Dentro il Comune. Capire, decidere, amministrare Trieste 4/6

Dentro il Comune. Capire, decidere, amministrare Trieste 4/6

7 Aprile ore 18:00 20:00

Amministrare una città non significa improvvisare. Significa conoscere il funzionamento del Comune, capire dove si decide davvero, usare con responsabilità gli strumenti dell’amministrazione pubblica.

Per questo il Partito Democratico di Trieste promuove “Dentro il Comune. Capire, decidere. Amministrare Trieste”, un corso gratuito di alta formazione politica e amministrativa, articolato in sette incontri che si svolgeranno nelle circoscrizioni cittadine nella prima metà del 2026. Il calendario completo sarà comunicato nel prossimo mese di gennaio.

La quarta lezione «Il Comune e le Circoscrizioni» che sarà tenuta da Nives Cossutta presidente II circoscrizione e Marco Rossetti Cosulich presidente IV circoscrizione, si terrà il martedì 3 marzo alle ore 18 presso la sede del Secondo Circolo PD Casa-Dom Brdina Via di Prosecco 109, Opicina – Trieste.

Il corso è rivolto a chi vuole impegnarsi per Trieste: future candidate e candidati alle elezioni amministrative del 2027, volontarie e volontari della campagna elettorale, attiviste e attivisti, ma anche a chi sente il bisogno di capire meglio come funziona il Comune e come si costruisce una buona amministrazione.

Il percorso è parte di “In Divenire 2027. Trieste dal presente al possibile”, il cammino con cui il PD Trieste costruisce programma, alleanze e candidature insieme alla comunità.

📌 Il corso è gratuito
📌 Non è richiesta l’iscrizione al PD
📌 È aperto a chi condivide un impegno politico di centro-sinistra

👉 Iscrizioni online: https://bit.ly/4prNBEL

+39 040 366 833

Visualizza il sito dell'Organizzatore

Dentro il Comune. Capire, decidere, amministrare Trieste 3/6

Dentro il Comune. Capire, decidere, amministrare Trieste 3/6

3 Marzo ore 18:00 20:00

Amministrare una città non significa improvvisare. Significa conoscere il funzionamento del Comune, capire dove si decide davvero, usare con responsabilità gli strumenti dell’amministrazione pubblica.

Per questo il Partito Democratico di Trieste promuove “Dentro il Comune. Capire, decidere. Amministrare Trieste”, un corso gratuito di alta formazione politica e amministrativa, articolato in sette incontri che si svolgeranno nelle circoscrizioni cittadine nella prima metà del 2026. Il calendario completo sarà comunicato nel prossimo mese di gennaio.

La terza lezione «Il Comune e il Sociale» che sarà tenuta da Luca Salvati consigliere comunale e da Laura Famulari, già assessora al sociale, si terrà il martedì 3 marzo alle ore 18 presso al Quinto Circolo PD in Via della Guardia 44, San Giacomo – Trieste

Il corso è rivolto a chi vuole impegnarsi per Trieste: future candidate e candidati alle elezioni amministrative del 2027, volontarie e volontari della campagna elettorale, attiviste e attivisti, ma anche a chi sente il bisogno di capire meglio come funziona il Comune e come si costruisce una buona amministrazione.

Il percorso è parte di “In Divenire 2027. Trieste dal presente al possibile”, il cammino con cui il PD Trieste costruisce programma, alleanze e candidature insieme alla comunità.

📌 Il corso è gratuito
📌 Non è richiesta l’iscrizione al PD
📌 È aperto a chi condivide un impegno politico di centro-sinistra

👉 Iscrizioni online: https://bit.ly/4prNBEL

+39 040 366 833

Visualizza il sito dell'Organizzatore

Dentro il Comune. Capire, decidere, amministrare Trieste 2/6

Dentro il Comune. Capire, decidere, amministrare Trieste 2/6

Il Partito Democratico di Trieste organizza un evento di formazione politica e amministrativa gratuito, articolato in sette incontri nelle circoscrizioni cittadine. Un percorso aperto a chi vuole capire come funziona il Comune, dove si prendono le decisioni e come contribuire a una buona amministrazione, in vista delle elezioni del 2027.

Dentro il Comune. Capire, decidere, amministrare Trieste 1/6

Dentro il Comune. Capire, decidere, amministrare Trieste 1/6

Il Partito Democratico di Trieste organizza un evento di formazione politica e amministrativa gratuito, articolato in sette incontri nelle circoscrizioni cittadine. Un percorso aperto a chi vuole capire come funziona il Comune, dove si prendono le decisioni e come contribuire a una buona amministrazione, in vista delle elezioni del 2027.

Alta formazione politica e amministrativa: sette incontri per preparare la nuova classe dirigente

Alta formazione politica e amministrativa: sette incontri per preparare la nuova classe dirigente

Il Partito Democratico di Trieste presenta “Dentro il Comune. Capire, decidere. Amministrare Trieste”, un corso di alta formazione politica e amministrativa articolato in sette incontri nelle circoscrizioni cittadine. Un percorso gratuito, aperto anche ai non iscritti, inserito in In Divenire 2027, per preparare candidature, attivisti e volontari alle elezioni amministrative.

Scuola dell’infanzia Dijaški dom, PD: rivalutare la chiusura della sezione slovena

Scuola dell’infanzia Dijaški dom, PD: rivalutare la chiusura della sezione slovena

I consiglieri comunali del Partito Democratico Valentina Repini, Štefan Čok e Stefano Ukmar hanno inviato una lettera al Sindaco Roberto Dipiazza e all’Assessore all’Educazione Maurizio De Blasio per chiedere una seria e lungimirante rivalutazione della decisione di chiudere la sezione slovena della scuola dell’infanzia comunale Oblak Niko, attiva presso il Dijaški dom.

Quella sezione non rappresenta soltanto un presidio educativo, ma anche un simbolo concreto della convivenza linguistica e culturale che caratterizza la nostra città. Una realtà che dovrebbe essere tutelata e rafforzata, in quanto luogo privilegiato per la formazione, la conoscenza reciproca e la coesione sociale fin dalla prima infanzia.»

Lo dichiarano i tre consiglieri.

Pur consapevoli delle difficoltà legate al numero di iscritti – una condizione fisiologica per una realtà minoritaria – i consiglieri sottolineano come l’attuale composizione mista delle sezioni costituisca un’opportunità educativa di grande valore.

L’insegnamento in questo contesto è certamente più complesso dal punto di vista pedagogico: le sezioni sono frequentate sia da bambini che parlano già sloveno e imparano l’italiano, sia da bambini italofoni che si avvicinano per la prima volta allo sloveno. Si tratta di un impegno educativo particolare, che meriterebbe maggiore attenzione e supporto, anche attraverso l’introduzione di parametri specifici, come un numero di bambini per sezione inferiore agli standard ordinari.

Secondo i consiglieri del Partito Democratico, la presenza di due sezioni nella scuola dell’infanzia del Dijaški dom non può essere interpretata come una duplicazione superflua, bensì come un investimento a lungo termine nella pluralità, nel dialogo interculturale e nella coesione sociale.

La presenza di entrambe le sezioni è una scelta lungimirante che, nella fascia educativa 0-6, contribuisce a trasmettere valori fondamentali come il rispetto, l’apertura e la conoscenza dell’altro. Valori di cui Trieste ha storicamente bisogno e che oggi, più che mai, andrebbero coltivati con responsabilità e visione.

È giusto che la minoranza slovena desideri condividere i propri diritti linguistici con l’intera cittadinanza, aprendo l’accesso alla lingua slovena anche a chi vuole impararla, conoscerla o semplicemente avvicinarsi ad essa fin dalla primissima età. Questa disponibilità è un segnale di civiltà, un’opportunità educativa per tutti e un contributo concreto alla costruzione di una società inclusiva e plurale.

Alla luce di quanto espresso, i consiglieri comunali Repini, Čok e Ukmar chiedono formalmente al Sindaco e all’Assessore una rivalutazione approfondita e responsabile della decisione di chiudere la sezione slovena della scuola dell’infanzia Oblak Niko presso il Dijaški dom, affinché non venga dispersa un’esperienza educativa preziosa, capace di promuovere inclusione, dialogo e valorizzazione delle diversità linguistiche e culturali.

 

Demokratska stranka v Občinskem svetu: »Odločitev o zaprtju slovenskega oddelka občinskega vrtca pri Dijaškem domu naj se ponovno preuči – odgovorno in z vizijo«


Občinski svetniki Demokratske stranke Valentina Repini, Štefan Čok in Stefano Ukmar so naslovili pismo na župana Roberta Dipiazzo in odbornika za šolstvo Maurizia De Blasia, v katerem pozivajo k poglobljeni, odgovorni in dolgoročno naravnani ponovni presoji odločitve o zaprtju slovenskega oddelka občinskega vrtca Oblak Niko, ki deluje v prostorih Dijaškega doma.

»Ta oddelek – poudarjajo svetniki – ni le izobraževalna institucija, temveč živ simbol jezikovnega in kulturnega sožitja, ki že dolgo zaznamuje Trst. Gre za pomembno okolje, ki si zasluži zaščito in krepitev, saj otrokom že v najzgodnejših letih omogoča oblikovanje medsebojnega razumevanja in družbene povezanosti.«

Čeprav se zavedajo izzivov, povezanih s številom vpisanih otrok – kar je pričakovano v kontekstu manjšinske skupnosti – svetniki opozarjajo, da ravno mešana sestava oddelkov predstavlja izjemno vzgojno priložnost:

»Delo v takšnem okolju je nedvomno zahtevnejše s pedagoškega vidika: v skupinah sodelujejo tako otroci, ki že govorijo slovensko in se učijo italijanščine, kot tudi italijansko govoreči otroci, ki se s slovenščino srečujejo prvič. Gre za poseben vzgojni izziv, ki si zasluži več pozornosti in sistemske podpore – denimo z določitvijo manjšega števila otrok v oddelku kot predvidevajo običajni standardi.«

Po mnenju svetnikov prisotnosti dveh oddelkov v vrtcu pri Dijaškem domu nikakor ni mogoče obravnavati kot nepotrebno podvajanje, temveč kot strateško naložbo v jezikovno raznolikost, medkulturni dialog in družbeno kohezijo.

»Soobstoj obeh oddelkov – nadaljujejo – je daljnovidna odločitev, ki že v izobraževalnem obdobju 0–6 let otrokom posreduje temeljne vrednote, kot so spoštovanje, odprtost in spoznavanje drugega. To so vrednote, ki jih je Trst skozi zgodovino vedno potreboval – in jih danes potrebuje še toliko bolj. Zdaj je čas, da jih negujemo z odgovornostjo in dolgoročno vizijo.«

»Povsem razumljivo – dodajajo – je, da si slovenska manjšina prizadeva deliti svoje jezikovne pravice z večinskim prebivalstvom, z dostopom do slovenščine vsem, ki si želijo ta jezik spoznati, se ga učiti ali se mu približati že v najnežnejšem obdobju. Ta odprtost je izraz zrele družbe, pomembna izobraževalna priložnost za vse in konkreten prispevek k oblikovanju vključujoče in pluralne skupnosti.«

Ob upoštevanju vsega navedenega svetniki Repini, Čok in Ukmar uradno pozivajo župana in odbornika, naj ponovno in z vso odgovornostjo preučita odločitev o zaprtju slovenskega oddelka vrtca Oblak Niko pri Dijaškem domu, da ne bi bila izgubljena dragocena vzgojno-izobraževalna izkušnja, ki pomembno prispeva k vključevanju, medkulturnemu dialogu in ohranjanju jezikovne ter kulturne raznolikosti

Svastica davanti a scuola slovena: gesto ignobile, urgente risposta immediata

Svastica davanti a scuola slovena: gesto ignobile, urgente risposta immediata

I consiglieri comunali Valentina Repini e Štefan Čok (PD) condannano con assoluta fermezza la comparsa di un simbolo nazista – la svastica – davanti alle scuole slovene in via Caravaggio, nel rione di San Giovanni.

Si tratta di un gesto ignobile e gravissimo, che riapre ferite profonde della nostra storia e ci riporta a tempi oscuri, proprio mentre le studentesse e gli studenti del liceo Carducci-Dante vengono premiati a Roma per la loro ricerca sull’attentato del 1974 contro quella stessa scuola slovena: un lavoro di alto valore civile che rinnova l’impegno per la memoria e i valori della democrazia.

Questa vile azione vandalica non è soltanto un attacco a un luogo di istruzione e crescita, ma un’offesa diretta al messaggio portato avanti dai giovani: che fascismo e nazismo devono restare fuori dalla nostra società e dalla nostra città.

Chiediamo con urgenza alle autorità comunali l’immediata rimozione del simbolo dell’odio, condannando ogni forma di simbologia e ideologia fascista e nazista. Ci attendiamo altresì l’apertura di un’indagine per identificare i responsabili.

Trieste deve continuare ad essere una città di pace, dialogo e convivenza – non un luogo di paura e intimidazione.

Esprimiamo la nostra piena solidarietà alle studentesse e agli studenti, ai docenti e all’intera comunità scolastica, che con il loro impegno dimostrano come l’antifascismo e la memoria storica siano le basi indispensabili di un futuro giusto e democratico.

Kljukasti križ pred slovensko šolo, Repini in Čok (PD): nedopustno mazaško dejanje, ki zahteva takojšen in odločen odziv  

Občinska svetnika Valentina Repini in Štefan Čok (DS) ostro in odločno obsojata pojav nacističnega simbola – kljukastega križa – pred slovenskimi šolami na ulici Caravaggio pri Svetem Ivanu. Gre za nizkotno in izjemno resno dejanje, ki odpira globoke rane naše zgodovine in nas vrača v mračne čase – prav v trenutku, ko dijakinje in dijaki liceja Carducci-Dante v Rimu prejemajo priznanje za svojo raziskavo o atentatu leta 1974 na to isto slovensko šolo. Gre za delo velikega državljanskega pomena, ki potrjuje predanost
vrednotam zgodovinskega spomina in demokracije.

To podlo mazaško dejanje ni zgolj napad na prostor vzgoje in izobraževanja, temveč tudi neposredna žalitev sporočila, ki ga mladi jasno izražajo: da fašizem in nacizem nimata prostora v naši družbi in v našem mestu.
Od mestnih oblasti nujno zahtevava, da nemudoma odstranijo simbol sovraštva ter nedvoumno obsodijo vse oblike fašistične in nacistične simbolike ter ideologije. Prav tako pričakujemo začetek preiskave za identifikacijo odgovornih.

Trst mora ostati mesto miru, dialoga in sobivanja – ne kraj strahu in zastraševanja.
Vso solidarnost izražava dijakinjam in dijakom, njihovim učiteljem ter celotni šolski skupnosti, ki s svojim trudom dokazujejo, da sta antifašizem in zgodovinski spomin temelj pravične in demokratične prihodnosti.

 

Chiude la sezione slovena del Dijaški Dom. “Atto unilaterale, serve rispetto per la minoranza”

Chiude la sezione slovena del Dijaški Dom. “Atto unilaterale, serve rispetto per la minoranza”

Una comunicazione improvvisa, redatta solo in italiano e priva di spiegazioni, ha informato le famiglie della chiusura della sezione slovena della scuola dell’infanzia presso il Dijaški Dom di Trieste. La notizia è arrivata lo scorso 20 giugno, a ridosso della fine dell’anno scolastico, suscitando sconcerto e rabbia tra i genitori, che si sono visti recapitare una decisione unilaterale senza alcun preavviso né possibilità di confronto.

A sollevare il caso in sede politica sono stati i consiglieri comunali Valentina Repini e Štefan Čok (Partito Democratico) e Giorgia Kakovic (Adesso Trieste), che hanno annunciato un’interrogazione per chiedere il ritiro immediato del provvedimento. Per i tre consiglieri, non si tratta di un episodio isolato, ma dell’ennesimo segnale di una politica miope e disinteressata nei confronti della comunità slovena locale e di tutte le famiglie, anche non slovene, che scelgono i percorsi educativi in lingua slovena.

Una rete educativa già indebolita

Nel mirino delle opposizioni non c’è solo la decisione in sé, ma un’intera linea d’azione dell’amministrazione comunale, ritenuta da anni inadeguata rispetto alla tutela della lingua slovena nei servizi per l’infanzia. I casi citati sono numerosi: dalla mancata apertura della sezione nido in sloveno a San Giovanni, alla presenza di personale supplente non sloveno nelle scuole, fino alla totale assenza di requisiti linguistici nei bandi per il servizio mensa. Addirittura, viene segnalato che l’attuale coordinatore dei nidi sloveni non conosce la lingua.

Si tratta di una condizione che mina le basi stesse della tutela delle minoranze linguistiche, che non può essere affidata al caso o al buon senso dei singoli, ma necessita di figure competenti, consapevoli e in grado di garantire la piena applicazione delle norme”.

In effetti, il diritto all’educazione in lingua slovena è sancito da leggi nazionali e accordi internazionali, e non può essere trattato come un semplice optional amministrativo.

Scuole slovene, non un dettaglio

Al di là del rispetto formale delle norme, il tema tocca anche una questione culturale e identitaria. “I servizi educativi in lingua slovena non sono un dettaglio burocratico – si legge nella nota dei consiglieri – ma luoghi vitali dove i bambini, spesso per la prima volta, vivono pienamente la lingua slovena. Senza questi spazi, viene meno un presidio fondamentale di trasmissione linguistica e culturale”.

La chiusura della sezione al Dijaški Dom appare quindi come l’ultimo tassello di una strategia di disimpegno, che secondo le opposizioni mina progressivamente l’intera rete educativa slovena della città.

La richiesta al Comune: cambiare rotta

PD e Adesso Trieste chiedono all’amministrazione un cambio di passo radicale: “Serve una politica equa e responsabile, che riconosca e valorizzi la presenza storica e viva della comunità slovena a Trieste. Non si tratta di favorire qualcuno, ma di rispettare un diritto. E questo diritto, oggi, viene sistematicamente calpestato”.

L’interrogazione è pronta: ora spetterà alla Giunta rispondere, chiarire motivazioni e intenzioni e, forse, rivedere una scelta che rischia di lasciare un segno profondo, non solo tra le famiglie coinvolte, ma in tutta la città.

Il PD di Trieste in visita ai luoghi della memoria: dal campo di Visco alla Casa dei Fratelli Cervi

Il PD di Trieste in visita ai luoghi della memoria: dal campo di Visco alla Casa dei Fratelli Cervi

Nell’ambito del percorso di formazione politica promosso dal Partito democratico di Trieste e inserito all’interno delle iniziative del Comitato 25 aprile, un gruppo del Partito Democratico ha recentemente visitato due luoghi simbolo della memoria antifascista: il campo di concentramento di Visco e la Casa dei Fratelli Cervi a Gattatico.

Il campo di concentramento di Visco, attivo dal febbraio al settembre 1943, fu uno dei luoghi in cui il regime fascista internò civili jugoslavi, tra cui sloveni, croati e bosniaci, sospettati di simpatie partigiane. La visita ha permesso di riflettere sulle atrocità commesse e sull’importanza di preservare la memoria di questi eventi per le generazioni future.

Successivamente, la delegazione si è recata alla Casa dei Fratelli Cervi, simbolo della Resistenza italiana. I sette fratelli furono fucilati dai fascisti il 28 dicembre 1943 per la loro attività partigiana. La loro casa è oggi un museo che testimonia il loro impegno per la libertà e la democrazia.

Questi momenti di riflessione sull’importanza della memoria storica ci spingono a rilanciare il nostro impegno continuo per la difesa dei valori democratici, anche lottando per la dignità dei luoghi della memoria del nostro territorio.”

Lo afferma Štefan Čok, consigliere dem e responsabile Formazione politica del PD di Trieste.

Il Partito Democratico rinnova il suo impegno a promuovere iniziative che rafforzino la consapevolezza storica e la partecipazione civica.”

Aggiunge la segretaria provinciale Maria Luisa Paglia.