Moschea di via della Maiolica, il PD smonta la propaganda di Cisint: nessuna sicurezza, solo ideologia

La polemica sulla moschea di via della Maiolica riporta al centro del dibattito cittadino il tema della sicurezza reale e dell’integrazione. Il Partito Democratico di Trieste interviene per respingere una campagna ideologica che nulla ha a che vedere con l’interesse pubblico.

Le iniziative annunciate da Anna Maria Cisint sulle strutture della comunità islamica triestina non hanno nulla a che vedere con la sicurezza, con il rispetto delle regole o con l’interesse della città.

Si tratta dell’ennesima operazione di visibilità politica costruita in assenza di idee e proposte concrete, che alimenta divisioni e tensioni sociali.

Se davvero l’eurodeputata fosse interessata alla sicurezza reale dei cittadini saprebbe che una delle emergenze più gravi del Paese riguarda l’edilizia scolastica, con la maggior parte degli edifici in Italia non a norma e sotto finanziati. Su questo, però, da Cisint non arriva mai una parola.

Lo afferma Maria Luisa Paglia, segretaria del PD triestino, sottolineando come il tema della sicurezza venga piegato a una narrazione ideologica, mentre si ignorano problemi strutturali che incidono concretamente sulla vita dei cittadini.

 

Trieste e una storia di integrazione radicata

Trieste non ha bisogno di inquisizioni importate da altri contesti. L’integrazione qui è una pratica quotidiana, radicata nella storia della città, che conosce la presenza della comunità musulmana fin dal 1719.

La moschea di via della Maiolica è stata costruita anche grazie al contributo gratuito di manovalanze triestine.

Inoltre, l’associazione culturale islamica svolge da anni attività educative e sociali, come corsi di lingua e doposcuola gratuiti aperti a bambini di qualsiasi religione, in collaborazione con le scuole cittadine.

Altro che zone d’ombra: a Trieste c’è lavoro educativo, sociale e culturale, quello che la destra sistematicamente ignora perché non funzionale alla propaganda.

Conclude Paglia

 

Un’operazione che mette in difficoltà la stessa amministrazione

Il paradosso è che Cisint con la sua azione e il suo atteggiamento mette in discussione l’Amministrazione Comunale, guidata dai suoi compagni di partito e di coalizione.

Lo afferma Giovanni Barbo, capogruppo PD in Consiglio comunale.

Una contraddizione evidente che conferma la natura strumentale dell’iniziativa, più utile alla visibilità personale che alla gestione responsabile della città.

 

Sicurezza vera e coesione sociale, non propaganda

Il Partito Democratico respinge con forza questa operazione. Trieste non è un terreno di caccia elettorale né il palcoscenico di crociate ideologiche. È una città aperta e plurale che ha bisogno di sicurezza vera, fatta di prevenzione, investimenti, rispetto delle regole e coesione sociale.