La protesta delle Forze dell’Ordine a Trieste riporta al centro il tema della sicurezza urbana e delle condizioni di lavoro di chi ogni giorno presidia il territorio. Il Partito Democratico sostiene le richieste di poliziotti e militari, denunciando la contraddizione di chi parla di sicurezza ma non investe nelle donne e negli uomini in divisa.
La protesta delle donne e degli uomini in divisa è da sostenere perché denuncia l’ipocrisia di chi propaganda la sicurezza a parole ma taglia le risorse nei fatti”.
Così il consigliere comunale del PD Luca Salvati, che ieri, giovedì 18 giugno, era presente al presidio promosso davanti alla Prefettura di Trieste dal sindacato di polizia Silp Cgil insieme alle sigle militari Siam (Aeronautica) ed Lrm (Esercito).
Proporre un aumento salariale inferiore al 6% a fronte di un’inflazione reale superiore al 17% rappresenta una vera beffa per lavoratrici e lavoratori del comparto sicurezza. A questo si aggiunge l’assenza di adeguate tutele previdenziali per i giovani agenti, che rischiano di pagare il prezzo più alto di una politica che continua a chiedere sacrifici senza garantire prospettive.
La protesta delle Forze dell’Ordine a Trieste nasce proprio da queste criticità e richiama l’attenzione del Governo sulla necessità di investire concretamente nelle persone che garantiscono ogni giorno la sicurezza dei cittadini. Infatti, senza un adeguato riconoscimento economico e professionale, diventa sempre più difficile attrarre nuove risorse e garantire un ricambio generazionale efficace.
Protesta delle Forze dell’Ordine a Trieste
I sindacati hanno evidenziato una situazione ormai gravissima per quanto riguarda gli organici. La Questura di Trieste opera infatti con una carenza di personale che si aggira attorno al 30%, mentre l’età media degli operatori supera ormai i 48 anni.
Si tratta di numeri che incidono direttamente sulla capacità di presidiare il territorio e di rispondere alle esigenze della comunità. Inoltre, il rafforzamento massiccio ed esclusivo della Polizia di Frontiera, pur senza risultati proporzionati nel contenimento dei flussi migratori, aggrava ulteriormente lo squilibrio tra le diverse funzioni di sicurezza, penalizzando il controllo quotidiano della città e dei quartieri.
Per una città di confine come Trieste, la sicurezza richiede invece un equilibrio tra il controllo delle frontiere e il presidio del territorio urbano. Pertanto, concentrare uomini e risorse quasi esclusivamente su una sola funzione rischia di lasciare scoperti altri ambiti essenziali per la tutela dei cittadini.
Carenza di organici nella Questura di Trieste
La carenza di organici nella Questura di Trieste non è soltanto una questione sindacale, ma un problema che riguarda direttamente la qualità del servizio offerto ai cittadini. Infatti, turni più gravosi, età media elevata e personale insufficiente rendono più difficile garantire una presenza costante sul territorio.
Per questo motivo, le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali meritano una risposta concreta da parte del Governo. Investire nelle donne e negli uomini delle Forze dell’Ordine significa investire nella sicurezza reale delle comunità locali.
Sicurezza urbana a Trieste: servono investimenti, non propaganda
Per il Partito Democratico il tema della sicurezza urbana a Trieste non può essere affrontato attraverso slogan o campagne propagandistiche. Al contrario, servono investimenti negli organici, nella formazione, nelle dotazioni e nelle condizioni di lavoro delle Forze dell’Ordine.
La sicurezza si costruisce infatti garantendo una presenza capillare sul territorio, rafforzando la collaborazione tra istituzioni e comunità locali e sostenendo chi svolge un servizio essenziale per il Paese. Per questo motivo il Governo dovrebbe ascoltare con attenzione le rivendicazioni espresse dai sindacati e aprire un confronto serio sulle criticità denunciate.
Il PD è dalla parte dei lavoratori delle Forze dell’Ordine e delle organizzazioni sindacali nel rivendicare maggiore attenzione da parte del Governo, anche per affrontare con efficacia il tema della sicurezza urbana. Una sicurezza che richiede risorse, personale e programmazione, non l’ipocrisia di chi utilizza il tema per costruire consenso politico mentre riduce gli investimenti necessari a garantire servizi efficienti e un adeguato presidio del territorio.




