«Tutta un’altra storia»: un nuovo PD per gli anni 20 del duemila. I risultati della conferenza di Bologna

Ecco la sintesi delle decisioni prese dalla convention tenutasi il 15, 16 e  17 novembre 2019

  

  1.  Il PD è oggi l’argine che difende la democrazia italiana. Non possiamo però appiattirci solo sul Governo; bisogna continuare la ricostruzione del PD sui territori e non è impresa facile. La conferenza di Bologna è parte del tentativo di rinnovare la nostra cultura politica ascoltando voci e competenze diverse.
  2. Le nostre priorità sono Scuola e Cultura – Ambiente – Sistema Sanitario – Lavoro.
  3. Bologna è stata un luogo di elaborazione comune di un PD dove le diversità non sono conflittuali. Questa è la logica anche delle modifiche dello Statuto: promuovere il confronto fra tesi politiche, non fra personaggi!
  4. Con il nuovo Statuto il Segretario non è più automaticamente il candidato alla Presidenza del Consiglio. La sua elezione avviene in due passi: nel caso di più candidati, gli iscritti decidono chi sono i due preferiti e solo questi vanno al ballottaggio con elezioni primarie aperte.
  5. Gli organismi dirigenti non saranno più espressione di liste personali: obiettivo del Segretario Zingaretti è l’eliminazione di tutte le correnti, a partire dal rifiuto di una sua!
  6. Saranno composti da rappresentanze proporzionate alla forza delle organizzazioni territoriali. Il principio della parità di genere non è più una raccomandazione, ma una regola (senza perdere il contributo di nessun bravo e capace)! Anche la ripartizione delle poche risorse finanziarie del PD nazionale sarà riequilibrata a favore dei territori. (La vicenda della Fondazione Open conferma le gravi conseguenze negative della gestione Renzi anche sulle finanze del PD).
  7. È stata istituita per la prima volta l’Assemblea nazionale dei sindaci del PD.
  8. È stata costituita per la prima volta una Fondazione del PD nazionale come luogo di ricerca ed elaborazione politica. Ne è responsabile Gianni Cuperlo.
  9. Gli iscritti PD saranno consultati su questioni importanti attraverso una nuova piattaforma telematica (referendum interni).

 

 Focus: come cambia lo statuto nazionale

 Il partito democratico si è dotato di un nuovo statuto, adatto ad affrontare le sfide di questi primi anni 20 del nuovo millennio. La riforma complessivamente ha riguardato la metà dei 47 articoli della “carta”.

Le novità più significative sono le seguenti:

  • garanzia per la parità di genere negli organismi direttivi
  • nascita di una piattaforma deliberativa online
  • congresso a temi
  • metà dell’assemblea nazionale sarà formata da esponenti provenienti dai territori, di cui 2/3 eletti dalla base degli iscritti e 1/3 sindaci, rappresentanti eletti nei vari enti locali
  • il segretario non sarà automaticamente il candidato premier del partito
  • congressi provinciali: starà agli statuti regionali decidere le modalità anche elettorali dei congressi provinciali della nostra regione

 

La novità più rilevante a livello politico è la fine dell’equazione segretario=candidato premier, una scelta legata alla superata interpretazione della “vocazione maggioritaria” fondata su un sistema politico rigidamente bipolarista, che oggi è di fatto scomparso: La premiership verrà individuata attraverso delle primarie di coalizione.

Si è molto discusso se fosse giusto mantenere aperte a tutti le primarie per la scelta del segretario nazionale, o invece garantire la partecipazione solamente agli iscritti: alla fine la maggioranza a livello nazionale ha scelto di mantenere le primarie aperte.

La seconda novità più importante riguarda le regole del congresso, dando la priorità alla discussione dei temi.

In una prima fase vi saranno confronti su documenti politici e contributi tematici, mentre in una seconda fase, per iscritti e non, si terranno elezioni primarie per la scelta del segretario e del suo programma.

Infine nascono i circoli online e i Punti Pd: i primi serviranno per velocizzare il meccanismo del tesseramento, eliminando ogni forma di intermediazione della tessera di carta, mentre i secondi mirano a rafforzare il partito a livello locale, facendolo uscire dal torpore dei circoli per portarlo dove ogni giorno le persone vivono e lavorano.

 

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