Cabinovia, la votazione certifica la fine della maggioranza, Trieste merita una guida con un progetto vero

La votazione sulla cabinovia ha messo in luce una maggioranza di centrodestra spaccata, incapace di assumersi pienamente la responsabilità di una scelta che pesa sul futuro della città e sui suoi conti pubblici. Questa situazione, infatti, apre una crisi politica evidente e mostra la necessità di una guida seria, credibile e con una visione concreta per Trieste.

La votazione di ieri sera in Consiglio comunale sulla delibera relativa alla cabinovia certifica un dato politico ormai evidente: la maggioranza di centrodestra che governa Trieste è spaccata. Inoltre, la discussione ha mostrato ancora una volta l’assenza di una strategia coerente per la città e la difficoltà del centrodestra nel sostenere fino in fondo un progetto che loro stessi hanno imposto come priorità.

Il provvedimento, che vale 48 milioni di euro, è passato solo sul filo di lana, con due voti contrari e due non partecipazioni al voto all’interno della stessa maggioranza, mentre Forza Italia ha scelto di non votare, limitandosi a garantire il numero legale.

Una frattura politica grave su un atto che impegna pesantemente le risorse comunali, con l’anticipazione di oltre 30 milioni di euro da parte del Comune. Inoltre, questa dinamica conferma come il progetto della cabinovia non sia una scelta condivisa nemmeno da chi governa, ma piuttosto una forzatura politica.

La spaccatura nel centrodestra certifica la fine della maggioranza. Due voti contrari e due non partecipazioni al voto su una delibera che pesa 48 milioni di euro sono un macigno dal quale non possono scappare. Con senso di responsabilità dovrebbero trarne le conseguenze e lasciare la guida della città a chi ha davvero un progetto per il futuro e non subordina alla cabinovia la realizzazione delle opere pubbliche di cui Trieste ha davvero bisogno».

Lo dichiara il capogruppo del Partito Democratico, Giovanni Barbo.

 

Un centrodestra diviso e una città che merita di più

A una maggioranza ormai ufficialmente divisa si contrappone un PD unito, che lavora già, assieme alle altre forze di opposizione, per proposte utili per la città con serietà e coerenza. Pertanto, mentre la maggioranza di centrodestra spaccata sulla cabinovia a Trieste mostra le sue fragilità, l’opposizione costruisce alternative possibili e concrete. Esiste infatti un’alternativa credibile, che parte dalle vere priorità di Trieste: scuole sicure e moderne, servizi efficienti, mobilità sostenibile, lavoro di qualità e coesione sociale.

Come sottolineato a margine dalla segretaria provinciale del PD Maria Luisa Paglia, Trieste non può essere ostaggio di un progetto simbolico, costoso e divisivo. Serve una programmazione responsabile, mentre la città ha urgente bisogno di interventi reali e immediatamente utili alla comunità.