IMEC, Trieste al centro delle rotte globali. Ora serve impegno convinto da Comune e Regione

Trieste si gioca una partita strategica che può ridefinire il suo ruolo nelle rotte mondiali. Il corridoio IMEC, al centro delle attenzioni internazionali, rappresenta un’occasione che non può essere sprecata. Serve una visione condivisa e, soprattutto, l’impegno convinto di Comune e Regione.

L’ampia partecipazione parlamentare registrata attorno al gruppo interparlamentare dedicato al corridoio IMEC è un segnale politico importantissimo: quando le istituzioni collaborano, Trieste torna davvero al centro della scena internazionale. Il nuovo corridoio, pensato per rafforzare la connettività commerciale tra India, Medio Oriente ed Europa, rappresenta infatti una delle più importanti infrastrutture strategiche emerse negli ultimi anni. Inoltre, la firma del progetto durante il G20 del 2023 ne ha consolidato lo status di asset globale, aprendo per l’Italia prospettive significative sul fronte logistico e commerciale.

La presenza trasversale di rappresentanti di diversi partiti dimostra che su questo tema la politica nazionale ha saputo trovare una rara unità d’intenti. Unità che noi apprezziamo con convinzione, perché il corridoio Imec è una straordinaria opportunità per Trieste, per il Friuli Venezia Giulia e per il Paese.”

Lo dichiara Maria Luisa Paglia, segretaria del PD di Trieste.

 

Il ruolo strategico di Trieste nel corridoio euro-asiatico

Le parole della senatrice Rojc confermano che Trieste può diventare davvero l’hub strategico del Mediterraneo e dell’Europa orientale, soprattutto se verrà finalmente attuata l’extraterritorialità prevista dai trattati e ribadita nel suo emendamento alla Legge di Bilancio. Questo passaggio è essenziale per rafforzare il Porto Franco, valorizzarne la funzione di porta d’ingresso verso l’Europa e attirare nuovi investimenti in un contesto internazionale sempre più competitivo. Inoltre, il corridoio IMEC offre a Trieste l’opportunità di recuperare il suo ruolo storico di punto d’incontro tra mondi, riaffermando la sua vocazione di porto-ponte tra Oriente ed Europa.

Si tratta di un’occasione che si inserisce in un quadro globale di profonde trasformazioni geopolitiche. Il corridoio, alternativo e più efficiente rispetto alla rotta del Canale di Suez, punta infatti a creare una filiera logistica integrata capace di intensificare gli scambi e ridurre i tempi di percorrenza, con ricadute economiche di grande valore per i territori coinvolti.

 

L’unità a Roma deve diventare responsabilità a Trieste

Tuttavia, l’unità mostrata a Roma deve trovare un corrispettivo sul territorio. Serve ora che anche a livello locale le istituzioni facciano la loro parte. Fino a oggi, né il sindaco di Trieste né il Presidente del Friuli Venezia Giulia hanno esercitato quel ruolo proattivo che un progetto di tale portata richiede. Inoltre, l’assenza di una visione condivisa rischia di indebolire la capacità del territorio di competere con altri hub europei che stanno già lavorando per intercettare i flussi commerciali del futuro. Serve impegno convinto di Comune e Regione.

Non basta assistere: serve guidare. Serve una visione chiara e serve la capacità di costruire. Trieste ha davanti un’occasione storica. È responsabilità di tutti lavorare affinché non venga sprecata. La città merita una guida all’altezza della sfida.

 

Trieste e il futuro delle rotte globali

L’IMEC non è soltanto un progetto infrastrutturale: è una scelta politica di portata internazionale che può ridisegnare gli equilibri degli scambi tra Asia ed Europa. Trieste, con il suo porto e il sistema logistico integrato, è nelle condizioni di diventare uno dei principali terminali europei di questa nuova rotta. Pertanto, investire sulle potenzialità del territorio significa rafforzare l’intera posizione dell’Italia nel Mediterraneo e in Europa.

Per questo motivo, la collaborazione istituzionale diventa un elemento decisivo. Infatti, senza una regia locale forte e consapevole, il rischio è che questa grande opportunità venga intercettata altrove. Trieste possiede tutte le caratteristiche per vincere questa sfida, a condizione che la politica territoriale scelga finalmente di esserne protagonista. Chiediamo un impegno convinto da parte di Comune e Regione.