Controlli al confine, Dipiazza contro il Governo. Il PD: «L’interesse di Trieste venga prima dei partiti»

Le parole del sindaco Roberto Dipiazza contro i controlli al confine con la Slovenia confermano una critica che il PD di Trieste porta avanti da tempo: la sospensione di Schengen penalizza la città, sottrae forze dell’ordine al territorio e contraddice la sua vocazione europea e transfrontaliera.

Il Partito Democratico di Trieste accoglie quindi con favore la presa di posizione del sindaco, che ha contestato apertamente l’utilità dei controlli e sottolineato la necessità di avere più agenti disponibili in città.

La posizione assume un particolare rilievo politico perché riguarda una misura decisa e più volte prorogata dal Governo nazionale.

I controlli alla frontiera terrestre tra Italia e Slovenia sono attualmente previsti fino al 18 dicembre 2026. La Commissione europea ha inoltre richiamato gli Stati membri alla necessità di valutarne proporzionalità e necessità e di lavorare verso il loro graduale superamento.

 

Meno agenti in città per presidiare il confine

La sospensione di Schengen ha richiesto l’impiego di numerosi appartenenti alle forze dell’ordine ai confini, sottraendo personale ai servizi ordinari e al presidio quotidiano della città.

Per il PD si tratta di una scelta del Governo che non ha risolto i problemi per i quali era stata introdotta e ha contemporaneamente ridotto le risorse disponibili per la sicurezza sul territorio.

Lo stesso Dipiazza ha definito i controlli una «sceneggiata», sostenendo che molti valichi restano comunque scoperti e che gli agenti servirebbero invece in città.

Le parole di Dipiazza hanno un evidente valore politico: il sindaco riconosce finalmente che una decisione assunta dal Governo sta causando un danno concreto a Trieste. È un disagio che difficilmente può essere soltanto suo e che con ogni probabilità attraversa anche la maggioranza comunale. Prenderne atto significa però mettere in discussione una delle scelte che Fratelli d’Italia ha maggiormente rivendicato sul piano della sicurezza».

Lo dichiara la segretaria del PD di Trieste Maria Luisa Paglia.

 

Il PD: pronti a sostenere questa battaglia

Se il sindaco intende portare avanti questa battaglia nei confronti del Governo, troverà il PD di Trieste al suo fianco, pronto a sostenerla in tutte le sedi istituzionali e politiche.

Per il PD la questione mette in luce anche una contraddizione nel modo in cui il centrodestra affronta il tema della sicurezza.

Mentre in città si moltiplicano iniziative e passeggiate dedicate proprio alla sicurezza urbana, personale e risorse pubbliche continuano a essere impiegati nei controlli di frontiera.

Il risultato è che agenti che potrebbero rafforzare il presidio di Trieste vengono destinati al confine, per sostenere una misura che oggi viene contestata apertamente persino dal sindaco di centrodestra.

 

Ora una posizione formale della Giunta

Il Partito Democratico auspica quindi che alle dichiarazioni del sindaco segua una presa di posizione formale dell’intera Giunta nei confronti del Governo.

Trieste non può continuare a sostenere le conseguenze di una misura che indebolisce il presidio della città, ostacola la libera circolazione e colpisce la sua naturale dimensione europea e transfrontaliera.

Per Paglia, l’interesse di Trieste deve prevalere sulle convenienze e sugli equilibri di partito.