Cabinovia, Coricciati e Bressan (PD): ancora nessuna risposta sull’interrogazione

La gestione della cabinovia continua a sollevare questioni irrisolte, soprattutto dopo la decisione del sindaco di accentrare su di sé la delega relativa al progetto. Il Partito Democratico richiama la necessità di trasparenza cabinovia Trieste, chiedendo chiarimenti su un’opera che incide direttamente sulle casse comunali e sull’ambiente.

 

Trasparenza amministrativa e mancate risposte

A più di un mese e mezzo di distanza non si è ancora avuta risposta all’interrogazione presentata in IV Circoscrizione, la cui proponente è stata Marina Coricciati del Partito Democratico. La consigliera ribadisce che la cabinovia rischia di diventare un impatto economico rilevante per Trieste e per i suoi cittadini. Inoltre, si esige piena trasparenza su ogni singolo euro speso e da spendere per l’opera, chiedendo come verranno tutelate le casse comunali e l’ambiente, soprattutto ora che la gestione amministrativa è stata ulteriormente accentrata nelle mani del sindaco.

Spiace constatare come l’amministrazione comunale sia stata ostinatamente cieca nel portare avanti un progetto avversato dalla maggioranza della cittadinanza, procedendo con evidenti vizi nell’istruttoria e sovrastimando i presunti benefici ambientali legati alla riduzione dello smog, mentre ha gravemente sottovalutato il danno alla biodiversità del bosco Bovedo che comporterebbe il passaggio di un impianto a fune.”

Lo dichiara Luca Bressan, capogruppo PD in IV Circoscrizione. Il consigliere sottolinea che la tutela del bosco Bovedo non è una posizione pregiudiziale, ma un tema che richiede valutazioni tecniche aggiornate e verificabili. Pertanto, il Partito Democratico ritiene necessario che l’amministrazione chiarisca gli impatti ambientali reali e motivi le scelte fin qui assunte.

 

Impatto ambientale e bosco Bovedo

La tutela dell’area del Bovedo richiede una valutazione approfondita degli effetti dell’opera su fauna, corridoi ecologici e stabilità complessiva del bosco. Inoltre, la mancanza di analisi aggiornate alimenta la preoccupazione che l’intervento non sia pienamente compatibile con gli obiettivi di sostenibilità ambientale che il Comune dichiara di perseguire.

La recente decisione del sindaco di sottrarre le deleghe agli assessori competenti e di assegnarsi direttamente il dossier aggiunge un ulteriore elemento di criticità. Inoltre, l’ipotesi di utilizzare fondi comunali per anticipare le risorse necessarie solleva preoccupazioni sulla tenuta complessiva del bilancio e sui possibili effetti su altri investimenti strategici. L’interrogazione chiede trasparenza anche sui soldi spesi finora: si parla di due milioni di euro, di cui non sono stati forniti dettagli puntuali.

 

Delega del sindaco e coperture finanziarie

La centralizzazione della gestione nelle mani del primo cittadino evidenzia la delicatezza politica del progetto e la difficoltà nel trovare un equilibrio tra costi, priorità amministrative e impatti futuri. Pertanto, il Partito Democratico ribadisce la necessità che ogni euro investito sia rendicontato con precisione e che la cittadinanza sia messa in condizione di comprendere le implicazioni complessive dell’opera.

Con quest’ultima mossa capiremo se il Sindaco è stato messo all’angolo dalla sua stessa maggioranza o se l’ego smisurato peserà sulle tasche di ogni singolo cittadino di Trieste”

Concludono i consiglieri Coricciati e Bressan, che richiamano la necessità di ristabilire un dialogo istituzionale e di informare in modo chiaro la cittadinanza. Inoltre, il Partito Democratico ritiene fondamentale che decisioni di questa portata non vengano assunte in assenza di dati pubblici, verificabili e accessibili.