Il Partito Democratico di Trieste lancia l’allarme sul blocco istituzionale che colpisce il Porto. Le dimissioni di Antonio Gurrieri aggravano una crisi già in atto, causata — secondo il PD — dall’inerzia del centrodestra. Di seguito, la nota ufficiale della segretaria provinciale Maria Luisa Paglia.
Il PD: “Serve subito una guida autorevole”
Il Partito Democratico di Trieste esprime forte preoccupazione per la situazione di stallo che colpisce il Porto di Trieste, aggravata dalle dimissioni del commissario Antonio Gurrieri, che rinuncia alla nomina a presidente.
“La scelta di Gurrieri, pur rispettabile sul piano personale, lascia il porto senza guida in un momento cruciale per la nostra economia. Una crisi istituzionale generata dall’inerzia della destra, che ci lascia senza presidente e senza segretario generale, paralizzando l’operatività dello scalo.”
Lo dichiara la segretaria provinciale del PD, Maria Luisa Paglia, che ribadisce come la scelta di puntare, a suo tempo, su Zeno D’Agostino da parte di Debora Serracchiani e Roberto Cosolini fosse lungimirante e nell’interesse del territorio. Il lavoro era considerato l’infrastruttura più importante per lo sviluppo del porto, visione da conservare assolutamente.
“Oggi paghiamo l’assenza di una visione politica e strategica. Il PD chiede che si mettano subito in campo figure competenti, svincolate da logiche spartitorie. Il Porto è il motore economico della città e non può rimanere fermo.”
Trieste non può permettersi la paralisi del Porto
“Trieste non può permettersi un’estate di paralisi. Serve subito una guida credibile e capace di restituire al nostro porto il ruolo che merita.”
Conclude Paglia.
Il PD vigilerà sulla gestione del Porto
Il Partito Democratico continuerà a vigilare affinché la governance del Porto di Trieste sia ricostruita su basi solide e trasparenti, con l’obiettivo di garantire al territorio sviluppo economico e occupazione.




