Famulari: “La giunta Dipiazza rinuncia a fare cultura e la compra”

Famulari: “La giunta Dipiazza rinuncia a fare cultura e la compra”

“La rinuncia della giunta Dipiazza a ‘fare cultura’ sul serio emerge anche dal programma delle mostre ed eventi, che ha l’arroganza di estendersi fino al 2022 ben oltre la fine del mandato. Una Giunta che da anni non ha le forze e l’ambizione di realizzare esposizioni in autonomia con le nostre strutture museali, valorizzando le collezioni: non basta aprire cantieri milionari per fare nuovi musei, occorre sapere come organizzare gli spazi e cosa metterci dentro”. Lo afferma la segretaria del Pd provinciale di Trieste Laura Famulari, commentando il programma di eventi culturali, allestimenti ed esposizioni dei Musei civici annunciato dall’assessore alla Cultura Giorgio Rossi.
“Questo programma presentato in pompa magna porta alla luce una volta di più la mancanza di una politica culturale cittadina. Si evidenzia una forte distanza dalla città, dai suoi artisti e dai cittadini”, afferma Marina Coricciati, responsabile del Forum Cultura PD Trieste.
“Si sarebbe potuto trasformare i rioni, le piazze e gli spazi – continua Coricciati – in luoghi al servizio della cultura e dell’arte. Un modo per coinvolgere tutta la città dal mare al carso in un periodo in cui il tempo meteorologico permette di stare all’aperto, condizione peraltro favore alla situazione pandemica attuale e dei prossimi mesi. Sarebbe stata un’occasione per ripartire tutti insieme, dando anche la possibilità di avere un luogo per coloro i quali è impossibile riaprire a breve le porte dei propri spazi”.
“Il Magazzino 26 – aggiunge Famulari – invece di diventare una struttura culturale organica ed efficiente, si sta avviando a essere un ibrido, a tornare almeno in parte ‘magazzino’, dove progetti svariati si depositano in base a richieste che arrivano sul tavolo della giunta o esigenze particolari che via via si presentino. Ma la mancanza di visione di questa Giunta si vede proprio dalle mostre che – sottolinea al segretaria dem – sono in realtà mere proposte commerciali di operatori indifferenti alla realtà, alle opportunità e alle necessità locali. Oppure sono conferme di rapporti ‘storici’ di associazioni o singole personalità con l’Amministrazione”.

No ai respingimenti sul confine italo-sloveno: la nostra mozione in Comune

No ai respingimenti sul confine italo-sloveno: la nostra mozione in Comune

All’indomani della missione degli eurodeputati italiani Pietro Bartolo, Brando Benifei, Pier Francesco Majorino e Alessandra Moretti sul confine tra Bosnia e Croazia per osservare le operazioni anti-immigrazione della polizia croata, che da tempo vengono segnalate e di cui ora tutti finalmente scrivono, e successivamente visitare il campo di Lipa, dove ogni forma di umanità è stata congelata, diventa ancora più drammaticamente attuale la richiesta dei consiglieri comunali di opposizione Sabrina Morena (Open Fvg), Fabiana Martini, Giovanni Barbo e Valentina Repini (Partito Democratico), Antonella Grim (Italia Viva) e Maria Teresa Bassa Poropat (Cittadini) di discutere una MOZIONE, a cui la maggioranza in Capigruppo ha per l’ennesima volta negato l’urgenza, con cui si chiede all’Amministrazione Comunale di intervenire per quanto di sua competenza in tema di respingimenti di persone richiedenti asilo provenienti dalla Rotta balcanica: è infatti sul nostro confine, quello tra Italia e Slovenia, che si consumano le così dette “riammissioni informali” all’origine dei respingimenti a catena che riportano persone provate e stremate da mesi e spesso anni di cammino nell’inferno bosniaco ai confini con la Croazia. Trieste e chi la governa dimostrino di essere all’altezza delle tradizioni di civiltà che da sempre la caratterizzano.

Qui di seguito, il testo integrale della nostra mozione.

 

MOZIONE URGENTE

Oggetto: Necessità di un intervento del Comune in tema di respingimenti sul confine di richiedenti asilo provenienti dalla rotta balcanica

VISTO il Rapporto sul diritto d’asilo nel 2020 curato dalla Fondazione Migrantes in data 03.12.20 e gli articoli comparsi in data 05 e 07.01.21 sul quotidiano nazionale La Repubblica dai quali emerge la prassi delle cosiddette “riammissioni informali” nei confronti dei migranti rintracciati a ridosso della linea confinaria italo-slovena, anche qualora essi manifestino l’intenzione di richiedere protezione internazionale;

CONSIDERATO che l’Accordo tra Italia e Slovenia sulla riammissione delle persone alla frontiera (Roma, 3 settembre 1996) non trova applicazione nei confronti di uno straniero che alla frontiera manifesta la volontà di chiedere protezione perché in tali casi trova esclusiva applicazione la normativa europea in materia di asilo ed in particolare il Regolamento UE n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013(cd. Regolamento Dublino III);

APPURATO che sono circa 1300 i migranti respinti nel 2020 (fra i quali afgani, pakistani, iracheni, siriani), numero triplicato rispetto l’anno precedente;

APPURATO che le riammissioni sono effettuate senza notificare agli interessati alcun provvedimento motivato in fatto e in diritto, impedendo in tal modo l’esercizio del diritto di difesa garantito a tutti dalla Costituzione Italiana e dalla Convenzione Europea per i diritti dell’Uomo;

APPURATO altresì che, una volta respinte dall’Italia alla Slovenia, le stesse persone, in violazione delle normative internazionali che vietano i “respingimenti a catena”, vengono subito ritrasferiti in Croazia e da lì in Bosnia-Erzegovina subendo terribili violenze ed abusi inauditi come testimoniato dai maggiori media internazionali;

PRESO ATTO dell’Ordinanza n. 56420/2020 del Tribunale di Roma che ha riconosciuto nella prassi delle riammissioni informali plurime violazioni del diritto interno, del diritto dell’Unione Europea e del diritto internazionale;

PRESO ATTO che nel territorio di Trieste giungono ogni giorno migranti provenienti dalla cosiddetta rotta balcanica le cui condizioni psico-fisiche sono molto provate a causa delle diverse violenze subite e che ciò interroga la capacità del nostro territorio di dare una risposta civile all’altezza delle sue tradizioni democratiche ed umanitarie;

RITENUTO opportuno e necessario provvedere con un intervento anche da parte del Comune di Trieste su tale situazione;

 

Si invitano la Giunta e l’Assessore competente:

  • a verificare con il Governo italiano e i competenti Ministri che si giunga alla cessazione definitiva della prassi delle riammissioni dei richiedenti asilo e la normativa in materia di diritto di accesso alla domanda di asilo venga correttamente applicata;
  • a esprimere alle rappresentanze consolari della Repubblica di Croazia la più profonda preoccupazione dell’Amministrazione comunale di Trieste per le violenze di cui i migranti sono oggetto nel corso delle operazioni di polizia nel territorio della Croazia, chiedendo che ogni sforzo vada fatto al fine di individuare e condannare i colpevoli di tali violenze e modificare la grave situazione attuale;
  • a favorire iniziative di servizio e di informazione sul diritto di asilo sui propri canali social in inglese e nelle lingue dei Paesi di provenienza delle persone migranti;
  • a favorire iniziative di conoscenza rivolte alla cittadinanza sulla gravità della situazione dei rifugiati nei diversi Paesi dell’area balcanica.

 

Seguono le firme di: Sabrina Morena (Open FVG), Fabiana Martini (Pd), Giovanni Barbo(Pd), Valentina Repini (Pd), Antonella Grim (Gruppo Misto – Italia Viva) e Maria Teresa Bassa Poropat (Cittadini).

Famulari : sindaco Dipiazza assente su emergenza Covid

Famulari : sindaco Dipiazza assente su emergenza Covid

Ancora una volta il sindaco Dipiazza è assente e inerte di fronte all’emergenza Covid: il primo garante della salute dei triestini è stato messo sotto tutela dal prefetto e dal presidente della Regione.
Lo afferma la segretaria provinciale  Laura Famulari, dopo che, su invito del prefetto del capoluogo Valerio Valenti, il presidente Fvg Massimiliano Fedriga ha firmato un’ordinanza che impone la chiusura dei locali nel Comune dalle dalle ore 23.00 di oggi fino alle ore 5.00 di domani.
Per la segretaria:
è già gravissimo che il prefetto abbia dovuto intervenire sollecitando le Autorità locali a esercitare le loro prerogative ma ancor più preoccupante è il fatto che il sindaco non abbia fatto sentire la sua voce e non abbia fatto nulla. Quanto al vicesindaco che vorrebbe tenere più aperti i locali – aggiunge Famulari – pensi a impiegare la forza pubblica per controllare gli assembramenti piuttosto che quattro ambulanti di colore.
Famulari: Dipiazza chiarisca punti critici sul Piano pandemico

Famulari: Dipiazza chiarisca punti critici sul Piano pandemico

Il Piano pandemico anti-Covid da poco reso noto dall’assessore Riccardi arriva nel Consiglio comunale di Trieste.
In evidenza ci sono dei punti critici, già rilevati da alcuni tecnici, che hanno indicato come problematico il fatto che parte dell’attività chirurgica routinaria dei pazienti dell’area giuliana venga garantita dagli ospedali isontini. E poi il fatto che lo stato di emergenza rischia di interferire con i previsti lavori di ristrutturazione dell’ospedale di Cattinara.
E’ la segretaria provinciale del Pd Laura Famulari a coinvolgere direttamente il sindaco Dipiazza con una ‘domanda di attualità’ articolata, chiedendo al primo citttadino di dire in Aula
se sia stato messo al corrente delle motivazioni tecnico-scientifiche sulle quali si fondano le scelte della Regione e dell’Asugi.
Famulari nel suo documento ricorda che
nel Piano pandemico è stabilito che entrambi gli ospedali cittadini (Maggiore e Cattinara) siano ospedali Covid, mentre gli ospedali della stessa Azienda sanitaria (ASUGI) di Monfalcone e Gorizia non vengono destinati al trattamento di questi pazienti e rimangono no-Covid.
Ha già suscitato interrogativi e perplessità – evidenzia Famulari – la scelta che parte dell’attività chirurgica routinaria dei pazienti dell’area giuliana venga garantita dagli ospedali isontini, nel malaugurato caso di un innalzamento del livello ad una Fase pandemica. Nella prima fase dell’emergenza – spiega la segretaria dem – l’assessore Riccardi e Asugi hanno deciso, contrariamente a quanto indicato dal Ministero della Salute, di non avere un solo ospedale dedicato esclusivamente ai malati Covid, bensì due ospedali Covid, il Maggiore e Cattinara. Ora la scelta è che a Trieste ci sono solo ospedali Covid mentre per le attività di routine i triestini dovranno andare a Monfalcone o Gorizia, entrambi no-Covid.
Ancora da fare per area verde Ex Cinema di Servola

Ancora da fare per area verde Ex Cinema di Servola

In grave ritardo sugli impegni presi e anche con ‘buchi’ nell’allestimento della cornice gestionale: a completare la sospirata apertura dell’area verde Ex Cinema di Servola manca qualunque provvedimento a sostegno della cordata di associazioni che se ne faranno carico. Perché non basta tagliare nastri e dire ‘abbiamo aperto’: ora c’è la necessità di sostenere la capofila ASD Servolana, seguita da Carnevale Maschere Lalo, Falisca, Millenium, Grbec e associazione Commercianti
Lo rileva la consigliera comunale Valentina Repini (PD), a lungo impegnata per la riapertura dell’area, assieme a Roberto Decarli, della segreteria provinciale del Pd e storico rappresentante del territorio.
In questo periodo l’ASD Servolana – spiega Repini – ha ultimato a proprie spese i lavori di manutenzione, di pulizia e sgombero dell’area per renderla fruibile alla cittadinanza. Ora  l’Amministrazione comunale si deve impegnare a sostenere le associazioni, già gravate dal pagamento di un canone e dalla stipula di un’assicurazione. Chi ha lavorato per la collettività non deve esser lasciato solo in questo importante percorso di rivitalizzazione di un’area, rimasta chiusa per due anni
Per Repini
è necessario che il Comune intervenga assumendosi i costi delle utenze sostenendo le associazioni nell’opera di rivitalizzazione di un’area dalle grandi potenzialità, attraverso le tipiche attività aggregative, culturali e sportive.
Foibe, Famulari: rispettare monumenti e memorie

Foibe, Famulari: rispettare monumenti e memorie

Va rinnovato l’invito al rispetto per i monumenti cittadini che nel loro insieme rappresentano le memorie della città. In particolare, l’imbrattamento del monumento ai martiri delle foibe sul Colle di San Giusto è un atto di sfregio gratuito e offensivo, ma il rammarico è reso più amaro dal fatto che sia stato lordato da giovanissimi vandali, forse addirittura senza rendersi conto di quello che facevano. Bene ha fatto il Comune ha provvedere all’immediata pulitura, ma si pone il problema di diffondere una coscienza del rispetto dei beni e dei decori pubblici, e ovviamente di una loro efficace difesa.

Lo afferma la segretaria provinciale Laura Famulari, in merito l’imbrattamento del monumento dedicato ai Martiri delle foibe nel parco della Rimembranza sul colle di San Giusto, lordato nella notte tra il 19 e il 20 agosto da giovani vandali.

Giunta Comunale immobile non valorizza Strada Costiera

Giunta Comunale immobile non valorizza Strada Costiera

E’ ormai la terza estate che tutti i problemi della Strada Costiera rimangono senza soluzione, il vicesindaco Polidori mantenga il suo impegno e porti in Consiglio comunale lo studio di fattibilità per la valorizzazione dell’arteria viaria.
E’ la denuncia della consigliera comunale Valentina Repini , che a settembre 2019 aveva presentato nella sesta commissione del Consiglio comunale di Trieste una mozione sul rilancio della panoramica via d’ingresso al capoluogo giuliano.
Dopo che nel 2018 il richiamo di Procura e Prefettura ha portato al rispetto delle normative sui parcheggi – ricorda la consigliera dem – è stata presentata una petizione con 400 firme e la prima circoscrizione ha fatto un importante lavoro sulle criticità emerse. E ancora un anno fa, approvata da tutte le forze politiche una mia mozione, il vicesindaco Polidori si era impegnato a portare in Consiglio comunale entro un mese uno studio di fattibilità per dare l’avvio al progetto di Strada Costiera turistica, attraverso il restringimento della carreggiata per il recupero di parcheggi e la realizzazione di una pista ciclabile.
Se il vicesindaco avesse mantenuto l’impegno ci sarebbe stata la possibilità di risolvere le criticità prima della stagione estiva ma – evidenzia Repini – malgrado le promesse nulla è stato fatto per andare incontro alle esigenze di residenti, bagnanti, turisti, ristoratori e agricoltori che hanno terreni in quella zona. Restano tutte da trovare le soluzioni al problema dei parcheggi, della ciclabile, del ripristino dei vecchi sentieri dal Carso al Mare e dell’avvio di servizi navetta
Porto Trieste: Serracchiani, Governo investe in scalo strategico

Porto Trieste: Serracchiani, Governo investe in scalo strategico

Le risorse del Governo al Porto di Trieste confermano la volontà dell’esecutivo nazionale di investire nelle infrastrutture del Paese e su uno scalo considerato strategico. Premiato ancora una volta il lavoro del Porto di Trieste che si è fatto trovare pronto con la progettualità per cogliere le risorse nazionali che sono state messe a disposizione.
È il commento di Debora Serracchiani all’intesa in Conferenza unificata, che dà il via libera al decreto del ministero delle Infrastrutture per investire nei porti italiani 906 milioni, di cui 40 nel porto di Trieste.
 Assieme alla decisione di MSC che fa di Trieste uno degli home-port della compagnia, è molto positiva la copertura del 100% dei progetti sviluppati dall’Autorita di Sistema del Mare Adriatico Orientale: gli investimenti in infrastrutture sono una delle basi essenziali per uscire dalla crisi Covid.  Analoga attenzione e costanza sarebbe richiesta alla Regione che sembra aver abbandonato qualsiasi ambizione di potenziare le proprie infrastrutture strategiche. La Giunta Fedriga, che era pronta a sacrificare metà del finanziamento per l’intermodalità proprio del Porto di Trieste, non si lasci sfuggire l’occasione dell’imminente arrivo delle risorse europee.

 

Dipiazza mantenga parola su centro di aggregazione San Giovanni

Dipiazza mantenga parola su centro di aggregazione San Giovanni

Migliaia di firme, una mozione della Sesta circoscrizione e la parola del sindaco Dipiazza: vedremo se tanto basterà a ottenere per il rione di San Giovanni uno spazio d’incontro e socializzazione all’interno del nuovo impianto polisportivo e a ricavare un’area verde per bambini, anziani e persone con disabilità. Per ora sembra che la Giunta si muova in direzione opposta sulla testa dei cittadini, e per questo è stata depositata un’interrogazione in Consiglio comunale.

Così la consigliera comunale Valentina Repini (Pd), assieme ai consiglieri dem della sesta circoscrizione Luca Salvati e Gentian Metani.

Il 4 aprile 2019 davanti al Consiglio della sesta circoscrizione – ricordano Salvati e Metani – Dipiazza aveva promesso alle rappresentanze di associazioni e realtà culturali del rione un confronto entro un anno per dettagliare come sarebbero stati utilizzati gli spazi interni ed esterni del Polisportivo. Dipiazza aveva anche assicurato che la gestione del Polisportivo sarebbe stata condivisa con la popolazione di San Giovanni e non sarebbe stata una gestione esterna.
Ora invece – evidenzia Repini – veniamo a sapere che il progetto è stato già presentato alla Giunta dall’assessore Lodi e che il Comune intende affidare il complesso ad un unico gestore. E per questo chiediamo che sia il sindaco a convocare un tavolo di concertazione con il Consiglio circoscrizionale e le realtà territoriali del rione che da anni esprimono l’esigenza di un centro di aggregazione a beneficio delle associazioni e dei cittadini. In ogni caso – aggiunge la consigliera dem – si deve vincolare il soggetto gestore a recepire le richieste delle realtà territoriali affinché siano destinati spazi adeguati alle attività associative rionali.

Narodni: Famulari “Sindaco sia portavoce italiani e sloveni”

Narodni: Famulari “Sindaco sia portavoce italiani e sloveni”

Abbiamo condiviso con il sindaco Dipiazza il proposito che il ritorno del Narodni dom alla comunità slovena sia vissuto e percepito da tutta la città come un’occasione di crescita per la Trieste plurale, europea e che guarda al futuro. Così, il sindaco sia portavoce della necessità che i cittadini italiani e sloveni comprendano reciprocamente il passato e il presente di un’area in cui diverse comunità vivono insieme in pace. E il Comune si adoperi affinché la città costruisca un rapporto più sereno con le sue diverse memorie.
Sono i punti salienti di un incontro avuto da una delegazione del Pd guidata dalla segretaria Laura Famulari, ieri con il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, in vista del prossimo 13 luglio.
Già nel 2010 vi fu il Concerto dei Tre Presidenti – ha spiegato Famulari – e ciò nonostante non sono mancati negli anni successivi momenti in cui gli animi si sono inaspriti. Il PD continuerà a lavorare a favore del dialogo e del rispetto, sempre. Sta a tutte le forze politiche dimostrare la stessa disponibilità a confrontarsi sul futuro e non a inacerbire gli animi sul passato della città.