La proposta di secessione di Domio e Aquilinia, con il distacco delle aree appartenenti al Comune di San Dorligo della Valle e la loro riassegnazione a Trieste e Muggia, non offre risposte concrete ai residenti. Secondo il Partito Democratico, dietro il ridisegno dei confini si intravede soprattutto un’operazione politica in vista delle elezioni provinciali.
La secessione di Domio e Aquilinia è una proposta irricevibile
La proposta del consigliere Lippolis di staccare quelle parti di Domio e di Aquilinia che appartengono al Comune di San Dorligo della Valle per aggregarle rispettivamente a Trieste e Muggia è sbagliata e irricevibile. La respingiamo con decisione. I confini di un Comune non si ridisegnano tracciando una riga sulla carta»
Lo afferma Maria Luisa Paglia, segretaria provinciale del Partito Democratico di Trieste, replicando alla conferenza stampa organizzata dalle opposizioni di centrodestra a San Dorligo della Valle.
La secessione di Domio e Aquilinia non rappresenterebbe una soluzione amministrativa ai problemi sollevati dai residenti. Al contrario, si configurerebbe come un’operazione politica che pretende di cancellare la complessità del territorio attraverso una modifica artificiale dei suoi confini.
Il sospetto è che questa “clamorosa proposta” serva soprattutto a inaugurare, con discreto anticipo, la campagna elettorale per le Province. Evidentemente, quando mancano le soluzioni concrete, si prova a ridisegnare le circoscrizioni nella speranza di ottenere qualche vantaggio elettorale.
In altre parole, Lippolis sembra voler imitare Donald Trump, applicando alla realtà locale la logica di chi ridisegna i collegi e i confini territoriali secondo la propria convenienza politica. Tuttavia, Domio e Aquilinia non sono caselle da spostare per favorire la destra alle prossime elezioni provinciali.
La proposta di Lippolis impoverirebbe il territorio
La proposta di Lippolis appare ancora più grave perché arriva da un consigliere eletto per rappresentare gli interessi del Comune di San Dorligo della Valle – Dolina.
Lippolis dovrebbe quindi tutelare l’integrità, le risorse e le prospettive della comunità nella quale è stato eletto. Invece, si fa promotore di un progetto che rischierebbe di depauperare il territorio comunale, sottraendogli abitanti, attività imprenditoriali e insediamenti industriali.
Inoltre, la secessione di Domio e Aquilinia avrebbe conseguenze rilevanti anche sul piano economico. Il trasferimento di residenti e imprese verso Trieste e Muggia determinerebbe infatti una riduzione del gettito fiscale e delle entrate disponibili per finanziare i servizi comunali.
Un rappresentante istituzionale dovrebbe lavorare per rafforzare il territorio che amministra, migliorandone i collegamenti, i servizi e la qualità della vita. Promuoverne lo smembramento e l’impoverimento in nome di una presunta semplificazione amministrativa significa tradire il mandato ricevuto dagli elettori.
Il Comune di San Dorligo della Valle perderebbe abitanti e risorse
Il Comune di San Dorligo della Valle verrebbe privato non soltanto di una parte significativa della propria popolazione, ma anche di attività economiche e produttive che contribuiscono alla ricchezza e alla tenuta finanziaria dell’intera comunità.
Per questo motivo, la secessione di Domio e Aquilinia non può essere presentata come un semplice aggiustamento amministrativo. Si tratterebbe di una scelta destinata a modificare profondamente gli equilibri territoriali, economici e istituzionali del Comune.
Una proposta di questa portata dovrebbe almeno essere accompagnata da analisi rigorose sui servizi, sulle entrate, sulla rappresentanza democratica e sulle conseguenze per i cittadini. Finora, invece, sono emersi soprattutto slogan e argomenti politici rivolti alla prossima competizione elettorale.
Trieste non è la soluzione ai problemi delle periferie
Paglia richiama anche la situazione del capoluogo e i risultati delle amministrazioni guidate dal centrodestra:
Prima di presentare Trieste come la risposta a ogni problema, il centrodestra dovrebbe guardare ai risultati delle amministrazioni che governa. Sul piano della sicurezza, dei lavori pubblici e dei servizi ai cittadini, Trieste non rappresenta certamente un modello»
Le periferie triestine denunciano da tempo disattenzione, scarsa manutenzione e una progressiva riduzione dei servizi. Inoltre, l’insoddisfazione appare ormai evidente anche in una parte dell’elettorato di centrodestra.
Pertanto, l’aggregazione proposta non migliorerebbe la vita dei residenti. Al contrario, rischierebbe di trasformare Domio e Aquilinia nella periferia delle periferie, rendendole ancora più lontane dai luoghi nei quali vengono assunte le decisioni.
La secessione di Domio e Aquilinia non risolverebbe neppure i problemi di viabilità, sicurezza o accesso ai servizi. Per affrontare queste criticità servono investimenti, collaborazione tra enti e un confronto serio con i cittadini, invece di una revisione dei confini costruita sulla convenienza politica del momento.
Risorse regionali ai Comuni e collaborazione istituzionale
Nel testo precedentemente pubblicato sulla proposta riguardante Domio e Aquilinia, per un errore di attribuzione, alcune considerazioni del consigliere Antonio Lippolis erano state riferite alla deputata Nicole Matteoni. Ci scusiamo con l’onorevole Matteoni per l’inesattezza.
Il passaggio corretto è il seguente:
Nel corso della conferenza stampa, il consigliere Lippolis ha richiamato il fatto che il Comune di San Dorligo della Valle, quando chiede risorse alla Regione, si rivolge a un’amministrazione guidata dal centrodestra, lamentando una disponibilità al dialogo che, a suo giudizio, non sarebbe reciproca»
Riteniamo, tuttavia, che sia opportuno mantenere sempre distinti il confronto politico e la necessaria collaborazione tra istituzioni.
Le risorse regionali ai Comuni sono risorse pubbliche e devono essere assegnate sulla base delle competenze, dei bisogni e delle priorità dei territori. Il dialogo tra Comune e Regione deve quindi prescindere dal colore politico delle rispettive amministrazioni.
Confondere il doveroso rapporto tra istituzioni con una forma di riconoscenza politica è grave. La Regione ha infatti il compito di sostenere tutti i Comuni e di collaborare con essi quando le competenze si intrecciano, come avviene, per esempio, in materia ambientale e nella gestione della fauna selvatica.
Trasformare l’assegnazione delle risorse in un argomento di pressione politica significa indebolire il principio di leale collaborazione istituzionale. Inoltre, alimenta l’idea inaccettabile che un Comune debba mostrare gratitudine verso chi governa la Regione per ottenere fondi che appartengono all’intera collettività.
Per tutte queste ragioni, la contrarietà del Partito Democratico alla proposta di secessione delle due località è netta. Domio e Aquilinia non possono essere separate con una riga sulla carta, né sacrificate per inaugurare la campagna elettorale della destra in vista delle elezioni provinciali.




