Il rendiconto del Comune di Trieste evidenzia un divario imbarazzante tra opere programmate e realizzate. Il Partito Democratico denuncia una distanza crescente tra annunci e risultati concreti, chiedendo chiarezza e responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche.
Giovanni Barbo, capogruppo PD in Comune, interviene a nome del gruppo sul rendiconto discusso ieri sera in Consiglio comunale, evidenziando una forte discrepanza tra quanto annunciato e quanto effettivamente realizzato.
Inoltre, il dibattito sul rendiconto del Comune di Trieste riporta al centro una questione ormai ricorrente: la difficoltà dell’amministrazione nel trasformare le promesse in interventi concreti sul territorio.
Se per il rendiconto si usa la metafora della fotografia di ciò che è stato fatto per onestà intellettuale bisognerebbe confrontarla con il “rendering”, ovvero con quanto era stato annunciato a inizio 2025 nel bilancio preventivo».
Lo dichiara Giovanni Barbo.
Opere pubbliche: promesse e realtà a confronto
Secondo il gruppo PD, a fronte di circa 270 milioni di euro di opere pubbliche previste, nel corso del 2025 ne sono state realizzate per poco più di 70 milioni.
Tuttavia, si tratta proprio dell’anno in cui sono state incassate risorse rilevanti, come quelle legate al Carciotti, che avrebbero dovuto imprimere un’accelerazione agli investimenti.
Il rendiconto del Comune di Trieste, quindi, mostra una distanza evidente tra pianificazione e attuazione. Inoltre, questa forbice rischia di compromettere la credibilità stessa della programmazione amministrativa, trasformando il bilancio preventivo in un esercizio più teorico che operativo.
Strade e manutenzioni: investimenti insufficienti
Di questi oltre 70 milioni spesi, meno del 10% è stato destinato a strade e marciapiedi. Nel frattempo, però, continuano a moltiplicarsi i problemi e le segnalazioni da parte dei cittadini, che ogni giorno si confrontano con criticità diffuse nella manutenzione urbana.
Per questo motivo, il Partito Democratico sottolinea come il rendiconto del Comune di Trieste non risponda adeguatamente ai bisogni concreti della città. Inoltre, la scelta di destinare risorse limitate a interventi essenziali rischia di aggravare ulteriormente il divario tra amministrazione e cittadini.
Risorse bloccate e ritardi: il nodo PNRR e grandi opere
Il Partito Democratico evidenzia inoltre come una quota significativa di risorse risulti attualmente bloccata. Infatti, considerando i fondi fermi per contenziosi, il progetto della cabinovia e gli accantonamenti relativi ai contributi PNRR – per opere che rischiano di non essere completate nei tempi previsti – si arriva a oltre 70 milioni di euro.
Tanti soldi bloccati quanto quelli effettivamente spesi. Una situazione che, quindi, solleva interrogativi sulla capacità di gestione e sulla reale efficacia dell’azione amministrativa.
In questo contesto, il rendiconto del Comune di Trieste assume un valore politico oltre che contabile, perché mette in luce ritardi strutturali e criticità che non possono più essere ignorate.
Il problema è evidente. Prenderne atto, anziché continuare a fare annunci, è un dovere nei confronti dei cittadini».
Conclude Barbo.
Trasparenza e responsabilità: una richiesta alla Giunta
Il Partito Democratico ribadisce quindi la necessità di un cambio di passo. Tuttavia, non si tratta solo di migliorare i numeri, ma di ristabilire un rapporto di fiducia con la città, basato su trasparenza, responsabilità e risultati verificabili.
Per questo motivo, il rendiconto del Comune di Trieste dovrebbe diventare uno strumento di verità, utile a misurare ciò che è stato fatto e, soprattutto, ciò che resta ancora da fare.


