Scuola Sauro: grave lasciare senza mensa una classe a tempo pieno

Il caso della mensa della scuola Sauro apre una questione politica e sociale che riguarda il diritto allo studio, l’organizzazione dei servizi comunali e l’equità tra famiglie. Alla primaria Sauro dell’Istituto Comprensivo Dante Alighieri, una classe prima a tempo pieno rischia infatti di restare senza un servizio essenziale.

 

Mensa scuola Sauro: il caso sollevato da Pucci

Il Comune di Trieste non garantirà il servizio mensa a tutti gli alunni iscritti alle classi prime a tempo pieno della scuola primaria Sauro dell’Istituto Comprensivo Dante Alighieri. Una situazione giudicata grave dalla consigliera comunale del Partito Democratico Rosanna Pucci, che ha depositato una mozione in Consiglio comunale per chiedere un intervento urgente dell’amministrazione.

Secondo quanto comunicato dall’Istituto Comprensivo Dante Alighieri con la circolare del 18 giugno, a fronte di 42 bambini iscritti alle classi prime della scuola Sauro, il Comune garantirà soltanto 22 pasti. I restanti venti bambini rischiano quindi di restare esclusi dal servizio mensa comunale, costringendo la scuola a rivolgersi a un soggetto esterno per assicurare comunque il pranzo a tutti gli alunni.

 

Tempo pieno alla Sauro: la mensa è parte del progetto educativo

Per Pucci si tratta di una carenza evidente di programmazione da parte dell’amministrazione comunale. Il tempo pieno, infatti, non può essere garantito solo in parte: la mensa scuola Sauro è un elemento integrante del progetto educativo e un servizio essenziale per gli alunni e per le famiglie.

Il tempo pieno non è soltanto un orario più lungo. È una scelta educativa che richiede continuità, servizi adeguati e pari condizioni di accesso. Pertanto, quando il servizio mensa non viene assicurato a tutti, il rischio è quello di svuotare di significato un modello scolastico pensato per sostenere bambini, insegnanti e genitori.

Inoltre, la mensa non rappresenta un servizio accessorio o separato dalla vita scolastica: è una parte concreta dell’organizzazione del tempo pieno, contribuisce alla qualità dell’esperienza educativa e permette alle famiglie di affidarsi a un percorso coerente, stabile e realmente accessibile.

 

Servizio mensa comunale e costi per le famiglie

Il problema riguarda anche i costi. Il servizio esterno avrebbe un costo di circa 6,50 euro a pasto, superiore rispetto alla mensa comunale e soprattutto privo delle agevolazioni legate all’ISEE. In questo modo si rischia di creare una disparità economica tra bambini che frequentano la stessa scuola e lo stesso modello educativo.

La differenza economica, infatti, non sarebbe neutra. Per molte famiglie anche pochi euro al giorno possono incidere sul bilancio mensile, soprattutto quando si sommano ad altre spese scolastiche, educative e familiari. Per questo motivo la vicenda della mensa scuola Sauro non può essere liquidata come un semplice problema tecnico.

Non possono esistere bambini di serie A e bambini di serie B. Il Comune ha il dovere di garantire lo stesso servizio a tutti gli alunni iscritti al tempo pieno, senza scaricare sulle famiglie le conseguenze della propria incapacità organizzativa”.

Lo afferma Pucci.

La mozione presentata dalla consigliera chiede che il Comune si assuma le proprie responsabilità e copra, almeno per l’anno scolastico 2026-2027, la differenza tra il costo del pasto comunale e quello del servizio esterno. Si tratterebbe di circa due euro a pasto: una cifra limitata per il bilancio comunale, ma significativa per molte famiglie.

Questa soluzione consentirebbe di evitare che la mancanza di posti nella mensa comunale produca un trattamento differenziato tra alunni della stessa scuola. Tuttavia, resta aperto il nodo politico più rilevante: un servizio essenziale deve essere programmato per tempo, non rincorso all’ultimo momento scaricando l’incertezza su scuole e famiglie.

 

Diritto allo studio e priorità del Comune di Trieste

Secondo Pucci, è difficile accettare che un’amministrazione in grado di impegnare decine di milioni di euro per opere controverse come l’Ovovia non riesca a trovare le risorse necessarie per garantire un servizio essenziale a venti bambini. Inoltre, la vicenda della mensa scuola Sauro pone una domanda semplice: quali sono le vere priorità del Comune di Trieste?

Garantire la mensa a tutti gli alunni del tempo pieno significa difendere il diritto allo studio, sostenere concretamente le famiglie e impedire che la scuola pubblica diventi un luogo dove le differenze economiche pesano anche sul pranzo dei bambini.

Il Partito Democratico considera la scuola pubblica uno dei pilastri fondamentali della coesione sociale. Pertanto, ogni scelta amministrativa che limita l’accesso ai servizi scolastici o introduce differenze economiche tra bambini deve essere affrontata con serietà, tempestività e senso di responsabilità istituzionale.

Qui non stiamo parlando di grandi opere o di progetti futuristici, ma di un diritto fondamentale e di un servizio indispensabile per la scuola pubblica. Le famiglie hanno scelto il tempo pieno confidando nella presenza dei servizi che lo rendono possibile: il Comune intervenga subito”,

Conclude Pucci.

 

Una risposta urgente per la scuola pubblica

La mozione del Partito Democratico chiede quindi una soluzione immediata per la mensa scuola Sauro e per le famiglie coinvolte. Per questo motivo il Comune deve intervenire prima dell’avvio dell’anno scolastico, evitando che una carenza organizzativa si trasformi in una discriminazione concreta tra bambini della stessa scuola.

La questione è semplice: se il tempo pieno viene attivato, i servizi che lo rendono possibile devono essere garantiti a tutti. Non a una parte, non fino a esaurimento posti, non a seconda della capacità delle famiglie di pagare di più.

Per il PD Trieste, la scuola deve restare un luogo di uguaglianza, inclusione e diritti. Per questo la richiesta avanzata da Pucci non riguarda soltanto venti pasti mancanti, ma il modo in cui l’amministrazione comunale sceglie di stare accanto alle famiglie e alla scuola pubblica.