Ovovia, Serracchiani: “Fondi da salvare per la mobilità sostenibile a Trieste”

Il progetto dell’ovovia Trieste-Porto Vecchio-Carso è destinato a fermarsi definitivamente. Debora Serracchiani sollecita il ministro Salvini e la Regione a non disperdere le risorse e a destinarle a opere concrete di mobilità sostenibile per Trieste.

L’interrogazione parlamentare e lo stop al progetto

La cosiddetta ‘ovovia’ sta avviandosi a finire nel magazzino delle ‘incompiute’ com’era giusto, bisogna già pensare al dopo e lavorare affinché rimangano assegnati a Trieste i fondi che dovevano andare nella funicolare. Perciò nella mia nuova interrogazione parlamentare ho chiesto al ministro Salvini se abbia già preso in considerazione di preservare la dotazione finanziaria a beneficio del Comune di Trieste per opere di mobilità cittadina sostenibile che, contrariamente alla cabinovia, non creino un impatto sull’ambiente superiore di quello che dovrebbero alleggerire”.

La deputata del Partito Democratico Debora Serracchiani ha depositato un interrogazione alla Camera in merito al nuovo stop subito dal progetto della cabinovia Trieste-Porto Vecchio-Carso. Un progetto che, nel corso degli anni, ha affrontato numerosi arresti e difficoltà autorizzative.

Fondi da salvare per la mobilità cittadina

Dopo anni di contrapposizione tra amministrazione comunale e cittadini, e dopo la perdita dei fondi europei, l’attenzione si sposta ora sulla necessità di salvaguardare le risorse statali. Serracchiani richiama la responsabilità della Regione Friuli Venezia Giulia, invitando il presidente Massimiliano Fedriga a interrompere il confronto sterile con i cittadini e a garantire che i fondi vengano utilizzati per progetti di mobilità sostenibile a Trieste.

Critiche a Salvini e alla giunta locale

Da parte nostra dimenticheremo che per Salvini i lavori dovevano iniziare questa estate e finire nel 2027”.

Precisa Serracchiani, sottolineando le incongruenze nelle promesse del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. La deputata del PD critica anche l’atteggiamento del centrodestra locale, che rischia di trascinare la questione dell’ovovia in campagna elettorale, tenendo la città bloccata su un dibattito ormai sterile.

Trieste ha bisogno di nuove priorità

Non è utile alla città che il dibattito rimanga ingessato per anni sulla cabinovia. Ci sono questioni economiche e sociali pressanti che dovrebbero essere al centro di una città che non cresce, invecchia e perde identità e ci sono settori o esponenti del centrodestra che non aspettano altro se non uscire da questa situazione imbarazzante e non trascinarla in campagna elettorale.

Il sostegno del PD Trieste all’interrogazione parlamentare

Accogliamo e sosteniamo con forza l’interrogazione parlamentare dell’on. Debora Serracchiani: i fondi destinati a Trieste non devono andare persi, ma subito impiegati per progetti di mobilità sostenibile, capaci di migliorare davvero la vita quotidiana dei cittadini.

Lo dichiara Maria Luisa Paglia, segretaria del Partito Democratico di Trieste, sottolineando come l’impegno parlamentare debba tradursi in scelte concrete a livello locale.

La proposta alternativa: un tram moderno e sostenibile

Il Partito Democratico ribadisce la propria visione per la città: un sistema di trasporto pubblico innovativo e sostenibile, capace di connettere in modo efficiente le diverse aree urbane. L’alternativa concreta è un tram elettrico, silenzioso e a emissioni zero, in grado di collegare Campi Elisi, Campo Marzio, la stazione Marittima, la stazione Centrale, il Porto Vecchio e Barcola.

Un’infrastruttura di questo tipo garantirebbe minore impatto ambientale, maggiore sicurezza e una qualità della vita urbana paragonabile a quella di molte capitali europee, dove simili progetti sono già in fase avanzata grazie ai fondi PNRR.

Dopo anni persi dietro a un progetto sbagliato come la cabinovia è tempo di voltare pagina: Trieste merita serietà, ascolto e investimenti utili alla comunità”.

Conclude Paglia, tracciando un percorso chiaro per un futuro di mobilità moderna e condivisa.

Il testo dell’interrogazione