Sessismo in Aula, il PD attacca Dipiazza: «Parole inaccettabili per una città come Trieste»

La vicenda del sessismo in aula a Trieste non può essere minimizzata. Nel Consiglio comunale si è verificato un episodio che mette in discussione rispetto istituzionale e dignità democratica. Per questo motivo il Partito Democratico interviene con fermezza, chiedendo responsabilità, rispetto e linguaggio adeguato alle istituzioni.

Nel corso della seduta di ieri sera del Consiglio comunale, la consigliera del Movimento 5 Stelle Alessandra Richetti è stata apostrofata dal sindaco con una frase di estrema gravità: «Non mi sono mai fatto comandare da una donna».

Sessismo in aula e cultura politica arretrata a Trieste

Non si tratta di una battuta né di una scivolata. È un’affermazione che rivela una cultura politica arretrata, discriminatoria e profondamente maschilista. In un’aula istituzionale, nel 2025, un sindaco non sta semplicemente rispondendo a una consigliera: sta delegittimando una donna in quanto donna, non per le sue idee ma per il suo genere. Ed è questo che rende quelle parole inaccettabili.

Lo afferma la segretaria del PD, Maria Luisa Paglia. Inoltre sottolinea come il tema del sessismo in aula a Trieste non sia una semplice polemica del momento, bensì il segnale di una cultura politica che deve essere superata. In un’aula istituzionale le parole pesano e contribuiscono a modellare la società. Pertanto è doveroso che chi governa dimostri rispetto, responsabilità e consapevolezza del proprio ruolo pubblico.

Trieste è una città storicamente civile, aperta ed evoluta. Una città di donne libere, competenti e autorevoli, che da decenni studiano, lavorano, amministrano e rappresentano le istituzioni. Chi governa questa città dovrebbe esserne all’altezza, nel linguaggio e nei comportamenti.

Dignità democratica e rispetto delle istituzioni

La solidarietà politica, oggi, non è una questione di appartenenza ma di dignità democratica. Difendere una consigliera offesa in questo modo significa difendere tutte le donne e il rispetto delle istituzioni. Per questo motivo il Partito Democratico considera indispensabile una presa di posizione chiara contro il linguaggio sessista.

Perché il problema non è chi “comanda”, il problema è chi non accetta il confronto alla pari.

Le Donne Democratiche esprimono forte indignazione per la frase sessista pronunciata dal sindaco Roberto Dipiazza nel corso dell’ultimo Consiglio comunale. Parole che non solo risultano offensive, ma che rivelano una cultura inaccettabile, soprattutto se espresse da chi ricopre un ruolo istituzionale di primo piano.

Responsabilità istituzionale contro il linguaggio sessista

Quanto accaduto in Consiglio comunale è grave e non può essere minimizzato come una battuta infelice

Lo ha dichiarato Monica Hrovatin, portavoce delle Donne Democratiche, sottolineando che il linguaggio politico non è mai neutro: contribuisce a costruire cultura, a legittimare comportamenti e a rafforzare stereotipi che da troppo tempo penalizzano le donne. Per questo motivo è fondamentale che chi ricopre ruoli istituzionali dia l’esempio.

Le Donne Democratiche ribadiscono la necessità di un impegno concreto contro ogni forma di discriminazione di genere e chiedono che le istituzioni siano le prime a promuovere rispetto, parità e dignità per tutte e tutti. Solo così episodi di sessismo in aula a Trieste non troveranno più spazio nella vita democratica della città.