Dopo i violenti temporali che hanno colpito Trieste, la consigliera comunale Valentina Repini (PD) richiama l’attenzione sulla necessità di prevenzione e manutenzione. La sicurezza urbana dipende da interventi strutturali e pianificati, non solo da misure emergenziali.
I temporali hanno paralizzato la città
I violenti temporali di ieri hanno paralizzato Trieste: le Rive e viale Miramare si sono trasformate in fiumi, numerose aree sono state allagate, si sono verificati blackout elettrici e danni diffusi alle infrastrutture. Solo il pronto intervento dei vigili del fuoco e della polizia locale ha evitato conseguenze ancora più gravi.
La consigliera comunale del Partito Democratico Valentina Repini denuncia la scarsa preparazione della città nell’affrontare fenomeni atmosferici di tale intensità. Per questo ha presentato un’interrogazione all’amministrazione comunale per sapere quali misure concrete intenda adottare per garantire la sicurezza dei cittadini e delle infrastrutture.
Manutenzione e superfici permeabili
i danni sarebbero stati molto più contenuti se le caditoie fossero state sgombre da detriti e se la città disponesse di più superfici permeabili. Una manutenzione puntuale dei sistemi di drenaggio, un’adeguata rete di deflusso e la scelta corretta dei materiali sono fattori determinanti per la durata delle infrastrutture stradali e per ridurre il rischio di allagamenti. Le precipitazioni intense e concentrate in brevi periodi, sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici, rappresentano infatti una sfida crescente.
Lo sottolinea la consigliera Repini.
Il Comune di Trieste ha già avviato alcuni progetti pilota, ad esempio sui marciapiedi e nel parcheggio del Ferdinandeo. Ma serve un programma organico e a lungo termine, che preveda la manutenzione regolare e la progressiva sostituzione delle superfici impermeabili in tutta la città.
Interrogazione in Consiglio comunale
L’interrogazione depositata da Repini ai sensi dell’art. 64 del Regolamento Comunale chiede all’Assessore competente di chiarire:
- quali interventi concreti si intendano adottare per la manutenzione periodica delle caditoie e delle reti di drenaggio urbano;
- se sia prevista la regolarizzazione di strade e marciapiedi per evitare pozzanghere e rischi per i pedoni;
- se sia in programma un piano organico di sostituzione delle superfici impermeabili con materiali drenanti e l’ampliamento delle aree verdi;
- quali siano i tempi previsti e le risorse economiche disponibili.
Prevenzione e resilienza climatica
La prevenzione non può più essere rimandata. La pulizia delle caditoie, l’impiego di superfici drenanti e una pianificazione più attenta delle strade devono diventare la regola, non l’eccezione.
È altrettanto indispensabile ridurre asfalto e cemento e aumentare le aree verdi, che favoriscono il naturale assorbimento dell’acqua. Solo così Trieste potrà diventare una città più resiliente ai cambiamenti climatici e affrontare con successo eventi meteorologici estremi, senza dover ricorrere continuamente a interventi emergenziali.
Trieste deve scegliere la strada della prevenzione, con manutenzione regolare, aree verdi e infrastrutture moderne. Solo così potrà garantire sicurezza ai cittadini e resistere agli eventi estremi del futuro.
Conclude la consigliera Repini.
Un impegno da trasformare in azione
Invitiamo i cittadini a sostenere la richiesta del Partito Democratico di Trieste per una città più sicura, verde e capace di affrontare le sfide del futuro.
Il testo dell’interrogazione.




