danno per l’economia locale

La vicenda che ha portato alla destituzione del dottor Vittorio Torbianelli dal ruolo di segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale è l’ennesima dimostrazione di una politica che stenta a riconoscere e valorizzare la competenza, la professionalità e la continuità amministrativa.”

Con queste parole, Maria Luisa Paglia, segretaria del Partito Democratico provinciale, denuncia una scelta incomprensibile e dannosa, che appare dettata unicamente da pressioni di partito, in particolare da parte delle forze del centrodestra, e che non tiene in alcun conto la necessità di garantire stabilità e capacità decisionale in uno snodo strategico per l’economia non solo regionale ma nazionale ed europea.

Tutta la portualità triestina, compresi lavoratori e sigle sindacali, avevano auspicato una continuità virtuosa dopo la gestione di D’Agostino come presidente e Torbianelli come segretario generale.
Ora la possibile scelta di Antonio Gurrieri non sembra andare verso la continuità auspicata.

Il dottor Torbianelli ha dimostrato in questi anni un impegno costante e un profondo senso delle istituzioni, accompagnati da una visione chiara per lo sviluppo del nostro porto. La sua improvvisa estromissione, a una sola settimana dalla nomina da parte dello stesso commissario Gurrieri, rappresenta un atto che non solo mina la credibilità dell’Autorità portuale, ma rischia di bloccare progettualità in corso, interrompere relazioni consolidate con operatori internazionali e generare confusione gestionale. La distribuzione temporanea delle deleghe tra i dirigenti, in attesa di un nuovo assetto, non è una soluzione: è l’effetto diretto di una logica che mette il potere di partito davanti al bene comune.”

Lo afferma Maria Luisa Paglia.

Il Partito Democratico di Trieste esprime la forte preoccupazione: il porto ha bisogno di guida stabile, autorevole e competente. La continuità amministrativa non è un capriccio burocratico: è condizione essenziale per garantire produttività, investimenti e sviluppo.

Chiediamo al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e alle forze politiche di centrodestra di rispettare la dignità e il ruolo del nostro porto.  La politica dovrebbe servire i cittadini e non servirsene. In questo caso, la città di Trieste subirebbe l’ennesimo danno per responsabilità di chi antepone le ambizioni personali agli interessi collettivi.

Hacker contro il Porto di Trieste: non ci faremo intimidire

Hacker contro il Porto di Trieste: non ci faremo intimidire

“L’attacco informatico subito dal Porto di Trieste da parte del gruppo hacker filorusso NoName è un atto ostile che condanniamo con fermezza. Questi tentativi di destabilizzazione non ci intimidiscono, ma al contrario rafforzano la nostra determinazione nel difendere i valori di democrazia, libertà e sicurezza.”

Lo dichiara la segretaria del PD cittadino, Maria Luisa Paglia.

Piena solidarietà al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, bersaglio di attacchi verbali e strumentalizzazioni inaccettabili. L’Italia e l’Europa non si faranno piegare da chi tenta di minare la nostra stabilità con minacce e ritorsioni.

Ringraziamo l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale per l’immediata attivazione delle misure di contenimento e supporto, confermando che, come riportato dall’Autorità Portuale di Trieste, non vi sono stati impatti significativi sui servizi erogati.

“La nostra risposta a questi attacchi sarà unità, fermezza e collaborazione internazionale, affinché ogni tentativo di sabotare il nostro Paese e le nostre istituzioni si riveli vano. L’Italia non si piega e neanche Trieste.”

Europa: Amendola, Trieste e porto da valorizzare 

Europa: Amendola, Trieste e porto da valorizzare 

Summer Institut è progetto d’interesse
Il Summer Institute è un progetto d’interesse, che può rientrare tra i progetti per il rilancio:: Trieste e il suo porto non sono solo una questione italiana ma europea, che tocca la sostenibilità ambientale e l’energia, i trasporti e i dati. La proiezione naturale e le relazioni solide con i Balcani fanno di Trieste una porta d’Europa da valorizzare. A un anno dall’accordo sul Next Generation EU è il momento di dare concretezza alle risorse e ai progetti del PNRR, per cui Trieste sarà certamente protagonista”.
Lo ha detto il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Vincenzo Amendola, nel corso di un incontro con alcuni rappresentanti delle istituzioni scientifiche del capoluogo giuliano.
È stato Stefano Fantoni, già champion di Esof 2020, a spiegare al sottosegretario il progetto di
istituire a Trieste un Summer Institute dedicato alla sostenibilità, sul modello statunitense di Santa Fe o Santa Barbara, che in Italia manca del tutto. Qui apriamo un dialogo tra scienza, imprenditoria e decisori politici. Accettiamo la sfida della sostenibilità e guardiamo attraverso l’Adriatico verso i Balcani”.
All’incontro, cui hanno partecipato anche il vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Russo e il consigliere regionale Roberto Cosolini, la Segretaria provinciale del PD e Consigliera comunale Laura Famulari, il professor Sandro Scandolo dell’Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics (ICTP) ha inoltre evidenziato
il contesto ricchissimo di ricercatori del territorio e la forte sinergia tra le istituzioni scientifiche triestine, insieme all’eredità di Esof e agli accordi come quello tra la Regione Friuli Venezia Giulia e Snam”.
Famulari: sulla piattaforma logistica Dipiazza non ha toccato palla

Famulari: sulla piattaforma logistica Dipiazza non ha toccato palla

È stato sindaco vent’anni durante i quali Dipiazza è diventato sempre più fastidioso con questo modo di appropriarsi di tutto quanto accade di positivo a Trieste, su cui non ha toccato palla come la piattaforma logistica. E al contrario resta muto e immobile sulle tante magagne della nostra città. Quando non tace il sindaco si esibisce in annunci ‘risolutori’ di problemi che aveva lasciato fermi dal tempo del suo primo mandato. Gli risparmiamo ora un elenco che va dall’area dell’ex Polstrada di Roiano al tram di Opicina alla piscina terapeutica, alla crisi dell’industria e del commercio a Trieste. E sulla Ferriera, verso cui abbiamo avuto un approccio diverso dal suo, abbia l’onestà di riconoscere che non l’ha chiusa lui e nulla ha fatto per chiuderla, o dobbiamo ricordargli i ‘cento giorni’?”

Lo afferma la segretaria provinciale del Pd di Trieste Laura Famulari, replicando al sindaco Roberto Dipiazza il quale, in relazione alla firma dell’accordo tra Hhla e Piattaforma logistica Trieste, ha rivendicato la coincidenza temporale con la chiusura della Ferriera, per cui ha detto di aver sostenuto “venti anni di attacchi”.

 

Orgogliosi di aver creduto in «regista» D’Agostino

Orgogliosi di aver creduto in «regista» D’Agostino

La realizzazione della piattaforma e l’alleanza tra i porti di Trieste e Amburgo sono eventi che superano le immediata implicazioni logistiche ed economiche, che sono già grandissime: oggi si apre un rapporto strategico per l’Europa. Qui dimostriamo di avere l’intelligenza e la volontà per fare sistema e competere con le nostre infrastrutture e professionalità migliori, a nord e a sud del continente. La Germania è storicamente un partner commerciale e politico di primo livello soprattutto per quest’area del Paese, che conferma di avere potenzialità attrattive su cui si deve continuare a puntare, proseguendo ad esempio sulla strada tracciata con la partecipazione della Regione alla Fiera Transport Logistic. A Zeno D’Agostino va riconosciuto il merito di essere regista del rilancio e del consolidamento del porto di Trieste sulla scena globale: siamo orgogliosi di aver creduto nelle sue qualità e abbiamo fiducia che continuerà bene anche in questo periodo difficile.

Lo ha affermato oggi a Trieste la presidente della commissione Lavoro della Camera, Debora Serracchiani, partecipando alla cerimonia della firma dell’accordo che segna l’ingresso dei tedeschi della Hhla di Amburgo nella gestione della Piattaforma logistica.