Teatro Verdi senza guida, Cosolini e Famulari incalzano Regione e Comune: “Serve responsabilità”

Il Teatro Verdi senza guida apre un vuoto di governance che pesa sulla città. La crisi della Fondazione Verdi richiede risposte chiare, rapide e politiche da parte delle istituzioni.

La crisi della Fondazione Verdi rischia di indebolire non solo la programmazione culturale, ma anche la promozione internazionale e la capacità di attrarre risorse private. Di fronte a un blocco che mette a repentaglio la tenuta di un’istituzione centrale per Trieste, la Giunta regionale resta immobile, incapace o riluttante nell’esercitare un ruolo di indirizzo politico nei confronti di un ministro inadempiente. È quanto ha denunciato il consigliere regionale Roberto Cosolini nel corso di una conferenza stampa, affiancato dalla consigliera comunale Laura Famulari.

 

Governance culturale della Fondazione Verdi

Cosolini ha illustrato la propria interrogazione, chiedendo alla Giunta regionale di rendere noto quale sia il giudizio della Regione sulla situazione della Fondazione Lirica Giuseppe Verdi senza Sovrintendente e quali azioni abbia assunto o intenda assumere per sollecitare il ministro competente e metterlo di fronte alle sue responsabilità. Inoltre, ha evidenziato come l’assenza di una guida stabile stia già generando incertezza sulla programmazione e sulla gestione amministrativa dell’ente.

Nella sua risposta, definita da Cosolini “imbarazzata e imbarazzante”, il vicepresidente Anzil si è limitato a ribadire i tre soci fondatori, la procedura di designazione del Sovrintendente e la generica esistenza di interlocuzioni interne al Ministero, senza però assumere un impegno politico concreto, lasciando il Teatro Verdi senza guida effettiva nel momento in cui servirebbe maggiore responsabilità politica.

È grave che un ministro si comporti in questo modo, credo che sia una mancanza di rispetto nei confronti della città, della Fondazione e dei soci, benefattori, pubblico, dipendenti e credo che le istituzioni triestine e regionali avrebbero dovuto farsi sentire e battere i pugni. Gli allineamenti di pianeti o allineamenti di partito non giustificano un’inerzia di questo tipo”.

 

Responsabilità del sindaco Dipiazza

Accanto all’interrogazione di Cosolini, la consigliera Laura Famulari ha illustrato la propria iniziativa rivolta al sindaco Roberto Dipiazza, nella duplice veste di presidente della Fondazione e di socio fondatore. Ha richiesto che chiarisca se si sia attivato presso il Ministero, se conosca le ragioni del blocco e quali siano le conseguenze sulla nomina del nuovo Sovrintendente, da cui dipendono una serie di rinnovi contrattuali che coinvolgono molti lavoratori del Verdi.

La consigliera ha sottolineato come, in un contesto già fragile per il settore culturale, il Teatro Verdi senza guida rischi di aggravare il danno economico, istituzionale e di immagine per Trieste. Inoltre, ha richiamato la necessità che il Consiglio comunale venga informato in maniera trasparente sulla situazione e sulle effettive responsabilità del sindaco Dipiazza.

Siamo in presenza di un danno alla città, un danno alla Fondazione e un danno al pubblico, a tutti coloro che amano la cultura nella nostra città e ai lavoratori. La situazione è gravissima e auspichiamo che ci sia una rapida soluzione ma anche una risposta che il Consiglio comunale venga messo a conoscenza di questa situazione”.

 

Tutela del patrimonio culturale

La crisi di governance del Verdi non riguarda solo la politica culturale, ma coinvolge l’intero ecosistema civico ed economico triestino. Senza una guida chiara, la Fondazione rischia di compromettere collaborazioni internazionali, rapporti con i partner privati e la continuità del lavoro delle maestranze. Per questo motivo, il Teatro Verdi senza guida diventa il simbolo di una mancanza di visione che il PD denuncia con forza.

 

L’interrogazione in Consiglio Regionale