Il Partito Democratico di Trieste propone più cestini e dispenser contro le deiezioni canine. Una misura per migliorare il decoro urbano, tutelare la salute pubblica e rendere la città più vivibile per cittadini e famiglie.


Il Partito Democratico di Trieste propone più cestini e dispenser contro le deiezioni canine. Una misura per migliorare il decoro urbano, tutelare la salute pubblica e rendere la città più vivibile per cittadini e famiglie.

Da otto anni i residenti di Scala Santa convivono con un muro pericolante che restringe la carreggiata e mette a rischio la sicurezza. Con una mozione in Consiglio comunale, il Partito Democratico di Trieste chiede l’avvio immediato del procedimento per il ripristino, a tutela della viabilità e dell’incolumità pubblica.

Il degrado del manto stradale in Viale Campi Elisi rappresenta un serio rischio per pedoni e motociclisti, oltre a generare rumore e disagi. Il Partito Democratico chiede tempi certi per la riasfaltatura, più manutenzione urbana e scelte di bilancio responsabili, mettendo al centro la sicurezza stradale in Viale Campi Elisi Trieste.

La comunità di Servola attende da anni la riqualificazione dell’ex cinema e del borgo. La consigliera PD Valentina Repini denuncia i continui rinvii del Comune e chiede tempi certi per restituire spazi verdi e attrezzature ai cittadini, fondamentali per la qualità della vita e la rigenerazione urbana.

Quasi quattro anni dopo il crollo di una porzione del muro lungo Scala Santa, il passaggio resta pericolante e inagibile. La consigliera comunale Rosanna Pucci (PD) chiede un intervento immediato per ripristinare sicurezza e accessibilità.
Quasi quattro anni dopo il crollo di una porzione del muro crollato a Scala Santa tra i civici 34 e 36, la situazione è ancora ferma. L’episodio risale all’ottobre 2021 e, da allora, nonostante le numerose segnalazioni degli abitanti e gli interventi di vari amministratori, la ricostruzione del muro crollato a Scala Santa non è mai partita.
A riaccendere i riflettori sulla vicenda è la consigliera comunale dem Rosanna Pucci, che sul luogo ha raccolto le istanze dei cittadini del rione di Roiano e ha depositato una mozione PD per lavori urgenti a Trieste in Consiglio comunale. Il documento invita il sindaco Roberto Dipiazza e la Giunta ad attivarsi con urgenza per il ripristino del muro.
Non sono bastate le mail degli abitanti interessati al passaggio, né quelle di amministratori e neanche della sottoscritta per farlo ricostruire Pertanto ho deciso di dare seguito formale alle segnalazioni, chiedendo un intervento immediato”. Lo ha dichiarato Pucci.
Oltre al tratto già crollato, la consigliera segnala anche fessurazioni e rigonfiamenti lungo il muro ancora in piedi, segni di un possibile aggravamento delle condizioni di sicurezza dei passaggi pedonali a Trieste. La situazione incide in particolare sulla fruibilità del passaggio, che rappresenta l’unico accesso pedonale a Roiano per i numeri civici 28, 34 e 38.
La mozione, ora all’attenzione del Consiglio comunale, mira a sbloccare un problema che, secondo i residenti, dura ormai da troppo tempo. Per il PD si tratta di un caso emblematico di degrado urbano a Trieste e di assenza di interventi tempestivi da parte dell’amministrazione.
Il Partito Democratico chiede un intervento urgente del Comune di Trieste per mettere in sicurezza l’area, ricostruire il muro e garantire l’accesso sicuro alle abitazioni.
Il PD invita i cittadini a seguire l’evoluzione della mozione e a sostenere l’iniziativa per accelerare i tempi del ripristino, restituendo al quartiere sicurezza e decoro.

Il Partito Democratico in IV Circoscrizione propone un fondo comunale per sostenere cittadini e commercianti danneggiati da atti vandalici a Trieste. Il capogruppo Luca Bressan chiede un intervento concreto per tutelare decoro urbano, sicurezza e attrattività della città.
Il capogruppo del Partito Democratico nella IV Circoscrizione del Comune di Trieste, Luca Bressan, ha presentato un’interrogazione per chiedere all’Amministrazione comunale l’istituzione di un fondo comunale dedicato al ripristino delle facciate imbrattate e delle vetrine danneggiate da atti vandalici e dalle effrazioni nei pubblici esercizi.
Il decoro urbano è un bene comune e la sua tutela è fondamentale per la qualità della vita, la sicurezza percepita e l’attrattività turistica della città. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un aumento di episodi di vandalismo e spaccate, anche in zone centrali come via Lazzaretto Vecchio, viale XX Settembre, il canale di Ponterosso, ecc. È necessario che il Comune intervenga con strumenti concreti a sostegno di cittadini e commercianti danneggiati”.
Lo ha dichiarato Bressan.
L’interrogazione propone che il fondo sia accessibile nei casi in cui non sia possibile risalire agli autori del danneggiamento, evitando così che i costi ricadano interamente sulle vittime. Il modello di riferimento è quello del Comune di Venezia, che ha stanziato 100.000 euro per coprire fino al 50% delle spese sostenute per il ripristino delle vetrine danneggiate, anche in assenza di copertura assicurativa, e per incentivare interventi migliorativi come vetrine antisfondamento.
A sostegno della proposta, Bressan cita anche l’esperienza del Comune di Trento, dove è attivo un servizio gratuito per la pulizia delle facciate imbrattate, inclusi gli edifici privati, con interventi diretti su richiesta dei proprietari.
La disciplina per l’accesso al fondo, sottolinea il consigliere, potrà essere definita attraverso un apposito regolamento comunale, come già avviene in diverse città italiane.
Gli episodi di vandalismo e microcriminalità sono in aumento e questo è confermato dalle cronache dei giornali e anche da dati nazionali: Trieste è scesa al 19° posto nella classifica del Sole 24 Ore sulla qualità della vita, perdendo 7 posizioni rispetto all’anno precedente, proprio a causa del peggioramento degli indicatori legati alla sicurezza.
Non possiamo abbandonare i cittadini e i lavoratori che subiscono danni a causa di episodi di vandalismo, spesso legati a un deterioramento della sicurezza in città. Accanto agli strumenti di prevenzione, deterrenza e sanzionatori, è necessario prevedere anche forme di ristoro per chi subisce un danno gratuito, senza averne alcuna responsabilità”.
Aggiunge Bressan.
Il Partito Democratico in IV Circoscrizione chiede al Comune di attivarsi subito per istituire il fondo, garantendo un aiuto rapido e concreto a chi subisce danni ingiusti e incentivando interventi di prevenzione come vetrine antisfondamento. Un passo necessario per preservare la qualità e l’immagine di Trieste.

Meglio tardi che mai. O forse no”. Con queste parole i consiglieri comunali Laura Famulari e Giovanni Barbo commentano l’annuncio della partenza dei lavori di riqualificazione di Piazza Sant’Antonio.
Correva l’anno 2019 quando in fretta e furia venne inserita nel piano delle opere la riqualificazione di Piazza Sant’Antonio, che doveva assolutamente essere pronta nella primavera del 2020.
Che siano passati cinque anni senza che poco o nulla accadesse è lo standard di questa Giunta, molte parole e pochi fatti, e anche su questi ultimi abbiamo delle perplessità: sono da poco terminati i lavori sulle vie laterali alla chiesa, e non si può non notare come le soluzioni scelte poco ci azzecchino (per usare un eufemismo) con il resto delle pedonalizzazioni del centro.
Commentano i due consiglieri che si auspicano che si colga l’occasione dei lavori sulla piazza per sistemare anche quelle, e in attesa di vedere il progetto specifico non possiamo non ricordare che sulla riqualificazione dell’area la Giunta abbia ignorato il vincitore di un concorso di idee come pure l’affidatario di un incarico diretto, entrambe spese pagate dal Comune.
Il risultato lo giudicheremo, ma l’iter conferma da un lato come la Giunta avanzi per tentativi senza un’idea complessiva, dall’altro lo faccia spendendo i soldi dei cittadini con grande nonchalance.”
Il PD di Trieste continuerà a vigilare affinché i lavori procedano con trasparenza, coerenza e nell’interesse della città.

Si è tenuta questa mattina giovedì 17 luglio presso la “Casa dei Puffi” a Borgo San Sergio la conferenza stampa per la presentazione della mozione urgente “Misure ordinarie e straordinarie volte alla sicurezza presso i comprensori ATER del Comune di Trieste”.
Presenti i consiglieri comunali Luca Salvati e Giovanni Barbo, i consiglieri della VII Circoscrizione e il vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Russo.
Dopo l’intervento di apertura del capogruppo Giovanni Barbo, il consigliere Luca Salvati è entrato nel merito della mozione. A partire dagli episodi vandalici più recenti – come l’incendio di alcune auto proprio alla “Casa dei Puffi” – Salvati ha denunciato lo stato di esasperazione che stanno vivendo diversi inquilini delle ATER di Trieste – vedi anche la rapina a una signora nel complesso di Valmaura e il materasso incendiato nell’ingresso del portone del Comprensorio di Melara. Da qui la necessità di mettere in campo azioni coordinate da parte dei vari enti.
Ecco perché la mozione puntualmente e precisamente richiede al Sindaco e alla Giunta comunale, in collaborazione con la Regione e con l’assessore regionale competente, il Presidente di Ater di Trieste, il Questore e tutti i soggetti competenti, di:
I residenti delle aree ATER come via Grego, Valmaura e via Montasio si sentono sempre più frustrati e abbandonati. Manca manutenzione ordinaria e straordinaria, la comunicazione con ATER è assente, e l’attenzione sembra rivolta solo alle nuove edificazioni, trascurando completamente il patrimonio esistente»
Lo ha dichiarato Lorenzo Giachin, capogruppo VII Circoscrizione
Atti vandalici si ripetono anche in altre case ATER, spesso messi in atto da giovanissimi. Servono più interventi educativi e maggiore attenzione alle fragilità sociali del quartiere”
Ha aggiunto Majda Kodrič, consigliera di VII Circoscrizione.
Infine, il vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Russo ha ricordato come già durante la campagna elettorale del centrosinistra, quattro anni fa, l’attenzione ai comprensori ATER fosse centrale, con una visita anche del segretario nazionale del PD.
Ogni anno ho presentato emendamenti al bilancio regionale a favore del decoro e della sicurezza in queste aree, ma la giunta Fedriga ha voluto sistematicamente bocciarli. Perché le telecamere si mettono solo in centro e non lì dove ce ne sarebbe più bisogno?”
Lo ha sottolineato Russo.
Fedriga e Dipiazza si occupano solo della città dei turisti, dimenticando i cittadini reali, spesso proprio quelli che li hanno votati. periamo che i cittadini trascurati sistematicamente dall’Ater se ne ricordino quando si tornerà alle urne.”
Conclude Giovanni Barbo.

Valmaura non sia terra di nessuno. La maggioranza ha testa e tempo solo per la cabinovia ma si dimentica di pezzi di città dove aumentano degrado e violenza. Il Consiglio comunale straordinario sulla sicurezza tenutosi alcuni mesi fa su richiesta del PD è finito nel dimenticatoio, le Forze dell’ordine sono ancora tenute sui confini.
Ora ci si mette anche l’Ater che ignora l’appello dei residenti impauriti da episodi ripetuti e preoccupanti. Porteremo in Consiglio comunale la richiesta di installazione di telecamere e altri interventi da parte delle istituzioni, a partire dalle forze dell’ordine, ma la prima a muoversi – trattandosi di Ater – dovrebbe essere la Regione. Fedriga e Dipiazza hanno il dovere di ascoltare le richieste dei cittadini e intervenire.”
Lo dichiara il consigliere comunale Luca Salvati (Pd), dopo gli ultimi fatti criminali che si sono verificati nel rione di Valmaura a Trieste.
Come vediamo anche in questa manovra estiva la Regione registra ogni anno enormi disponibilità finanziarie che vengono impegnate per ogni tipo di intervento ma le primarie necessità di sicurezza dei cittadini sono trascurate. Serve una decisa operazione di risanamento di alloggi e comprensori che includa gli aspetti legati alla sicurezza”.
Conclude Salvati.

Quando un sindaco liquida con l’espressione “Quando si scrivono stupidaggini!!!!” un articolo firmato da un professionista qualificato, pubblicato da un quotidiano locale rispettato, non sta semplicemente esprimendo un’opinione. Sta svilendo il confronto democratico, sta offendendo la competenza, e sta mostrando disprezzo per il diritto di ogni cittadino a discutere le scelte urbanistiche che riguardano il futuro della città.”
Così Maria Luisa Paglia, segretaria del Partito Democratico di Trieste, commenta con sdegno il commento del sindaco di Trieste in risposta a un articolo apparso su Il Piccolo, a firma dell’architetto e consigliere dell’Ordine Marco Ragonese, che con rigore e spirito costruttivo ha affrontato il tema centrale dei parcheggi e della mobilità urbana a Trieste.
Siamo oltre la maleducazione istituzionale. Siamo alla negazione del confronto. Che un sindaco si permetta di bollare come “stupidaggini” riflessioni che molti cittadini condividono, e che peraltro sono supportate da dati oggettivi, è un segnale di chiusura grave e offensivo, soprattutto verso chi, con serietà, cerca di contribuire alla qualità del dibattito pubblico.
Il PD esprime anche solidarietà al quotidiano Il Piccolo, bersaglio implicito ma evidente del disprezzo del primo cittadino. Accusare un giornale di dare spazio alla menzogna è una dichiarazione grave, che delegittima uno dei principali strumenti democratici di informazione e discussione. Un sindaco che non tollera le critiche né la stampa libera non sta svolgendo il proprio ruolo con responsabilità.
Il problema vero è che questa amministrazione ha ormai smesso di ascoltare. Chiunque solleva temi concreti come la gestione dei posteggi, la vivibilità urbana, il traffico, riceve in cambio derisione e attacchi. Il sindaco preferisce difendere a oltranza progetti divisivi come quello della cabinovia, bloccando sistematicamente il dibattito democratico anche nelle sedi istituzionali. E nel frattempo, i veri problemi dei cittadini rimangono irrisolti.
Trieste merita di più. Merita rispetto, confronto, ascolto. E un’amministrazione che non risponda con arroganza a chi ha il coraggio di proporre idee e analisi. “
Conclude Maria Luisa Paglia.
Il Partito Democratico continuerà a raccogliere le voci dei cittadini, dei professionisti, degli operatori culturali e di chi vive la città ogni giorno, per costruire insieme un’alternativa seria e inclusiva.