Sicurezza stradale: la Giunta deve stare più attenta ai pedoni e con le parole

Sicurezza stradale: la Giunta deve stare più attenta ai pedoni e con le parole

Esprimiamo solidarietà ai familiari della signora Rogelja dopo la pessima uscita del Sindaco. Che ha chiesto scusa, è vero, ma nei fatti pare purtroppo continuare a dare la priorità agli automobilisti rispetto alla sicurezza dei pedoni. Nonostante la preoccupante frequenza con cui apprendiamo di incidenti anche mortali: la battuta infelice è arrivata, infatti, in concomitanza con il rilancio della folle idea delle quattro corsie a Barcola.”

Lo dichiara Maria Luisa Paglia, segretaria del PD di Trieste.

Invitiamo quindi Dipiazza, oltre a stare più attento con le parole, a lavorare con la sua Giunta per la mobilità sostenibile e per la sicurezza sulla strada. Più attraversamenti protetti, quindi, anziché assecondare il fatto che gli automobilisti corrono.

Aggiunge Giovanni Barbo, consigliere e capogruppo PD in Comune:

Maggiori controlli: sarebbe utile, in questo senso, sapere quante sono le sanzioni dinamiche (guida con il cellulare, sorpasso, eccesso di velocità) comminate negli ultimi anni. Efficienza nei lavori pubblici che si ripercuotono sulla viabilità: da anni gli autoarticolati attraversano il centro cittadino a causa del ritardo dell’intervento di consolidamento dei ponti sul Canale di Ponterosso. Elementi diversi  accomunati però dalla scarsa considerazione per i pedoni dimostrata da questa Giunta.

Trieste e i suoi “finalmente”: il PD riflette sulla gestione della città    

Trieste e i suoi “finalmente”: il PD riflette sulla gestione della città    

Lettera pubblicata da Il Piccolo giovedì 13 marzo 2025, inviata a doppia firma da Maria Luisa Paglia, Segretaria provinciale e Giovanni Barbo, capogruppo PD in Comune. 

 

Il concetto di “finalmente”, richiamato dal direttore del Piccolo, descrive bene la realtà di Trieste: una città in cui ogni traguardo viene raggiunto con tempi eccessivamente lunghi, tra annunci ripetuti e continui rinvii.

La nuova sede di Esatto annunciata per giugno 2023 è stata inaugurata a marzo 2025.

L’inaugurazione della nuova sede di Esatto, avvenuta il 7 marzo, è solo l’ultimo esempio. Un risultato positivo, certo, ma che arriva dopo ritardi e date promesse e poi disattese: giugno 2023, febbraio 2024 e infine marzo. E non è un caso isolato.

Questa Giunta e il Sindaco ci hanno ormai abituati a opere pubbliche annunciate con toni trionfalistici e poi rimandate, spesso senza spiegazioni chiare. Certamente gli imprevisti possono capitare e non tutto dipende dalla politica, ma quando i ritardi diventano la regola, chi governa la città dovrebbe assumersi le proprie responsabilità, evitando proclami prematuri e infondati.

Se allarghiamo lo sguardo proprio intorno alla nuova sede di Esatto, la situazione non cambia. La piscina terapeutica crollata sei anni fa è ancora una spianata vuota, nonostante le promesse di ricostruzione.

Il mercato ortofrutticolo ha visto annunci di nuove sedi che poi non si sono concretizzate, con l’assurdo paradosso di un immobile acquistato dal Comune e poi rivenduto.

L’ex Fiera è un altro simbolo dell’immobilismo: nel 2019 l’attuale maggioranza ha approvato una variante urbanistica che ha aumentato il valore dell’area, giustificandolo con la realizzazione di spazi pubblici come giardini e aree gioco. A distanza di anni, però, quelle opere non sono nemmeno iniziate e ora apprendiamo della rivendita.

Tutto questo non può che destare preoccupazione quando si parla del futuro di Porto Vecchio. Siamo d’accordo con chi, da Fedriga a Dipiazza, lo definisce un’opportunità unica e irripetibile per Trieste. Ma se l’amministrazione ha gestito in questo modo i progetti finora elencati, come possiamo fidarci che saprà gestire un’occasione così importante?

A questo proposito, vale la pena ricordare l’emendamento Russo del 2014 alla legge di stabilità, che ha reso possibile la sdemanializzazione di Porto Vecchio. All’epoca, il centrodestra e lo stesso Fedriga si opposero a questa decisione, salvo poi cambiare idea nel tempo. Da allora sono trascorsi nove anni: è fondamentale non perderne altrettanti per dare finalmente a quest’area un futuro chiaro e prospero, trasformandola in un vero volano di sviluppo per la città.

Siamo d’accordo con le dichiarazioni di Fedriga e Dipiazza che vedono in Porto Vecchio un’area che necessita di un progetto di portata europea, il più grande intervento di riqualificazione urbana sul mare a livello nazionale. Un’opportunità enorme per Trieste e per chi deciderà di investire. Tuttavia, il curriculum della Giunta in materia di gestione dei progetti pubblici non è rassicurante: come possiamo non essere preoccupati della capacità di portare a termine una sfida così rilevante?

Ad oggi, dopo anni di attesa, l’unica proposta concreta per tutta l’area è quella di Costim. Tutte le altre 60 proposte pervenute riguardavano solo porzioni limitate del sito e non offrivano una visione complessiva. Ma se Porto Vecchio è davvero una risorsa straordinaria, come mai non è stato capace di attrarre grandi investitori internazionali? La Giunta ha partecipato più volte alla fiera di Cannes per promuovere l’area, ma i risultati sono ancora insufficienti. E quindi chiediamo a Comune e Regione di pianificare e realizzare una campagna di promozione internazionale della gara di alto livello per poter poi dire che, finalmente, si sarà riusciti ad attrarre a Trieste il migliore imprenditore che avremmo potuto avere.

E se l’obiettivo è davvero quello di far diventare Porto Vecchio un motore di sviluppo per la città, non basta riempire gli spazi: bisogna creare opportunità per il lavoro e per i giovani.

Per questo chiediamo che il progetto non si limiti a un’operazione immobiliare, ma preveda l’insediamento di aziende innovative, il rafforzamento del settore universitario e della ricerca, e un’offerta residenziale diversificata, che contempli anche soluzioni accessibili per lavoratori e giovani, e non solo abitazioni di lusso.

Se vogliamo davvero dire “finalmente” con soddisfazione e non con rassegnazione, serve un cambio di metodo. Proponiamo quindi l’istituzione di un tavolo di confronto che coinvolga esperti di vari settori, investitori, professionisti, architetti e cittadini, garantendo trasparenza e ambizione nel progetto. Perché solo con una visione condivisa, seria e ambiziosa, possiamo garantire che Porto Vecchio diventi davvero quel volano di sviluppo che Trieste aspetta da troppo tempo.

 

Maria Luisa Paglia – Segretaria PD Trieste

Giovanni Barbo – Capogruppo PD Comune

Ex Fiera: Giunta inaffidabile, cosa succederà con Porto Vecchio?

Ex Fiera: Giunta inaffidabile, cosa succederà con Porto Vecchio?

Il recente passaggio di proprietà dell’ex Fiera di Trieste dalla Mid Holding, gruppo immobiliare austriaco che aveva acquistato l’area nel 2017, alla Cooperativa Commercianti indipendenti associati di Conad, solleva nuove preoccupazioni sulla credibilità e l’affidabilità della giunta comunale di Trieste.

Operazione opaca

Il gruppo austriaco dell’imprenditore Walter Mosser, dopo aver ottenuto dal centrodestra una variante che aumentava la superficie commerciale e dunque il valore dell’area; e dopo aver rassicurato, non più tardi di qualche settimana fa, sulla prosecuzione dei lavori, si è fatto da parte con un rogito che risalirebbe a ben sei mesi fa.

Ci domandiamo che fine faranno le opere di urbanizzazione (giardini, percorsi pedonali, aree gioco) che avevano “giustificato” quella variante? Ci domandiamo anche se la Giunta sia stata informata dell’intenzione di vendere e se sì, perché non ha reso pubblica questa cruciale informazione.”

Lo dichiara Giovanni Barbo, capogruppo del Partito Democratico in Comune.

Implicazioni per Porto Vecchio

La preoccupazione per il futuro di progetti ancor più ambiziosi come quello del Porto Vecchio è molto forte. Con la giunta che mostra segni di incapacità nella gestione di progetti minori, la domanda sorge spontanea: possiamo fidarci che saranno in grado di governare adeguatamente progetti di maggior portata?  

“Dopo la vergognosa gestione dei lavori nella galleria di Montebello, un’altra mazzata per la zona, altro che attenzione alle periferie ma qualcuno davvero ancora si fida di questa Giunta? Qualcuno pensa che sarà in grado di gestire un’operazione ben più grande come il project financing del Porto Vecchio?

 

Sviluppo urbano in bilico

Questa situazione dovrebbe fungere da campanello d’allarme per i cittadini di Trieste, che meritano trasparenza e affidabilità nelle promesse di sviluppo urbano. Il Porto Vecchio, una zona cruciale per il rilancio economico e occupazionale della città, necessita di una gestione lungimirante che non si pieghi a interessi speculativi estemporanei.

Cosa faranno Dipiazza e i suoi se un domani la Costim o chi vincerà la gara d’appalto, una volta acquisiti i 19 magazzini, chiederà una variante per cambiarne la destinazione? È già successo, potrebbe succedere di nuovo e in scala ben più ampia (sessanta ettari contro i circa due della Fiera) ipotecando quella che dovrebbe essere l’area di rilancio economico e occupazionale per Trieste.

In un’epoca in cui la fiducia nei confronti delle amministrazioni locali è sempre più vacillante, Trieste si trova a un bivio: accettare passivamente le incertezze o richiedere con forza un cambiamento nell’approccio alla gestione dei beni comuni. Le decisioni di oggi plasmeranno il Trieste di domani: è il momento di essere vigili e attivi.

No Ovovia: Barbo, la Giunta insiste con un’opera incongruente che la città non vuole

No Ovovia: Barbo, la Giunta insiste con un’opera incongruente che la città non vuole

Il capogruppo del Partito Democratico in Comune, Giovanni Barbo, ha espresso forte disapprovazione per la decisione della Giunta Dipiazza di proseguire ostinatamente con il progetto dell’ovovia, nonostante l’evidente contrarietà della cittadinanza e le numerose incongruenze tecniche e amministrative.

Durante la conferenza stampa organizzata dal Comitato No Ovovia, a cui Barbo ha preso parte, è stato presentato un dossier dettagliato che evidenzia come, già in fase preliminare, siano stati spesi ingenti fondi pubblici senza una previa verifica della compatibilità urbanistica. Un’anomalia grave, a cui si aggiunge la perdita dei finanziamenti PNRR, un danno economico che supera l’intero budget annuale del Comune per i lavori pubblici.

È incomprensibile come, di fronte a tali evidenze, la Giunta non prenda in considerazione l’opzione più logica e dignitosa: fare un passo indietro. Invece di ascoltare i cittadini e di valutare responsabilmente le implicazioni economiche e urbanistiche, il Sindaco e la sua amministrazione continuano a spingere per un’opera palesemente fallimentare.”

Lo ha dichiarato Giovanni Barbo.

Il progetto è senza futuro, il Sindaco faccia un passo indietro

L’ostinazione della Giunta appare ancora più inspiegabile alla luce delle nuove azioni legali intraprese dal Comitato. Due nuovi ricorsi al TAR, presentati da associazioni ambientaliste e residenti, si aggiungono ai cinque già pendenti, dopo che due precedenti ricorsi sono stati accolti e uno respinto. In particolare, una sentenza ha già invalidato la deroga che permetteva la costruzione dell’opera nella zona protetta Natura 2000, mentre una recente ordinanza regionale ha imposto al Comune di fornire chiarimenti tecnici entro 30 giorni.

Un progetto che si regge su forzature burocratiche

Il Comitato ha denunciato come le procedure non si siano fermate nemmeno dopo la perdita del finanziamento europeo, anzi, abbiano subito un’accelerazione sospetta per giungere alla realizzazione dell’opera. Dopo la bocciatura dei fondi PNRR per non conformità alle normative europee, il governo ha concesso 48,8 milioni di euro per “salvare” il progetto, una mossa che per gli oppositori si basa su una forzatura formale piuttosto che su una reale sostenibilità economica e urbanistica.

Si è puntato sulla pura formalità dei controlli statali accusa il Comitato, che ora intende presentare un esposto alla Corte dei Conti per fare luce sulla gestione dei fondi pubblici.

PD: non ci fermeremo, il Comune deve tornare ad ascoltare i cittadini

Le dichiarazioni di Barbo consolidano la linea del Partito Democratico, che continua a battersi per una gestione trasparente e partecipata delle risorse pubbliche.

Non si possono spendere milioni per un’opera inutile, dannosa e imposta contro il volere della cittadinanza. Trieste ha bisogno di investimenti utili, non di cattedrali nel deserto” ha concluso il capogruppo dem.

Con la mobilitazione popolare e la pressione legale sempre più intensa, il destino dell’ovovia appare sempre più incerto. Ma una cosa è chiara: i cittadini e il Partito Democratico non si arrenderanno facilmente.

Giorno del Ricordo, il PD a Basovizza con una folta e rappresentativa delegazione

Giorno del Ricordo, il PD a Basovizza con una folta e rappresentativa delegazione

Lunedì 10 febbraio il PD di Trieste era presente alle celebrazioni legate al Giorno del Ricordo, presso la Foiba di Basovizza, con il capogruppo Dem Giovanni Barbo, Nives Cossutta, presidente della Circoscrizione Altipiano Est e Manuela Mandler, in rappresentanza della segreteria provinciale.

Assieme a loro, anche il vicepresidente del Consiglio Regionale, Francesco Russo, e la parlamentare Debora Serracchiani.

La memoria è un dovere collettivo. Ricordare le pagine più complesse della nostra storia significa riconoscere il valore di ciò che è stato, affinché il passato ci insegni a costruire un futuro di rispetto e convivenza.”

Lo dichiara Giovanni Barbo.

Comprendere la storia ci aiuta a proteggere i nostri valori democratici e a contrastare qualsiasi tentativo di manipolazione politica.”

Aggiunge Manuela Mandler.

La memoria delle vittime innocenti e degli esuli appartiene a tutti gli italiani, è un doloroso brano della nostra storia dinanzi al quale ci inchiniamo. Oggi facciamo ancora una volta nostra la solenne dichiarazione della legge istitutiva del Giorno del Ricordo, che abbiamo fattivamente contribuito ad approvare e di cui nessuno deve impossessarsi. La pietà e il rispetto per le sofferenze di chi ha subito quella tragedia siano patrimonio comune, senza ambiguità né strumentalizzazioni. Nell’etica civile del ricordo e nel lavoro per la pacificazione cerchiamo una giustizia più alta di ogni divisione e rancore”.

Lo ha affermato la deputata e responsabile Giustizia del Pd Debora Serracchiani.

Sicurezza: basta ciance dal sindaco di Trieste 

Sicurezza: basta ciance dal sindaco di Trieste 

Basta ciance, il sindaco Dipiazza si prenda le sue responsabilità per tutto quello che succede a Trieste. Dopo due mandati è troppo comodo scaricare colpe sulla ‘sinistra’. Certo è più comodo distribuire medagliette, ma dov’era lui mentre in Barriera e altrove aumentava progressivamente il degrado? È andato a battere i pugni da Fedriga e da Piantedosi? Non rispondono o non sanno che fare?”.

Il consigliere comunale Luca Salvati (PD) replica al sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, che ha attribuito alla sinistra la responsabilità delle violenze che si verificano in centro città.

I cittadini sono stufi di essere presi in giro da chi dovrebbe amministrare e invece non fa che passerelle e conferenze stampa: la verità è che il centrodestra, dopo aver fatto tutte le ultime campagne elettorali, ad ogni livello, promettendo la soluzione del problema sicurezza, ha clamorosamente fallito. Ora abbia la dignità di non nascondersi e di assumersi le responsabilità di una situazione che le è chiaramente sfuggita di mano.”

Gli fa eco Giovanni Barbo, capogruppo PD in Comune.

Altro che accoglienza diffusa Dipiazza e i suoi governano tutto, non fanno niente e si lamentano. La verità è che non sanno da che parte girarsi e allora fanno la faccia feroce. Ci dicono che arrivano troppi irregolari e non riescono a gestirli. Se è vero, ci stanno dicendo che non serve a niente tenere la polizia sui confini perché ne arrivano troppi comunque. A parti invertite Lega e FdI avrebbero occupato il Comune, noi chiediamo che questa amministrazione se ne vada a casa.

Inaugurazione Despar, Barbo: serve attenzione ai piccoli esercizi commerciali e ai locali storici cittadini

Inaugurazione Despar, Barbo: serve attenzione ai piccoli esercizi commerciali e ai locali storici cittadini

Auguriamo buon lavoro al nuovo Despar che apre in Viale al servizio dei residenti e che potrà vitalizzare meglio di un’arteria che non si arrende al degrado. In questo, la libera iniziativa imprenditoriale svolge un ruolo importante. Ma imprenditoria non sono solo i supermercati, lo sono anche le ben più numerose attività triestine che chiudono i battenti anche per la concorrenza impari con la grande distribuzione e le multinazionali: qui il sindaco Dipiazza non va mai né dice una parola.”

lo dichiara il consigliere comunale dem Giovanni Barbo.

Botteghe e locali storici scompaiono uno dietro l’altro, senza che il sindaco e la sua Giunta mettano in atto un ragionamento per tutelarli e, assieme a loro, preservare le peculiarità di un territorio che ha una preziosa storia alle sue spalle.

Ma si sa che lo sport preferito da Dipiazza è lo scaricabarile: quando un esercizio commerciale apre è merito del suo lavoro per la città, quando chiude è colpa del mercato o comunque degli altri.

Un supermercato porta occupazione e ciò è bene, ma invitiamo il Sindaco e la sua Giunta a darsi una svegliata e rendersi conto che c’è un’altra faccia della medaglia. 

Truffe mercato energia: triestini tra i più esposti e il Comune è inerte

Truffe mercato energia: triestini tra i più esposti e il Comune è inerte

Nel mercato dell’energia le truffe sono in crescita e la popolazione triestina, vista l’età media, è tra le più esposte: questo hanno evidenziato ieri le associazioni dei consumatori e anche su questo il Comune di Trieste è totalmente assente.”

Lo afferma Giovanni Barbo, consigliere comunale e capogruppo PD.

Il 20 febbraio abbiamo depositato una mozione perché si attivasse uno sportello anche con l’ausilio delle associazioni dei consumatori riconosciute ufficialmente dalla Regione, ma anche questo appello è caduto nel vuoto, e chissà quanti cittadini triestini ne hanno risentito.

Altri Comuni del Friuli Venezia Giulia, guidati da Giunte di destra e di sinistra, hanno attivato canali di informazione per la cittadinanza, in modo da dare alle persone elementi per evitare di diventare vittime della truffa. Qui a Trieste niente, si continua a lasciare che le cose accadano senza muovere un dito.

Bilancio comunale 2025: Barbo (PD), pressione fiscale gestita alla rovescia

Bilancio comunale 2025: Barbo (PD), pressione fiscale gestita alla rovescia

Nell’illustrazione generale del bilancio 2025, l’assessore Bertoli ha sottolineato come siano notevolmente cresciute le entrate. Nonostante ciò l’addizionale comunale pagata dai cittadini, portata all’aliquota massima dal primo Dipiazza, non viene abbassata.”

Lo afferma Giovanni Barbo, consigliere dem.

La florida situazione economica del Comune consentirebbe di abbassare la pressione fiscale, che invece rimane al massimo consentito, per finanziare opere di dubbia utilità e urgenza. Viene confermata, per contro, l’agevolazione sull’ILIA per la prima “seconda casa” una riduzione per chi sicuramente non è indigente e non ne avrebbe bisogno.

Due pesi e due misure, un ragionamento fatto alla rovescia come spesso capita di vedere.

Barbo, tagliati 250mila Euro a ristrutturazione Mercato Coperto

Barbo, tagliati 250mila Euro a ristrutturazione Mercato Coperto

 
“Un nuovo racconto da ‘momento magico’ di Dipiazza riporta in primo piano il Mercato Coperto: peccato che mentre il sindaco sciorina progetti la sua giunta usa le forbici e taglia 250mila euro previsti per il rilancio del mercato coperto, spostati su altre manutenzioni. Come ci ha annunciato l’assessore Lodi in commissione, il taglio arriverà nella ratifica della variazione di bilancio che voteremo nel prossimo Consiglio, segnando sostanzialmente un disimpegno del Comune dalla ristrutturazione dell’edificio”. Lo afferma il capogruppo Pd nel Consiglio comunale di Trieste Giovanni Barbo, replicando alle idee esposte dal sindaco del capoluogo giuliano Roberto Dipiazza per rivitalizzare lo storici Mercato coperto di via Carducci.
“Purtroppo non possiamo andare a chiedere all’allora vicesindaco Polidori – aggiunge Barbo – che fine abbia fatto la sua proposta di valorizzazione del Mercato Coperto che, diceva, ‘permetterà il mantenimento dell’eredità storica non solo della struttura, ma anche di tutto ciò che contiene’. Nuovamente invitiamo Dipiazza a non andare avanti da solo, a condividere queste decisioni con il Consiglio comunale, con esperti e abitanti del rione: si eviteranno altre giravolte e malcontenti”.