Nido di San Giovanni: il PD chiede la sezione slovena e boccia l’appalto

La sezione slovena al nido di San Giovanni è la richiesta che famiglie, educatori e istituzioni hanno indicato con chiarezza. Per il Partito Democratico della VI Circoscrizione, la sezione slovena al nido di San Giovanni non può essere rimandata: serve una scelta concreta, insieme a una gestione capace di garantire qualità e continuità educativa.

Il gruppo consiliare del Partito Democratico della VI Circoscrizione di Trieste ha espresso parere negativo sulla proposta di gestione dei nuovi asili nido di Roiano e San Giovanni, votando assieme a tutte le forze di opposizione.

Durante l’incontro con l’Assessore alle Politiche dell’Educazione e della Famiglia Maurizio De Blasio del 19 gennaio, la consigliera Silvia Marinković, intervenendo a nome del gruppo PD, ha ribadito:

famiglie, educatori e rappresentanti istituzionali hanno espresso con chiarezza una richiesta precisa: attivare una sezione di nido con lingua di insegnamento slovena”.

Per il Partito Democratico, la sezione slovena al nido di San Giovanni è una scelta di inclusione e programmazione educativa, non un dettaglio da rinviare a tempi migliori.

 

La sezione slovena al nido di San Giovanni: domanda reale, non teorica

Il gruppo PD ha ricordato come il rione di San Giovanni ospiti già l’intero percorso scolastico in lingua slovena e come, tuttavia, la domanda reale di posti nido in sloveno sia oggi ampiamente sottostimata dai dati ufficiali. Proprio per questo motivo, la sezione slovena al nido di San Giovanni non può essere trattata come un’ipotesi eventuale: è una risposta strutturale a un bisogno già evidente.

I posti attualmente disponibili, anche in convenzione, sono circa 30, a fronte di una domanda almeno tripla, che riguarda non solo il rione ma anche l’intera città e l’Altipiano. Quindi, se la domanda appare “bassa” nei numeri ufficiali, è anche perché l’offerta oggi non è sufficientemente chiara, stabile e programmata.

 

De Blasio rinvia: ma sulla sezione slovena serve una decisione

La risposta dell’Assessore è stata giudicata dal gruppo PD vaga e deludente, in quanto si è limitata a rinviare ogni valutazione ai futuri dati sulle iscrizioni, senza fornire risposte concrete.

Infatti, aspettare esclusivamente i numeri finali delle domande significa ignorare un punto semplice: senza una scelta esplicita, molte famiglie non riescono a orientarsi o rinunciano. Pertanto, la sezione slovena al nido di San Giovanni va impostata con criteri chiari e verificabili già ora, non dopo l’ennesimo “vediamo”.

 

Appalto e qualità educativa: rischi per continuità e personale

Il parere negativo riguarda inoltre le modalità di gestione proposte, basate sull’affidamento in appalto, ritenute non adeguate a garantire continuità educativa, stabilità lavorativa del personale e qualità del servizio. Inoltre, quando si parla di infanzia, qualità e continuità non sono optional: sono la base della fiducia tra famiglie e istituzioni.

Considerato l’elevato livello qualitativo espresso dagli asili comunali di Trieste, la gestione diretta resta la modalità più idonea a garantire standard elevati anche nei nuovi nidi. Per questo motivo, il PD ribadisce che la sezione slovena al nido di San Giovanni deve poggiare su un impianto solido, non precario.

 

Diritti del personale e coordinamento pedagogico: criticità segnalate

Persistono infine forti preoccupazioni sui diritti dei lavoratori, sugli inquadramenti contrattuali, sui livelli retributivi e sul coordinamento pedagogico, criticità evidenziate anche dalle organizzazioni sindacali.

Quindi, secondo il Partito Democratico, senza garanzie chiare l’esternalizzazione può tradursi in instabilità per il personale e, di conseguenza, in minore qualità per bambine e bambini. Pertanto, la scelta sulla sezione slovena al nido di San Giovanni non può essere separata dal modello gestionale: inclusione e qualità camminano insieme o non camminano proprio.

 

Un confronto pubblico sulla domanda e sulla sezione slovena

Il gruppo consiliare del Partito Democratico della VI Circoscrizione, costituito da Sandra Di Febo, Rossana Zagaria, Silvia Marinković e Marco Zanola, conferma il proprio impegno a monitorare i dati sulle iscrizioni e a rendere pubblico il confronto sulla domanda reale delle famiglie.

Inoltre, continuerà a sostenere un sistema educativo inclusivo, di qualità e rispettoso dei diritti linguistici e del lavoro: perché la sezione slovena al nido di San Giovanni non è una gentile concessione, ma una risposta educativa necessaria per una città plurale come Trieste.