Sertubi: Serracchiani “É avviso potente per Trieste”

Sertubi: Serracchiani “É avviso potente per Trieste”

La fine dell’attività produttiva della Sertubi è la sconfitta di un sistema e un avviso potente per Trieste: o si ferma questo contagio di crisi industriali oppure il declino del capoluogo regionale sarà questione di tempo. Nessuno si illuda che porto, turismo, logistica bastino a sostenere la crescita di Trieste: gli stessi servizi si dileguano quando manca un tessuto produttivo. Un faro va tenuto acceso su Allianz.

Lo afferma la deputata Debora Serracchiani, commentando il definitivo stop alla produzione della Sertubi, deciso dalla proprietà indiana Jindal Saw, con la perdita di 51 posti di lavoro.

Dopo anni di impegno per evitare quanto accaduto ieri – spiega Serracchiani, che si era occupata della Sertubi già da europarlamentare e presidente del Fvg – mi chiedo se sia stato fatto tutto per evitare il peggio. Mi chiedo se chi è venuto dopo di me ha smesso di combattere in prima persona le battaglie per l’industria, lasciando all’assessore al Lavoro il compito ingrato di accompagnare le chiusure.

Per Serracchiani

qualunque polemica è fuori luogo in questo momento, ma sono convinta che la solidarietà verso i lavoratori che hanno perso il posto e quelli che rischiano di perderlo dobbiamo cominciare a dimostrarla tutti quanti mettendoci la faccia. Anche se la cosa è scomoda.

Donne Democratiche: incontro con Debora Serracchiani su donne e lavoro

Venerdì 27 settembre, alle ore 18, in via San Francesco 25 (sede Enfap) le Donne Democratiche di Trieste organizzano un incontro pubblico sul tema “La parità nel lavoro fa bene all’economia”.

Saluti iniziali della segretaria delle Donne Democratiche Trieste, Maria Luisa Paglia. Interviene Debora Serracchiani, deputata del Partito democratico. Modera Adele Pino.

L’assemblea è aperta a tutte e tutti!

Nucleare: la destra non impara dai disastri

Nucleare: la destra non impara dai disastri

Serrachiani: Fedriga insiste su partnership con centrale Krsko
 
 L’insistenza della giunta Fedriga sull’opzione nucleare è fuori dal tempo e fuori dal buon senso. Il rischio rappresentato da una centrale nucleare a 130 km dai nostri confini non può essere sottovalutato in modo così grossolano, inventando ruoli di politica estera che nemmeno una Regione autonoma può esercitare”. Lo afferma la deputata Debora Serracchiani (Pd), commentando la posizione illustrata dall’Esecutivo della Regione Fvg, che ha aperto alla “possibilità di un partenariato” per la gestione della centrale nucleare di Krsko in Slovenia. 
 
A quanto pare i disastri di Chernobyl e Fukushima – aggiunge la parlamentare – non hanno insegnato nulla alla destra italiana, né in materia di rischi ambientali né di energie rinnovabili, su cui invece è fortemente impegnato il nuovo Governo e il Pd in particolare.
 
La centrale di Krsko – precisa Serracchiani -dovremmo chiedere che venga chiusa prima possibile, adoperando tutti i metodi di pressione come ha fatto la Slovenia per impedire la realizzazione del rigassificatore a Zaule vicino Trieste.
Serracchiani: no al raddoppio della centrale slovena

Serracchiani: no al raddoppio della centrale slovena

“Le dichiarazioni del premier Sarec suscitano stupore e preoccupazione: abbiamo da anni e più volte ribadito la contrarietà all’aumento della capacità della centrale nucleare di Krsko, auspicando una progressiva dismissione dell’impianto. Le posizioni del centrosinistra, sia dall’opposizione sia al governo della Regione Fvg, hanno sempre messo al primo posto la sicurezza. Nonostante le passate posizioni nucleariste del centrodestra regionale, confido che il clima sia cambiato e che il presidente Fedriga vorrà farsi portavoce di un sentimento diffuso e radicato nella nostra popolazione, che percepisce Krsko come un rischio immanente”. Lo afferma la deputata del Pd Debora Serracchiani, commentando le dichiarazioni del Primo Ministro della Repubblica di Slovenia Marjan Sarec in merito alla costruzione di un nuovo reattore nucleare oltre a quello già esistente di  Krsko.
“L’talia è uscita dall’opzione nucleare e la Regione con il centrosinistra – ricorda Serracchiani – è stata spontaneamente concorde. Spero che su scelte strategiche come questa ci sarà continuità”.
“Purtroppo l’assenza di un Governo nella pienezza dei poteri – indica l’esponente dem – inficia i passi della Regione per sensibilizzare le Autorità centrali dello Stato e chiedere un’interlocuzione ad hoc con la Slovenia. Ma esistono canali praticabili anche dalla Regione, a partire dal Comitato congiunto Fvg-Slovenia. Ricordo che su quel tavolo la Slovenia ha sostenuto le sue ragioni anche in materia di energia e di ripercussioni ambientali”.
Multato perché dorme su amaca: Serracchiani, ci sia ragionevolezza! Famulari: austriaco scambiato per clochard?

Multato perché dorme su amaca: Serracchiani, ci sia ragionevolezza! Famulari: austriaco scambiato per clochard?

Capisco la Polizia locale, leggi e regolamenti vanno rispettati ma dovrebbe esserci misura e ragionevolezza nella loro applicazione, usando la mano pesante quando serve. Prima di tutto a tutela dell’immagine di Trieste”.
La deputata Debora Serracchiani commenta la vicenda occorsa a un turista austriaco sorpreso dalla Polizia Locale a dormire su un’amaca appesa tra due alberi sul lungomare di Barcola a Trieste, e sanzionato con una multa di 300 euro.
 
Trieste in questi giorni d’estate è una località di vacanza – continua Serracchiani – con i turisti che invadono le strade e che si godono il mare. Bisognerebbe facilitare l’accoglienza e la permanenza ai tanti ospiti che arrivano dall’estero, ma alcuni forse non colgono con chiarezza la nuova dimensione della città”.
 
Chissà che l’austriaco con l’amaca non sia stato scambiato per un clochard. In fondo pochi giorni prima era passato da quelle parti il vicesindaco decretando il ‘divieto di bikini’”.
La segretaria provinciale del Pd di Trieste Laura Famulari sceglie l’ironia per commentare, rievocando il contestato episodio che aveva visto protagonista il vicesindaco leghista con delega alla Polizia locale Paolo Polidori, che lo scorso inverno aveva buttato nella spazzatura le coperte di un clochard.
Fondi russi: Serracchiani, deciderà Procura se bufala

Fondi russi: Serracchiani, deciderà Procura se bufala

Sarà la magistratura a decidere se i fondi russi alla Lega sono una bufala o qualcosa di ben più grave. Al contrario di quanto sostiene Fedriga, qui di ‘palese’ non c’è quasi niente, tranne lo stretto legame politico tra Salvini e Putin. E quindi, visto quanto accaduto in Austria con un altro partito di estrema destra amico della Lega, c’è parecchio da chiarire”.

Lo afferma la deputata del Pd Debora Serracchiani, replicando al presidente Fvg Massimiliano Fedriga, il quale ha sostenuto che quella dei fondi russi “è palesemente una bufala colossale”. Bizzarro il parallelo tra Salvini e Trump fatto da Fedriga e – aggiunge Serracchiani – risibile il riferimento ai bilanci della Lega, nei quali non si ricorda fossero registrati i conti di Belsito in Tanzania”.

Ferriera: Serracchiani, commissario sia garante di ogni procedura

Ferriera: Serracchiani, commissario sia garante di ogni procedura

Esiste un Commissario straordinario per l’attuazione dell’accordo di programma per l’area della Ferriera di Servola, che è il presidente della Regione, al quale va chiesto di farsi direttamente e personalmente carico della situazione dello stabilimento e di ogni procedura che lo coinvolga. E non solo dell’attuazione dell’accordo di programma quadro che comprende l’investimento di decine di milioni di soldi pubblici, ma anche dei livelli occupazionali”.

Lo chiede la deputata Debora Serracchiani, commentando l’annuncio che l’assessore all’Ambiente del Fvg, Fabio Scoccimarro, avrebbe avviato “un dialogo con la società” sul futuro della Ferriera di Servola.

Siccome non si smantella dall’oggi al domani uno stabilimento siderurgico che fa parte del sistema produttivo nazionale – aggiunge Serracchiani – occorre avere da subito chiarezza di intenzioni, di percorso e di esiti. E non dimenticare mai che se oggi si può ragionare di ipotesi diverse nella prospettiva, ciò è possibile perché un Governo nazionale ha portato qui grandi risorse pubbliche e un Governo regionale ha creato, pagando un prezzo politico, le condizioni per l’arrivo di un imprenditore che – conclude – ha salvato posti di lavoro e abbattuto l’inquinamento”.

Migranti: Serracchiani, Governo riprenda iniziativa in ambito Ue

Migranti: Serracchiani, Governo riprenda iniziativa in ambito Ue

 Impossibile controllare 230 chilometri di confine italo-sloveno

 

Piaccia o non piaccia ai neo-nazionalisti, il Governo italiano deve provare a uscire dall’isolamento in cui si è cacciato e riprendere l’iniziativa in ambito Ue, per sollecitare un’azione comune come è stato fatto nel 2016 per fermare la rotta balcanica. Bisogna farlo al più presto, perché se si ripresentassero le catastrofiche condizioni di allora, non ci sarebbero barriere fisiche né umane in grado di controllare gli oltre 230 chilometri di confine tra Italia e Slovenia.

 

Lo afferma la deputata Debora Serracchiani (Pd), in merito all’ipotesi di innalzare “barriere fisiche” al confine con la Slovenia in caso di aumento dei flussi terrestri dalla rotta balcanica, lanciata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. Per l’esponente dem

bisogna seguire molto da vicino e fare tutto il possibile per accelerare l’ingresso della Croazia nell’area Schengen, che il ‘nemico’ Juncker proporrà in autunno, e poi supportare quel Paese nel controllo delle frontiere esterne dell’Unione. Bisogna fare anche molto altro, perché le migrazioni non si fermeranno solo per volontà di Salvini, ma occorre una cosa che adesso manca: la politica estera italiana.

 

Ferrovie: Serracchiani, confermati 232 milioni per la Trieste-Venezia‎

Ferrovie: Serracchiani, confermati 232 milioni per la Trieste-Venezia‎

E’ stato confermato che 232 milioni sono nella disponibilità di Rete ferroviaria italiana, immediatamente spendibili per la velocizzazione della tratta Venezia-Trieste”.
 
Lo ha riferito la deputata Debora Serracchiani (Pd) che oggi a Roma ha incontrato Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana (Rfi).‎
 
Gentile ha ribadito che Rfi ha la volontà di procedere alle opere di velocizzazione della linea‎ Venezia-Trieste – ha spiegato Serracchiani – in modo da abbassare la percorrenza a un’ora. Sono previsti interventi a Latisana, Portogruaro e al bivio di Aurisina, con implementazione degli impianti tecnologici‎, eliminazione di passaggi a livello, utilizzo degli investimenti già previsti a servizio del porto di Trieste e raddoppio della tratta Udine-Cervignano”.
Nel corso del colloquio con Gentile, Serracchiani ha affront‎ato il problema del rumore causato dall’aumento del traffico dei treni merci che collegano lo scalo giuliano, “particolarmente avvertito dalla popolazione nelle aree di Trieste e Villesse”. La parlamentare, sottolineando la “volontà condivisa di far crescere i traffici del porto di Trieste ma senza penalizzare i cittadini delle aree più esposte al passaggio dei convogli”, ha concordato con Gentile sulla “opportunità di adempiere agli obblighi europei‎ che prevedono di ‎dotare i treni del cosiddetto ‘retrofitting’ e le linee di adeguate barriere antirumore”.
Migranti: Serracchiani, folle idea sospendere Schengen in Fvg

Migranti: Serracchiani, folle idea sospendere Schengen in Fvg

“L’incapacità totale di Fedriga e del suo Governo di gestire situazioni difficili si rivela da idee folli come questa. Senza considerare che non ricorrono assolutamente le condizioni, rialzare il confine tra Italia e Slovenia significa creare problemi alla popolazione, al commercio, ai traffici transfrontalieri e ai flussi turistici, senza fermare i migranti. Sarebbe un balzo nel passato: al passaporto al valico di Fernetti”. Lo afferma Debora Serracchiani, deputata Pd, commentando l’ipotesi formulata dal presidente del Fvg Massimiliano Fedriga di “richiedere al Governo la sospensione di Schengen”.
“La realtà – spiega Serracchiani – è che il Governo non ha ‘potenziato’ proprio niente, come confermano gli stessi sindacati di Polizia, che il Governo non ha voluto vedere il problema che stava arrivando e non ha provveduto in anticipo. E le condizioni per la sospensione di Schengen non ci sono affatto, perché la sicurezza del Paese non è certo minacciata da queste persone indebolite dopo mesi di viaggio”.
Per la parlamentare dem “invece di chiedere la Cortina di ferro, Fedriga chieda al Governo notizie dei famosi Cpr che deve fare in Fvg dopo aver smantellato l’accoglienza, chieda dove sono i rimpatri per cui spende i soldi della Regione, chieda un rapido e continuo deflusso verso altre Regioni, chieda che la diplomazia italiana si rimetta in moto sui Balcani, ormai dimenticati da Roma con le conseguenze che vediamo”.