Code, arretrati e personale insufficiente: emergenza nei servizi anagrafici di Trieste

Le opposizioni chiedono la convocazione urgente delle Commissioni consiliari per affrontare l’emergenza nei servizi anagrafici di Trieste. Al centro del confronto ci sono le lunghe attese per i cittadini, l’arretrato delle carte d’identità elettroniche e le difficili condizioni di lavoro del personale comunale.

 

Centri civici e anagrafe di Trieste, chiesto un confronto urgente

Il Partito Democratico, Adesso Trieste, Punto Franco e il Movimento 5 Stelle hanno depositato la richiesta di convocazione congiunta della Prima e della Seconda Commissione consiliare per affrontare le gravi criticità che interessano i centri civici e l’anagrafe del Comune di Trieste.

Le opposizioni avevano già chiesto chiarimenti istituzionali nei mesi scorsi. Tuttavia, il progressivo aggravarsi dei disagi rende ora necessario un approfondimento urgente nelle sedi del Consiglio comunale.

Riteniamo che la situazione sia ormai di emergenza e che sia urgente affrontare il tema nelle sedi istituzionali. I disagi per i cittadini triestini sono diventati insostenibili, in particolare per le persone anziane, che in queste settimane di gran caldo sono state costrette ad attendere il proprio turno in lunghe code all’esterno dei centri civici, spesso senza la possibilità di una prenotazione»

Lo dichiarano i gruppi di opposizione, sottolineando come l’emergenza nei servizi anagrafici di Trieste abbia ormai conseguenze dirette sulla vita quotidiana delle persone. Le difficoltà colpiscono soprattutto chi ha minore dimestichezza con le procedure digitali, chi non può spostarsi facilmente e chi è costretto a rivolgersi agli sportelli senza poter programmare un appuntamento.

 

Carta d’identità elettronica a Trieste: dodicimila cittadini ancora in attesa

I numeri fotografano una situazione preoccupante. Alla fine di giugno circa 12.000 cittadini triestini erano ancora privi della carta d’identità elettronica e disponevano esclusivamente del documento cartaceo.

Un arretrato di queste dimensioni dimostra che l’attuale organizzazione non è riuscita ad assorbire la domanda. Di conseguenza, aumentano i tempi di attesa per gli utenti e cresce la pressione sui dipendenti comunali, chiamati a gestire quotidianamente un flusso di richieste superiore alle capacità operative degli uffici.

La carta d’identità rappresenta, infatti, un documento essenziale per l’accesso a numerosi servizi e per lo svolgimento di molte attività amministrative. Pertanto, i ritardi nel rilascio non possono essere considerati una semplice inefficienza burocratica, perché incidono concretamente sui diritti e sulle necessità quotidiane dei cittadini.

L’emergenza nei servizi anagrafici di Trieste evidenzia quindi la necessità di intervenire sulla programmazione, sull’organizzazione degli appuntamenti e sulla distribuzione delle risorse tra i diversi centri civici.

 

Personale comunale sotto organico e carichi di lavoro eccessivi

Accanto ai disagi per l’utenza, le opposizioni richiamano l’attenzione sulle condizioni del personale. I lavoratori sono sottoposti a carichi di lavoro eccessivi e operano da tempo in condizioni di sotto organico, aggravate dalle mancate assunzioni. Una situazione che non è più sostenibile.

Questa condizione, protraendosi da oltre due anni, rischia di compromettere sia la qualità del servizio sia il benessere delle persone che ogni giorno garantiscono il funzionamento degli sportelli. Inoltre, l’aumento delle richieste non sarebbe stato accompagnato da un adeguato rafforzamento degli organici e da una riorganizzazione capace di distribuire in modo sostenibile le mansioni.

Secondo le opposizioni, le criticità segnalate da tempo dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali non avrebbero finora trovato un ascolto adeguato da parte dell’amministrazione comunale. Per questo motivo assume particolare rilievo il percorso di confronto sindacale attualmente in corso, che potrebbe sfociare in uno sciopero il 27 luglio qualora le istanze del personale non venissero accolte.

Si tratta di un forte disagio organizzativo e lavorativo che potrebbe aggravare ulteriormente le difficoltà già vissute ogni giorno dai cittadini. L’emergenza nei servizi anagrafici di Trieste, infatti, non riguarda soltanto le code agli sportelli, ma investe il funzionamento complessivo di un servizio pubblico fondamentale.

 

In Commissione assessori, sindacati e personale degli uffici

Proprio per la complessità della situazione, le opposizioni ritengono indispensabile portare con urgenza la questione all’attenzione del Consiglio comunale attraverso una convocazione congiunta delle Commissioni competenti.

Nel corso della seduta sarà chiesta la presenza degli assessori Savino e Avian, degli uffici comunali competenti, delle organizzazioni sindacali territoriali e di una rappresentanza del personale interessato.

L’obiettivo dell’audizione sarà approfondire le principali criticità del servizio, a partire dalla cronica insufficienza di personale che si protrae da oltre due anni, dall’aumento ormai insostenibile dei carichi di lavoro e dalle problematiche legate al rispetto delle mansioni assegnate.

Il confronto dovrà inoltre consentire di ricostruire le ragioni dell’arretrato, verificare le misure adottate finora dall’amministrazione e definire tempi certi per il superamento delle difficoltà. Infatti, senza dati condivisi e un’assunzione chiara di responsabilità, il rischio è che l’emergenza continui a essere gestita attraverso interventi temporanei, incapaci di risolvere le cause strutturali del problema.

 

Un piano per rafforzare gli organici e riorganizzare il servizio

È necessario individuare con urgenza soluzioni concrete e immediate attraverso un piano di rafforzamento degli organici e una riorganizzazione del servizio che sia finalmente in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini e di garantire condizioni di lavoro dignitose al personale comunale.

Il piano dovrà intervenire sia sulla disponibilità di personale sia sulle modalità di accesso agli sportelli. Inoltre, occorrerà migliorare il sistema delle prenotazioni, garantendo al tempo stesso un’assistenza adeguata alle persone che non utilizzano gli strumenti digitali.

L’emergenza nei servizi anagrafici di Trieste non può trasformarsi in una condizione permanente. La città non può permettersi che servizi essenziali come l’anagrafe e i centri civici continuino a operare tra arretrati, organici insufficienti e disagi quotidiani.

Per questo motivo, le opposizioni chiedono che il confronto in Commissione conduca rapidamente a decisioni verificabili, risorse adeguate e un programma di interventi capace di restituire efficienza agli uffici, dignità al lavoro del personale e un servizio accessibile a tutti i cittadini.