Mensa alla scuola Sauro, la mobilitazione delle famiglie piega il Comune

La mobilitazione per la mensa alla scuola Sauro ha ottenuto un risultato importante: il Comune garantirà il servizio anche ai nuovi iscritti. Una soluzione arrivata dopo quattro mesi di dinieghi, grazie alle 920 firme raccolte dalle famiglie e alla pressione esercitata dalle opposizioni.

 

La mobilitazione delle famiglie per la mensa alla scuola Sauro

Accogliamo con soddisfazione la decisione del Comune di garantire il servizio mensa ai nuovi iscritti della scuola Sauro. È una vittoria importante per le famiglie e per chi ha sostenuto una battaglia di civiltà. Tuttavia, rappresenta anche una sconfitta sul piano politico per un’Amministrazione che per quattro mesi ha detto soltanto “no”, spingendo persino l’istituto a organizzarsi con soggetti privati.

La soluzione per la mensa alla scuola Sauro dimostra infatti che le richieste avanzate dalle famiglie erano fondate e concretamente realizzabili. Il problema, quindi, non era l’assenza di strumenti amministrativi, ma la mancanza della volontà politica necessaria per affrontarlo in tempi ragionevoli.

 

Le 920 firme per la mensa della scuola Sauro

Sorprende il tentativo dell’Assessore di FDI Maurizio De Blasio di intestarsi un successo dopo mesi di chiusura e vittimismo. La svolta non è arrivata spontaneamente, ma grazie a una mobilitazione straordinaria: 920 firme raccolte, una comunità unita, le perplessità emerse nella stessa maggioranza e l’impegno costante delle opposizioni, con il PD in prima linea.”

Lo dichiara Maria Luisa Paglia, segretaria del Partito Democratico di Trieste.

Il risultato raggiunto appartiene innanzitutto alle famiglie che hanno promosso la raccolta firme, alla comunità scolastica e a tutte le persone che hanno rifiutato di considerare inevitabile l’esclusione di alcuni bambini dal servizio. Inoltre, la vicenda conferma quanto la partecipazione civica possa incidere sulle decisioni pubbliche, soprattutto quando le istituzioni scelgono inizialmente di chiudersi al confronto.

Le 920 firme per la mensa della scuola Sauro hanno reso evidente la distanza tra le esigenze concrete delle famiglie e la posizione assunta dall’Amministrazione comunale. Soltanto dopo una pressione pubblica crescente, le critiche delle opposizioni e le perplessità emerse anche nella maggioranza è arrivato il cambio di rotta.

 

La mozione del PD sul servizio mensa

La linea era già stata tracciata ai primi di luglio con la mozione presentata dalla consigliera del Partito Democratico Rosanna Pucci, nella quale si chiedeva di garantire il servizio a tutti o, in alternativa, che il Comune si facesse carico delle spese aggiuntive sostenute dalle famiglie.

La proposta indicava una soluzione chiara e praticabile. Pertanto, il successivo intervento del Comune non può essere raccontato come un’intuizione improvvisa dell’assessore competente. È piuttosto il risultato di un’iniziativa politica e civica che ha costretto la Giunta a rivedere una posizione mantenuta troppo a lungo.

Il Partito Democratico ha seguito la questione della mensa alla scuola Sauro fin dall’inizio, portando il tema nelle sedi istituzionali e sostenendo le richieste dei genitori. In questo modo, la mobilitazione delle famiglie ha trovato anche uno sbocco concreto nell’attività del Consiglio comunale.

 

Quattro mesi di ritardo pagati dalle famiglie

Se la soluzione è amministrativamente possibile oggi, lo era anche quattro mesi fa. Le famiglie hanno pagato il prezzo di un ritardo ingiustificato, durante il quale sono state costrette a convivere con incertezze organizzative e con il rischio di dover sostenere costi ulteriori per assicurare un servizio essenziale ai propri figli.

Per questo motivo, più che rivendicare meriti personali, l’Amministrazione dovrebbe avere l’umiltà di riconoscere che sono stati i cittadini e le opposizioni a indicare la strada giusta. In questa vicenda è esattamente ciò che è accaduto: senza le 920 firme raccolte e senza la pressione esercitata dal Partito Democratico e dalle opposizioni unite, con ogni probabilità la soluzione che festeggiamo oggi non sarebbe mai arrivata.

La conclusione positiva della vicenda non cancella dunque le responsabilità politiche della Giunta. Al contrario, rende ancora più evidente quanto tempo sia stato perso prima di accogliere una richiesta ragionevole, sostenibile e condivisa da un’intera comunità scolastica. Ora l’Amministrazione abbandoni il vittimismo e riconosca il merito di chi, con determinazione e senso civico, ha reso possibile questo risultato.