Le politiche abitative a Trieste sono una delle sfide più urgenti per il futuro della città. Tra aumento degli affitti, difficoltà di accesso alla casa e nuove esigenze di studenti e lavoratori temporanei, il diritto all’abitare richiede risposte concrete e una visione di lungo periodo.
Nel pomeriggio di giovedì 28 maggio, la coalizione Futuro in Comune ha svolto la sua seconda iniziativa pubblica: “Facciamo la casa giusta. Nuove politiche abitative per una città viva e accessibile”, presso il Circolo AUSER Pino Zahar di Melara.
L’incontro ha rappresentato un momento centrale per la coalizione e un’occasione aperta alla cittadinanza per avviare un confronto concreto su uno dei nodi più urgenti per il futuro di Trieste: il tema dell’abitare, in tutti i suoi molteplici aspetti.
Negli ultimi anni, infatti, la città ha visto crescere le difficoltà di accesso alla casa. L’aumento degli affitti, la riduzione dell’offerta abitativa disponibile, le lunghe attese per l’edilizia pubblica e la crescente domanda da parte di studenti, ricercatori e lavoratori temporanei hanno contribuito ad aggravare una situazione già complessa. Per questo motivo, le politiche abitative a Trieste non possono essere considerate un tema settoriale, ma una priorità sociale, economica e urbana.
Politiche abitative e diritto all’abitare
L’iniziativa è stata un momento di riflessione e approfondimento ma, allo stesso tempo, anche un’occasione di confronto con i cittadini e di elaborazione condivisa.
I lavori, moderati dal giornalista Cristiano Degano, sono stati introdotti da Elena Marchigiani, architetta e urbanista, che ha affrontato la complessità delle politiche abitative, intrinsecamente collegate alle politiche di welfare e alla gestione del patrimonio pubblico.
L’urbanista ha invitato i partecipanti a riflettere su come il diritto alla casa stia diventando sempre più difficile da garantire per un numero crescente di persone.
Sono quindi intervenuti Andrea Zini, assessore del Comune di Udine con deleghe a Politiche abitative per l’edilizia sociale, Pianificazione territoriale, Edilizia privata, Protezione civile e Sviluppo del personale e benessere organizzativo, e Francesca Maletti, vicesindaca del Comune di Modena e assessora a Sanità, Salute, prevenzione e sani stili di vita, Politiche abitative e Piano per la Casa.
Pur partendo dalle differenti realtà di Udine e Modena, entrambi hanno sottolineato, dalla prospettiva concreta dell’amministrazione locale, la complessità di questo tema politico cruciale per le città. Di fronte a fragilità sempre più diffuse e diversificate, hanno evidenziato la necessità di un lavoro di squadra: innanzitutto tra i diversi assessorati comunali, ma anche lungo l’asse istituzionale tra Comune e Regione e, quando necessario, attraverso politiche nazionali da parte del Governo, oggi troppo spesso assenti.
Inoltre, il confronto ha messo in luce come il diritto all’abitare sia strettamente legato alla qualità della vita, alla coesione sociale e alla capacità di una città di trattenere giovani, famiglie, lavoratori e competenze. Le politiche abitative a Trieste devono quindi diventare uno strumento di inclusione e non una semplice gestione dell’emergenza.
Emergenza casa a Trieste: ascoltare i cittadini
La seconda parte dell’incontro è stata dedicata a un momento più partecipativo e informale. La coalizione ha voluto confrontarsi sulle proposte elaborate finora in materia di politiche abitative e raccogliere idee, osservazioni, dubbi, critiche e suggerimenti da parte dei cittadini.
Accanto a un poster introduttivo, che offriva un quadro generale della situazione abitativa e delle principali sfide affrontate durante l’incontro, erano esposti cinque poster tematici dedicati ad alcuni aspetti specifici:
- strumenti per monitorare la situazione abitativa e rendere più efficaci le politiche della casa;
- interventi a breve termine per sostenere chi oggi ha bisogno di un alloggio;
- misure per tutelare i proprietari di casa;
- interventi di medio e lungo periodo per migliorare la pianificazione urbana e sociale della città;
- proposte dedicate alla popolazione studentesca e ai lavoratori temporanei.
Il tema degli studenti e dei lavoratori in mobilità è particolarmente rilevante per una città universitaria e scientifica come Trieste, che ogni anno accoglie persone provenienti da altre regioni e dall’estero. La disponibilità di alloggi accessibili rappresenta quindi un fattore strategico anche per la crescita economica, culturale e demografica del territorio.
Tuttavia, senza strumenti efficaci di monitoraggio, senza una pianificazione pubblica adeguata e senza un coordinamento tra politiche sociali, urbanistiche e abitative, il rischio è quello di rincorrere le emergenze anziché governarle. Per questo motivo, il confronto promosso da Futuro in Comune ha scelto di partire dall’ascolto diretto della cittadinanza.
Proposte per una città viva e accessibile
Dopo aver letto le proposte ed essersi confrontati con i membri della coalizione, i partecipanti hanno avuto la possibilità di lasciare contributi, osservazioni, integrazioni, critiche e ulteriori proposte, che saranno successivamente analizzati con grande attenzione.
Per la coalizione è fondamentale comprendere bisogni, priorità e punti di vista differenti, con l’obiettivo di costruire proposte più solide e realmente utili per la città.
Al termine dell’attività, il materiale raccolto e organizzato per temi e affinità ha superato i 50 contributi.
Un risultato che conferma quanto il tema della casa sia sentito dai cittadini e quanto esista la necessità di costruire politiche pubbliche capaci di coniugare inclusione sociale, rigenerazione urbana, sostenibilità e sviluppo. Pertanto, le politiche abitative a Trieste devono essere pensate come parte di una visione più ampia di città: viva, accessibile, solidale e capace di rispondere ai cambiamenti sociali.
Per Futuro in Comune, il diritto all’abitare non può essere considerato una questione marginale, ma uno degli strumenti fondamentali per contrastare disuguaglianze, spopolamento e precarietà. Una città che non garantisce accesso alla casa, infatti, rischia di diventare meno giusta, meno attrattiva e meno capace di costruire futuro. Ma evidentemente serviva un’intera epoca storica per ricordarci che senza case accessibili le persone fanno fatica a vivere nelle città. Misteri dell’urbanistica applicata alla realtà.
La coalizione Futuro in Comune comprende Adesso Trieste, Alleanza Verdi-Sinistra, Italia Viva, Lista Russo Punto Franco, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Rifondazione Comunista.




