Maria Luisa Paglia: l’unità del PD e del centro-sinistra è la risposta a un Paese fermo

In una fase in cui l’Italia sembra bloccata, con un’economia stagnante e scelte di governo che guardano più alla propaganda che al futuro, l’unità del centrosinistra diventa la chiave per costruire risposte concrete per il Paese fermo. Per questo motivo il Partito Democratico richiama alla responsabilità politica e alla capacità di fare squadra.

La segretaria del PD di Trieste, Maria Luisa Paglia, ha seguito con grande attenzione il dibattito nazionale e rilancia, anche dal territorio, la necessità di una strategia politica forte, coerente e condivisa. In un quadro segnato da incertezza economica e sociale, infatti, cresce la domanda di serietà e di responsabilità verso chi governa e verso chi aspira a costruire un’alternativa credibile.

Ho seguito con grande attenzione l’Assemblea nazionale del Partito Democratico e sento di condividere fino in fondo, una per una, le parole della nostra segretaria nazionale Elly Schlein.”

La Segretaria ha descritto un Paese fermo: un’economia senza crescita, una produzione industriale in calo da 37 mesi, una manovra che non guarda al futuro e l’ombra concreta della fine dei fondi PNRR nel 2026. Nel frattempo, miliardi di euro vengono impegnati in opere simboliche e bloccate, mentre mancano risposte vere ai bisogni quotidiani delle persone. In questo contesto, sottolinea Paglia, l’unità del centrosinistra non è uno slogan ma una condizione minima per rimettere in moto un Paese fermo.

 

Unità del centrosinistra risposta a un Paese fermo

Eppure, dentro questo quadro preoccupante, c’è un punto fermo che dà forza e speranza: ciò che unisce le forze di opposizione è più forte di ciò che le divide. L’unità non ce l’ha chiesta il medico, ce la chiede la nostra base, ce la chiede la gente. Per questo continueremo a essere testardamente unitari, DENTRO e FUORI il partito. L’unità del centrosinistra risposta a un Paese fermo, infatti, nasce da migliaia di volontari, amministratori, iscritti e simpatizzanti che ogni giorno chiedono più giustizia sociale e più diritti, non nuovi muri e nuove divisioni.

Abbiamo differenze, ed è naturale altrimenti saremmo tutti nello stesso partito. Ma abbiamo anche la responsabilità di comporle, perché dall’altra parte, tra le forze di destra, vediamo solo litigi, ricatti e veti incrociati. Per questo camminare uniti verso le scadenze del 2027 non è una scelta tattica, è un dovere politico e morale verso chi aspetta risposte che questo Governo non ha saputo dare. Ai problemi reali delle persone si risponde con soluzioni, non con capri espiatori: attivisti, giudici, migranti, giovani, sempre gli stessi.”

Prosegue Paglia, ricordando come dalle scadenze politiche del 2027 passi una parte decisiva del futuro del Paese: dalle alleanze europee alla difesa dei diritti, fino alla qualità del lavoro e dei servizi pubblici. Per questo motivo la responsabilità del PD e di tutto il centrosinistra è costruire risposte serie, non inseguire la propaganda della destra, che continua a cercare capri espiatori invece di affrontare i problemi reali delle persone.

 

Alternativa democratica del PD: il percorso unitario del PD Trieste

Le destre nazionaliste stanno portando avanti un disegno pericoloso: smontare il diritto internazionale e sostituirlo con la legge del più forte contro il più debole. A questo noi opponiamo un’altra idea di Paese: giusta, solidale, democratica. E soprattutto unita.

L’alternativa democratica del PD, infatti, parte dalla difesa della Costituzione, dal rispetto del diritto internazionale e da una visione dell’Europa fondata sulla cooperazione e non sui muri. Ciò significa lavorare per un fisco più equo, per una sanità pubblica accessibile a tutte e tutti, per una scuola che riduca le disuguaglianze e per politiche industriali capaci di tenere insieme transizione ecologica e buona occupazione.

A Trieste questo impegno assume un valore concreto nel percorso unitario costruito in questi mesi, anche nelle opposizioni alla giunta di destra in Comune e nelle battaglie sui temi del lavoro, del porto, dei servizi e dei diritti. Il PD Trieste percorso unitario dimostra che, quando si lavora insieme, si può parlare a chi oggi si sente distante dalla politica e restituire fiducia nelle istituzioni.

A Trieste questo percorso lo abbiamo già iniziato, con responsabilità e spirito unitario. Io ho votato convintamente a favore della relazione della segretaria nazionale, perché credo che questa sia la strada giusta: stare insieme, costruire risposte concrete e dare voce a chi oggi non si sente rappresentato. Da qui, insieme, continuiamo.”

Conclude Paglia, ribadendo che il lavoro da fare è ancora lungo ma può poggiare su una base chiara: un centrosinistra unito, un PD aperto e plurale e un’idea di Paese che rifiuta la rassegnazione. Solo così sarà possibile reagire, con serietà e coraggio, alla sfida di un’Italia che non può permettersi di restare ferma.