TAR boccia l’ovovia: il PD di Trieste, “Un’opera inutile e dannosa, ora si cambi strada”

La sentenza del TAR del Friuli Venezia Giulia segna un punto di svolta per Trieste. Il tribunale ha annullato le procedure ambientali alla base dell’ovovia, confermando le ragioni di chi da anni si oppone a un progetto giudicato inutile, costoso e dannoso per l’ambiente.

Le motivazioni del TAR e lo stop all’opera

Il TAR del Friuli Venezia Giulia ha accolto in parte i cinque ricorsi presentati dai residenti a rischio esproprio e dal cartello ambientalista nazionale Lipu-Wwf-Legambiente, annullando due atti fondamentali per l’iter della cabinovia: la Vinca di III livello e la Vas comunale. Senza questi passaggi, il progetto perde basi giuridiche e amministrative.

Il collegio dei giudici ha rilevato che la riduzione di CO2 vantata dal Comune era calcolata in modo generico: l’8% stimato scendeva in realtà all’1,3% a livello metropolitano, insufficiente a giustificare l’impatto devastante sul bosco Bovedo, sito protetto Natura 2000. Anche la Vas comunale è stata dichiarata illegittima per carenza istruttoria e conflitto d’interessi.

Le ragioni del Partito Democratico

Il Partito Democratico di Trieste ha accolto con favore la sentenza, sottolineando come la decisione del TAR confermi quanto denunciato da tempo: l’ovovia non rappresenta una soluzione seria ai problemi di mobilità urbana.

Vogliamo ringraziare il Comitato No Ovovia che con impegno e serietà ha portato avanti una battaglia coraggiosa e competente, offrendo ai cittadini informazioni chiare e basate su dati concreti, contro chi ha tentato di spacciare un’opera inutile come grande innovazione. Ringraziamo anche i consiglieri comunali del PD e degli altri gruppi di opposizione per il ruolo di contrasto svolto in Consiglio in maniera unitaria”.

Ha dichiarato la segretaria del PD di Trieste Maria Luisa Paglia.

Il partito evidenzia come la Giunta abbia ignorato anche il dato del sondaggio che vedeva il 73% dei cittadini contrari al progetto.

Una sconfitta per l’amministrazione comunale

La sentenza rappresenta una pesante bocciatura per la Giunta Dipiazza e per il centrodestra, che hanno difeso fino all’ultimo l’opera. I 48,8 milioni del PNRR sono andati perduti, e i fondi promessi dal Ministero restano incerti.

Ci auguriamo che il centrodestra prenda atto, non insista più su questa strada e si faccia da parte, e siamo certi che i triestini non hanno più nessun dubbio sulla responsabilità politica di questo colossale fallimento, e ne trarranno le conseguenze.”

Conclude Giovanni Barbo, capogruppo dem.

Trasparenza e responsabilità sui 2 milioni già spesi

Oltre 2 milioni di euro risultano già impegnati tra progettazioni, consulenze, comunicazione e contenzioso: risorse pubbliche ora collegate a un iter che il TAR ha dichiarato viziato per carenza istruttoria, sovrapposizione di ruoli e stime false sui benefici ambientali. Di fronte a un esito nullo delle procedure, la città ha diritto a sapere chi risponderà di queste spese.

La responsabilità è tanto politica quanto amministrativa.

Serve una ricostruzione puntuale: elenco dei capitoli di spesa, benefici effettivamente conseguiti, obbligazioni residue e contratti ancora in essere. Nel frattempo vanno congelati pagamenti non dovuti e attivati i meccanismi di recupero per prestazioni non eseguite o non conformi.

Una nuova mobilità per Trieste

Il Partito Democratico di Trieste chiede di cambiare rotta: servono soluzioni concrete e sostenibili per la mobilità urbana, capaci di rispondere ai bisogni dei cittadini e di rispettare l’ambiente. Il tema della mobilità urbana sarà, recuperando e valorizzando l’esperienza accumulata in questi anni di opposizione alla cabinovia, sarà al centro del programma della coalizione di centro-sinistra per le prossime elezioni amministrative comunali.

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