Scuola e Ambiente Trieste  : Pd Trieste, “Da riscaldamento eccessivo sprechi e disagi a studenti, finestre aperte per troppo caldo”

Scuola e Ambiente Trieste : Pd Trieste, “Da riscaldamento eccessivo sprechi e disagi a studenti, finestre aperte per troppo caldo”

Troppo caldo nelle scuole e si studia con le finestre aperte.

Così commentano i consiglieri comunali triestini Giovanni Barbo, Valentina Repini e Fabiana Martini del Partito, i quali hanno presentato un’interrogazione sul tema del risparmio energetico

in realtà riguarda tutti gli edifici pubblici e che è di strettissima attualità, vista l’emergenza climatica e ambientale.

Così I consiglieri commentano la situazione climatica attuale :

Siamo all’assurdo, se gli insegnanti sono costretti a tenere aperte le finestre per abbassare la temperatura nelle aule dove studiano i ragazzi.

Per questo, nell’interrogazione si chiede chiaramente

.. come l’Amministrazione comunale intenda evitare disagi, spreco di risorse pubbliche e inquinamento da riscaldamento incontrollato. Oltre a dissipare energia e denaro, bisogna pensare anche alla salute: con temperature sui 20 gradi, riscaldare gli ambienti non fa bene né agli adulti né ai bambini.

Inoltre I consiglieri del  gruppo chiedono anche che

  le scuole siano provviste di termostato di regolazione della temperatura dell’ambiente e se sui radiatori siano installate le valvole termostatiche. Servono dispositivi che permettano al riscaldamento di spegnersi o accendersi quando la temperatura raggiunge i gradi desiderati.  Proprio perché il problema riguarda tutti gli edifici pubblici chiediamo se vi è stata mantenuta la riduzione di un grado centigrado prevista dal Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) del 2014, che prevedeva una serie di azioni per ridurre l’emissione di CO2 del 20% entro il 2020

Forum Istruzione e Scuola: 23 marzo: un incontro per discutere della regionalizzazione dell’istruzione

Dopo aver preso in esame la nuova legge sul diritto allo studio e analizzato i passi relativi alle differenze (in particolare, la soppressione dei progetti speciali e dei finanziamenti alle consulte studenti), nell’incontro del 23 marzo il focus del Forum è stato rappresentato dalla regionalizzazione dell’istruzione in Friuli Venezia Giulia. Partendo da quanto già avviato durante la precedente legislatura ma rimasto bloccato in sede di commissione paritetica, ci si è interrogati su quali possano essere le prospettive e le proposte dell’attuale governo regionale: al momento, infatti, trapelano ben poche informazioni. La Regione ha approvato dei finanziamenti a supporto delle scuole in reggenza e ha avviato un interpello tra i dipendenti regionali che andranno a integrare l’organico dell’Ufficio scolastico regionale, ma di una riforma vera e propria non vi sono indizi.

Le proposte sulla scuola provenienti da Veneto ed Emilia sono molto più radicali di quanto sarebbe per noi preferibile e ciò sta riscuotendo profondo dissenso tra i sindacati. Il nodo della questione sarà capire come si vogliono strutturare i rapporti con il Ministero della Pubblica istruzione: si tratterà di una gestione mista o si intenderà intervenire anche sugli obiettivi nazionali? Si vorrà operare un protezionismo degli organici a difesa dei docenti residenti della regione o il sistema concederà ancora la possibilità di trasferimenti extra regione? Sarà una riforma a costo zero o un vero investimento che miri al sistema Trentino?

Sono questi i principali dubbi emersi. Aggrava la situazione, come detto, la poca chiarezza da parte del governo Fedriga. Su temi di tale rilevanza sarebbe invece quanto mai proficuo un confronto con l’opposizione e con tutti gli attori coinvolti.