Porti: Serracchiani, pdl taglia tasse a scalo Trieste

Porti: Serracchiani, pdl taglia tasse a scalo Trieste

I porti sono un volano di sviluppo incredibile e il porto di Trieste forse lo è più di altri. La mia proposta di legge sancisce che qui si possono pagare meno tasse, si possa sfruttare appieno il porto Franco internazionale che permette di fare lavorazioni di merci nell’area portuale in condizioni vantaggiose, e avere più posti di lavoro con buste paga più pesanti. La proposta parte da Trieste ma interessa il sistema portuale italiano, con cui bisogna fare alleanze.

Così la deputata Debora Serracchiani ha sintetizzato gli obiettivi di una sua proposta di legge, presentata oggi a Trieste alle categorie e agli operatori portuali.

Evidenziando che

è una legge di prospettiva che contiene parti immediatamente recepibili all’interno di altri dispositivi legislativi, ad esempio per quanto riguarda la detassazione sul lavoro,

la parlamentare ha reso nota l’esistenza di un “supporto dei ministri dello Sviluppo economico e dell’Economia”.
La proposta di legge, ha spiegato Serracchiani,

prevede la possibilità di effettuare la cessione di merci e le connesse prestazioni di servizi in esenzione dall’Iva.

Ci sono poi

un’interpretazione autentica, che ripristina l’esenzione dall’Imu, della normativa in materia di classificazione di immobili ubicati nelle aree portuali, nei punti franchi del porto di Trieste e nelle zone economiche speciali (Zes)- e  – l’istituzione di una Zes per agevolare l’insediamento delle attività produttive all’interno del porto e vantaggi infrastrutturali, che – ha precisato Serracchiani – è ‘un di più’ che inseriamo in una fase di transizione.

Va infine in applicazione dell’Allegato VIII del Trattato di pace di Parigi del ’47 l’articolo della pdl che prevede

agevolazioni in materia di lavoro nell’area portuale, laddove si dispongono un beneficio contributivo di 3mila euro annui per tre anni a chi fa nuove assunzioni, e una detassazione dei redditi da lavoro pari a 7500 euro.

La parlamentare ha indicato che

va fatto un lavoro estenuante e determinato sull’Agenzia delle dogane e su tutte le agenzie dello Stato che hanno a che fare con il porto. Questa attenzione deve essere di tutti: noi faremo la nostra parte ma abbiamo bisogno di un supporto forte da parte di tutto il territorio. Dobbiamo spiegare cos’è il porto di Trieste fuori dai nostri confini e soprattutto far capire che – ha concluso – ci stiamo occupando di tutta la portualità italiana e non solo di Trieste

Mafia: Serracchiani: è allarme a Trieste ma Lega tace

Mafia: Serracchiani: è allarme a Trieste ma Lega tace

A Trieste è allarme mafia ma la Lega tace. L’assessore leghista alla cosiddetta sicurezza è troppo impegnato a inseguire barboni o migranti per vedere il flusso di denaro sporco che scorre davanti a Palazzo Cheba, e purtroppo anche il sindaco non apre bocca e fa lo splendido con il suo momento magico. Le Istituzioni cittadine devono invece prendere l’iniziativa, prima che il riciclaggio e le infiltrazioni diventino vera e propria presa di possesso del territorio.
Lo afferma la deputata Debora Serracchiani, commentando i dati, in aumento del 20% nel 2019 in provincia di Trieste, delle segnalazioni di operazioni sospette all’Unità di informazione finanziaria per Italia (Uif).
Trovare Trieste tra le capitali del riciclaggio – osserva la parlamentare – non deve stupire perché sono proprio i territori ritenuti più tranquilli quelli più appetibili dalla ‘finanza’ della criminalità organizzata. Ma sono anni che apparati giudiziari e di sicurezza denunciano l’aumento continuo degli insediamenti mafiosi: perché sia chiaro che subito dietro il denaro sporco ci sono veri criminali. E spero nessuno pensi che quel denaro possa aiutare la nostra economia, perché in realtà la soffoca.
Per Serracchiani
il sindaco dovrebbe chiedere al prefetto di convocare un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, mettendo a tema proprio il rischio criminalità organizzata. Da parte mia, non cesserò di chiedere con molta energia che il personale della procura di Trieste, e di tutta la regione, non vengano lasciate sotto organico. Un altro tema da affrontare rapidamente è quello della carenza di personale sia della sezione della Dia di Trieste che del Ros, che ha peraltro sede a Padova.
Purtroppo stiamo diventando sempre meno periferici per il crimine organizzato e – conclude Serracchiani – non si può continuare a inseguire false emergenze ed evitare di affrontare quelle vere.
Ferriera: Serracchiani, guai a perdere un solo posto di lavoro

Ferriera: Serracchiani, guai a perdere un solo posto di lavoro

Vigilare su rispetto accordo sindacale e impegni istituzionali

Il voto dei lavoratori va rispettato e proprio per questo occorrerà la massima vigilanza sull’accordo sindacale con l’azienda, ma anche sul mantenimento degli impegni assunti dagli altri soggetti, istituzionali e industriali: guai a perdere un solo posto di lavoro, anche a tempo determinato. Si chiude un capitolo secolare dell’industria triestina, ora l’auspicio è che a Trieste non rimanga un altro vuoto in un tessuto produttivo già debole. Sicuramente da parte mia non verrà meno l’impegno verso una realtà di cui ho conosciuto in primo luogo lo spessore umano, e su cui si è troppo speculato”.

Così la deputata Dem Debora Serracchiani, dopo che sono stati resi noti i risultati del referendum sull’accordo sindacale, approvato dal 58% dei lavoratori della Ferriera di Servola (Trieste).

«ABC» della Manovra di Bilancio 2020.

«ABC» della Manovra di Bilancio 2020.

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Una manovra a sostegno della crescita, per invertire il contesto di stagnazione della nostra economia e procedere lungo la strada di uno sviluppo sostenibile. È questo il senso di fondo che la legge di bilancio per il 2020 – insieme al decreto fiscale, il n. 124 del 2019, che ne è il necessario complemento – è riuscita ad avere, nonostante un punto di partenza decisamente impegnativo.

 

 

 

 

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Ferriera: Serracchiani, “Brutti giochi sui lavoratori”

Ferriera: Serracchiani, “Brutti giochi sui lavoratori”

Sulla testa e alle spalle dei lavoratori della Ferriera si stanno facendo brutti giochi. Ricatti più o meno espliciti, scarichi di responsabilità, promesse vaghe: sembra che l’urgenza di Arvedi e anche dei soggetti istituzionali sia togliersi di torno l’intralcio rappresentato dalla forza lavoro in esubero. A questo si aggiunge l’assoluta vaghezza che circonda l’area e la sua reindustrializzazione.
Lo afferma la deputata Debora Serracchiani, commentando gli sviluppi connessi alla chiusura dell’area a caldo della Ferriera di Trieste.
Per la parlamentare
la richiesta di garanzie che i sindacati rivolgono ai soggetti istituzionali, e in primo luogo al Mise e alla Regione, rivela una preoccupazione che riguarda la salvaguardia dei posti di lavoro ed evidentemente anche le prospettive di sviluppo industriale. È auspicabile che Mise e Regione accetteranno di inserire nell’Accordo di programma una sezione sulle garanzie occupazionali, che non possono essere delegate in toto ad Arvedi o fondarsi su dichiarazioni rese alla stampa.
Resta il fatto – conclude Serracchiani – che questo meccanismo è stato innescato dalla Giunta Fedriga, che ha consegnato ad Arvedi l’opportunità di fare i suoi interessi, nei tempi e nei modi preferiti.
Flex: Serracchiani “In crisi serve approccio più  propositivo”

Flex: Serracchiani “In crisi serve approccio più  propositivo”

Siamo tutti dalla parte del lavoro e del mantenimento di una produzione d’alto livello nello stabilimento di Trieste. Il Mise sta rispondendo a tono ai nostri appelli ma bisogna che dal territorio giungano stimoli più decisi.
E il commento della deputata Debora Serracchiani, che oggi a Roma ha partecipato al tavolo convocato, su richiesta dei sindacati e alla presenza di una rappresentanza della Regione Fvg, dal Ministero dello Sviluppo economico sulla situazione della Flex, azienda che nello stabilimento di Trieste produce componenti elettroniche avanzate.
Per la parlamentare serve
un approccio più propositivo nell’accompagnare i processi di innovazione, una maggiore consapevolezza delle potenzialità d’intervento che sono in mano anche all’istituzione Regione, un’interlocuzione più serrata con le proprietà e le compagini societarie, soprattutto avere una strategia. Mi auguro ancora – aggiunge Serracchiani – che il presidente Fedriga sappia infondere questi caratteri alla sua amministrazione nella gestione delle crisi industriali, per riuscire a governare tavoli difficili come quello della Flex, e tra poco della Safilo.
Università: Serracchiani-Rojc, 500mila a Sissa Trieste

Università: Serracchiani-Rojc, 500mila a Sissa Trieste

Possiamo confermare che la Sissa riceverà i 500mila euro che in un primo momento erano stati tagliati dal riparto. Il Governo si è impegnato e ha mantenuto la parola, andando incontro alle giuste richieste della comunità scientifica.

Lo rendono noto la senatrice Tatjana Rojc e la deputata Debora Serracchiani, dopo che nella notte al Senato è maturata la soluzione normativa che permette di ristorare il taglio ai finanziamenti di circa mezzo milione di euro alla Scuola internazionale di Studi Superiori Avanzati, previsto dal Decreto ministeriale sulla programmazione delle università 2019-2021 e dal decreto sul Fondo di Finanziamento Ordinario 2019.

Ricordando che
da subito il Governo era stato sensibilizzato e aveva risposto positivamente,
le due parlamentari dem spiegano che
nell’ambito del confronto fra maggioranza e opposizione è stata scelta una soluzione che evidenzia la volontà di intervenire in modo bipartisan a favore della Sissa. La decisione di accogliere e finanziare un emendamento dell’opposizione esprime una chiara posizione del Governo: ci sono temi su cui non ci si deve dividere. Il Pd e noi in particolare siamo soddisfatte che sia stato raggiunto l’obiettivo, e che stavolta – concludono – sulle polemiche abbia vinto il buon senso.
Dl Fisco: Serracchiani, ok a odg per esentare Punto franco Trieste da IMU

Dl Fisco: Serracchiani, ok a odg per esentare Punto franco Trieste da IMU

Si apre la strada per rendere più competitivi il porto di Trieste e le Zone economiche speciali, con l’impegno del Governo a esentare dal pagamento dell’IMU le infrastrutture a servizio delle operazioni logistiche e commerciali.
Lo afferma la deputata Debora Serracchiani, rendendo nota l’approvazione, oggi alla Camera durante la discussione del dl Fisco, di un suo ordine del giorno, sottoscritto anche dai colleghi Andrea Romano e Davide Gariglio, che impegna il Governo
A valutare l’opportunità di dare valenza di norma di interpretazione autentica alla disposizione che prevede di censire nella categoria E/1 le aree dei porti di competenza delle Autorità di sistema portuale adibite alle operazioni e ai servizi portuali, ai depositi, alle infrastrutture stradali e ferroviarie, anche se affidati a privati e a qualunque titolo, situati nelle aree di Punto franco del porto di Trieste e nelle Zone economiche speciali.
Nel documento approvato dall’Aula si ricordano gli articoli della legge di bilancio 2018 che
sono diretti, a decorrere dal 2020, a inquadrare nella categoria catastale E1, e quindi esentati ex lege dal pagamento dell’IMU, le banchine e le aree scoperte adibite alle operazioni e ai servizi portuali nei porti di rilevanza economica nazionale e internazionale rientranti in un’Autorità di sistema portuale, nonché le aree adibite al servizio passeggeri.
Ferriera: Serracchiani, “Governo valuti ingresso Cdp”

Ferriera: Serracchiani, “Governo valuti ingresso Cdp”

Nel rinnovo dell’accordo di programma bisogna inserire l’ipotesi di un ingresso di Cassa depositi e prestiti a fianco di Arvedi. La ghisa che si produce a Trieste è strategica come l’acciaio di Taranto e anche se le dimensioni sono diverse l’attenzione dev’essere la stessa e così anche il possibile impegno del Governo.
Lo afferma la deputata dem Debora Serracchiani.
Il rilancio dell’intera area necessita di un approccio globale e di lungo periodo. La politica deve assumersi la responsabilità di misurarsi con una sfida complessa, che coinvolge valori primari di rango costituzionale, quali il lavoro, la salute e l’ambiente, tutti meritevoli della massima tutela, senza che la difesa dell’uno possa sacrificare gli altri’: sono le parole del presidente del Consiglio – indica Serracchiani – e credo vadano sottoscritte per Taranto come per Trieste. Bisogna agire al più presto, perché la Ferriera non deve essere lasciata a se stessa, allo scorrere dei giorni che portano al 31 dicembre e alla chiusura irreversibile dell’area a caldo, senza alternative di riconversione.
Per la parlamentare dem
a Trieste non si pone nemmeno la questione di una nazionalizzazione come a Taranto, le condizioni ambientali e sanitarie sono decisamente migliori, ampie le potenzialità di sviluppo industriale e logistico. Lo Stato non deve arrendersi alla chiusura anche se – conclude – questo è stato l’obiettivo di alcune amministrazioni locali.
Trieste: Serracchiani, con crisi finito “momento magico”

Trieste: Serracchiani, con crisi finito “momento magico”

 Se mai c’è stato, è terminato il ‘momento magico’. È arrivata una crisi che investe settori diversi, dalla siderurgia alla metalmeccanica all’agroalimentare: stanno venendo al pettine tutti i nodi di un’industria che non ha fatto i passi necessari per stare sul mercato. Ma Trieste ha nell’industria un motore di sviluppo importante al quale non si può rinunciare, anche se non pesa più del 10% del Pil. C’è la necessità di reinventare interi settori.

Lo ha detto la deputata Debora Serracchiani oggi a Trieste, durante un incontro dedicato alle crisi industriali dell’area triestina, con il segretario provinciale della Cgil Michele Piga.

Lanciando un allarme sul “rischio di perdere una centralità geopolitica e capacità di fare sistema”, la parlamentare ha osservato che

si tenta di intervenire ma solo nella fase patologica, mentre dovremmo pensare alle soluzioni prima che determinate crisi si presentino. Perché alcune di queste crisi vengono da lontano e possono essere accompagnate prima che esplodano e l’unica via sono gli ammortizzatori sociali. l periodo più nero per il Fvg è stato il 2015 quando governava il centrosinistra e – ha ricordato Serracchiani – abbiamo affrontato le crisi accompagnandole con politiche industriali”. Ha portato l’esempio di Electrolux, dove anche con fondi pubblici si è riusciti a modificare la produzione puntando verso la qualità. O l’esempio della Ferriera, in cui “abbiamo creduto che per avere sostenibilità ambientale era necessario che proseguisse la produzione, mentre ora per una scelta politica oggi al Mise c’è un tavolo in cui si lavora per chiudere un’azienda”.

Emblematico, per Serracchiani, anche il caso Wartsila in cui

è stato fatto un importante investimento in ricerca e sviluppo e per un periodo ha funzionato. Quando questa strada non è stata più percorsa con la medesima forza di prima, la società ha denunciato difficoltà e sono annunciati esuberi.

A proposito della Ferriera, Serracchiani ha ragionato sulle conseguenze della crisi del mercato dell’acciaio e sulle opzioni tra metodi diversi di produzione, ricordando i fondi per la decarbonizzazione e per la transizione industriale previsti nella manovra nazionale. Per la deputata

a città deve svegliarsi e decidere: la vera sfida è far coesistere ambiente salute e lavoro. E chi governa Regione e città ci dica da che parte vogliono portarci, come vogliono diversificare e quale è il loro obiettivo per Trieste e per la regione. Ma sia chiaro che se perdiamo questi posti di lavoro avremo anche un grande problema di domanda interna che metterà in ginocchio la città di .