Lavoro: Laura Famulari “Partito aderisce a manifestazione Cgil, Cisl, Uil”

Lavoro: Laura Famulari “Partito aderisce a manifestazione Cgil, Cisl, Uil”

Il Partito Democratico di Trieste aderisce alla manifestazione promossa dai sindacati confederali e invita iscritti e simpatizzanti ad unirsi ai lavoratori che terranno un presidio in piazza.
Così la segretaria del Pd provinciale Laura Famulari alla vigilia della manifestazione indetta da Cgil, Cisl e Uil il giorno venerdì 15 novembre, alle ore 17.00 in Piazza Unità nel capoluogo giuliano.
 Trieste sta vivendo un momento difficile – spiega Famulari – con crisi industriali che mettono a rischio 1500 posti di lavoro, oltre ai 7mila disoccupati che già ci sono e alle sacche di bisogno che nessuno intercetta. È di fronte a Wärtsilä, Flex, Sertubi, Burgo, Dukcevich e Colombin, il sindaco ha ancora il coraggio di parlare di ‘momento magico’. Serve invece una politica industriale che promuova investimenti, ridia fiducia alla manifattura giuliana e accompagni fuori dalla precarietà le situazioni più critiche.Saremo in piazza anche con le nostre parlamentari – aggiunge Famulari – a chiedere alle istituzioni attenzione e assunzione di responsabilità. Questa non è una protesta ma è la nostra volontà di stare accanto ai lavoratori in lotta, nell’interesse di tutta la città e del suo territorio.
Ferriera: Giovanni Barbo (Pd) , “Grave Dipiazza e giunta assenti  “

Ferriera: Giovanni Barbo (Pd) , “Grave Dipiazza e giunta assenti “

Completamente assente la Giunta comunale: non il Sindaco, non un assessore all’incontro con sindacati e lavoratori della Ferriera. Un fatto riprovevole, una mancanza di rispetto verso lavoratori che sono prima di tutto cittadini.

Lo ha affermato il consigliere comunale  Giovanni Barbo, al termine dell’incontro con sindacati e lavoratori della Ferriera, cui ha partecipato assieme al collega Marco Toncelli.

Erano presenti Serracchiani e Russo, Rosolen e Scoccimarro, ma non il sindaco. Non è nascondendo la testa sotto la sabbia che si risolvono i problemi, soprattutto in un momento in cui i lavoratori avrebbero bisogno di sentire le istituzioni al loro fianco in quella che è una questione estremamente delicata. Un’assenza gravissima  per la quale non ci sono giustificazioni.

Donne Democratiche: incontro con Debora Serracchiani su donne e lavoro

Venerdì 27 settembre, alle ore 18, in via San Francesco 25 (sede Enfap) le Donne Democratiche di Trieste organizzano un incontro pubblico sul tema “La parità nel lavoro fa bene all’economia”.

Saluti iniziali della segretaria delle Donne Democratiche Trieste, Maria Luisa Paglia. Interviene Debora Serracchiani, deputata del Partito democratico. Modera Adele Pino.

L’assemblea è aperta a tutte e tutti!

Trieste: Serracchiani, appello a istituzioni per sviluppo. Cosolini: quota di industria serve a Trieste

Trieste: Serracchiani, appello a istituzioni per sviluppo. Cosolini: quota di industria serve a Trieste

Lanciamo un appello forte alle istituzioni di Trieste e del Friuli Venezia Giulia: bisogna cercare di capire cosa serve per il futuro, essere pronti a guardare negli occhi una crisi che arriva”.
 
Lo ha detto la deputata del Pd Debora Serracchiani oggi a Trieste, nel corso di un incontro pubblico dedicato all’industria e allo sviluppo del capoluogo giuliano, assieme al consigliere regionale Dem Roberto Cosolini.
 
Lo sviluppo del porto è fondamentale per la città e questo sviluppo è frutto di quello che abbiamo fatto negli anni passati ma – ha indicato la parlamentare – se tutto questo c’è, dobbiamo sapere che possiamo perderlo perché anche gli altri si muovono. Quello che abbiamo dobbiamo proteggerlo per il futuro. Ad esempio, se vogliamo puntare sulla crocieristica – ha precisato – serve una stazione marittima adeguata, perché quando arrivano le navi non possiamo chiudere un pezzo di città, con disagio di cittadini e turisti. Il Porto Vecchio è sicuramente una risorsa fondamentale ma dei 50 milioni che abbiamo portato noi, ben pochi sono stati utilizzati. Non è possibile che le istituzioni  non si occupino dell’aeroporto, che con il porto è in stretta connessione”.
 

Per Serracchiani 
 
Regione e Comune devono mettersi al tavolo con il Mit e ragionare sull’implementazione infrastrutturale, a cominciare dalle risorse per la tratta ferroviaria Trieste-Venezia, che non sono state spese se non in minima parte. Nel dl crescita ci saranno norme che riguarderanno le aree industriali e Trieste deve capire se e come intervenire nella scrittura di quell’articolo. È un’occasione e va sfruttata, ma ci chiediamo su che tavolo i rappresentanti delle nostre istituzioni si siedono e discutono. Quel tavolo non c’è, e noi lo chiediamo.  Non ci sono aree sviluppate – ha detto Cosolini – che non hanno una significativa quota di attività industriale. Questo vale anche per Trieste, dove pure c’è un’importante differenziazione, dalle assicurazioni alla portualità”. 
 
Riferendosi alla chiusura della Ferriera annunciata dal sindaco Dipiazza, Cosolini ha rilevato che
 
ormai ai cento giorni non credono più neppure i lampioni. C’è una latitanza complessiva di chi governa ora – ha aggiunto il consigliere Dem – che non consente di affrontare i punti di crisi perché si preferisce non rovinare un quadro venduto come idilliaco. Abbiamo la necessità di guardare al 2021, alle elezioni comunali con lo spirito di combattere l’immobilismo”.
 
Sertubi: Serracchiani, per salvezza ultimo appello a Di Maio  

Sertubi: Serracchiani, per salvezza ultimo appello a Di Maio  

Abbiamo lanciato veramente l’ultimo appello a Di Maio per la salvezza della Sertubi e di tutti i suoi lavoratori: posso solo sperare che sia raccolto, che arrivi una risposta e accada qualcosa”.

Lo afferma la deputata Debora Serracchiani, capogruppo Pd nella commissione Lavoro alla Camera, rendendo nota la lettera che ha spedito al ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio, alla luce delle notizie sul ridimensionamento e addirittura di completa chiusura dell’impianto Sertubi di Trieste, di proprietà dell’indiana Jindal Saw. Nella lettera al ministro, Serracchiani sottolinea 

 

di voler  sottoporre nuovamente alla sua attenzione la drammatica situazione dei lavoratori della Jindal Saw Italia”, in quanto “a un anno di distanza dalla mia precedente lettera del 30 giugno 2018, dopo che la Commissione Ue ha riconosciuto una forma di certificazione che ha tolto dei dazi sui tubi grezzi, non consta che alcuna interlocuzione sia stata avviata dal Governo con laCommissione europea e con l’Agenzia delle Dogane, al fine di scongiurare il drammatico epilogo che si sta profilando”.

La parlamentare chiede “con estrema urgenza” l’attivazione del Governo in sede Ue, in quanto per il 20 giugno infatti si attende un pronunciamento dell’Unione europea sui dazi antidumping per i prodotti indiani da immettere nel mercato europeo. Serracchiani segnala inoltre che “non meno rilevante e urgente è il fronte interno, in quanto va addebitato alle dogane italiane il cambiamento della codifica dei prodotti d’importazione, che è all’origine della nuova perdita del Made in”.

La nostra proposta sul salario minimo: stipendi più alti, tutele, diritti e lavoro vero – Zingaretti

La nostra proposta sul salario minimo: stipendi più alti, tutele, diritti e lavoro vero – Zingaretti

Uno dei grandi problemi che abbiamo in Italia su cui bisogna intervenire è quello del lavoro povero: abbiamo il 12,3% degli occupati a rischio povertà e le categorie più a rischio sono i giovani fino a 29 anni e le donne. A pesare il basso livello delle retribuzioni, la precarizzazione e la sottoccupazione dovuta a condizioni di lavoro temporaneo o part time involontario, e poi, ovviamente, al lavoro irregolare. Per cambiare questa situazione bisogna affrontarla. 

Con la nostra proposta di salario minimo stipendi più alti, tutele, diritti e lavoro vero. Questa è una misura che esiste già in 22 paesi UE su 28, su valori che oscillano in rapporto alla retribuzione media mensile. L’Italia è uno dei 6 paesi UE che non prevede salario minimo.

Difendiamo il lavoro vero e garantiamo la dignità e diritti dei lavoratori. Per farlo dobbiamo tenere aperto il dialogo con i sindacati e le organizzazioni datoriali e non abbassare mai la guardia su temi importanti come la giusta retribuzione e la tutela della sfera dell’autonomia collettiva.

Leggi nel dettaglio la nostra proposta e aiutaci a farla conoscere a tutti condividendola via WhatsApp o sui social

 

 

Crisi industriali e del lavoro: bisogna intervenire subito

Crisi industriali e del lavoro: bisogna intervenire subito

Trieste, crisi industriali e del lavoro: una follia affidare il rilancio della città al solo turismo. Il Pd chiede l’apertura di urgente di un tavolo, con istituzioni e parti sociali. 

 

La città di Trieste non può rinunciare alla sua vocazione industriale e manifatturiera, illudendosi che le sia sufficiente il pur fondamentale contributo del settore turistico. È sulla base di questo convincimento di fondo che la consigliera comunale e segretaria del Pd Trieste Laura Famulari ha avanzato la richiesta, sottoscritta dagli altri membri del gruppo consiliare, di audizione in aula di Alessia Rosolen, assessore regionale al Lavoro.

Nel corso dell’audizione, che si è svolta lunedì 6 maggio, Laura Famulari ha chiesto in particolare quale sia la visione strategica in campo per affrontare le gravi crisi industriali e occupazionali in corso sul territorio, suggerendo l’apertura immediata di un tavolo di lavoro che coinvolga tutte le parti sociali e le istituzioni.

Trieste, infatti, non può essere solo città di servizi e consumo, ma deve continuare a essere anche luogo di produzione, compreso anche il suo apporto al sistema siderurgico nazionale. Ed è quanto mai urgente – come ha sottolineato in aula la consigliera Pd Antonella Grim –  mettere in atto politiche attive per affrontare fin dalla scuola e dalla formazione le nuove sfide del mondo del lavoro, la sua evoluzione, le sue esigenze in termini di competenze e specializzazioni.

Nel frattempo, è nuovamente slittata per richiesta della maggioranza (“Non è stato ancora raggiunto un accordo”) la votazione del nuovo presidente del Consiglio comunale dopo le dimissioni di Marco Gabrielli (21 marzo). L’aula lavora dunque da quasi due mesi senza un presidente. “Un imbarazzante e scandaloso mercanteggiare tutto interno alla maggioranza” lo ha definito il consigliere Pd Toncelli. Per protesta, nella stessa seduta del 6 maggio, il nostro gruppo ha lasciato l’aula. “La maggioranza – denuncia Famulari – è ostaggio della Lega, Trieste merita di meglio.”

 

 

 

Forum «Economia e Lavoro»: le crisi industriali e le prospettive future

La riunione che ha visto la partecipazione di sindacalisti delle tre Confederazioni e dei Consiglieri regionali del PD, è stata convocata per fare il punto sulle situazioni di crisi industriale e sulle prospettive future per il territorio giuliano.

 Breve report sull’incontro

 

Interventi dei sindacalisti presenti Antonio Rodà (UILM) , Michele Pepe (FIM) , Umberto Salvaneschi (FIM), Marco Relli (FIOM)

Situazione generale

Se guardiamo i dati della occupazione (vedi dati IRES pubblicati su «Il Piccolo» del 1° maggio) la provincia di Trieste può registrare finalmente una crescita della occupazione rispetto al 2008 (più 4.500). È il dato migliore rispetto alle altre province della regione. In realtà l’occupazione è aumentata nel settore turistico-alberghiero e nei servizi: lavoro decisamente più precario e meno redditizio. È diminuito nel settore industriale e edilizio. Settori che garantiscono un lavoro più stabile. Il numero complessivo delle ore lavorate appare in diminuzione. Siamo quindi lontani da un assestamento positivo definitivo.

 

Settori in crisi

SERTUBI.  60- 70 lavoratori entro l’anno andranno a casa. Il prodotto non riesce ad entrare in Europa con il marchio made in Italy. Il tubo indiano, a minor costo, vende di più. Non c’è pertanto la volontà di restare. Dall’inizio della crisi di questa azienda, a fine agosto di quest’anno avranno perso e perderanno il lavoro tutte le 200 persone originariamente occupate. L’Area in cui è insediata la Sertubi è di proprietà della Duferco, cui la Sertubi paga l’affitto.  E la Duferco, a suo tempo ha pagato a prezzo ridotto quell’area.  Si attivi pertanto per nuovi investitori. È un’area preziosa, appetibile per altri insediamenti. I nuovi investimenti potrebbero assorbire i lavoratori persi dalla Sertubi.

WARTSILA. Dopo aver preso molti incentivi in passato per mantenere la produzione e l’occupazione dei lavoratori, resta sempre in crisi. Presto sapremo la situazione e la quantità di esuberi che verrà dichiarata. Si parla di 100 esuberi circa.

FERRIERA. È difficile al momento attuale prevederne gli sviluppi. Sulla possibilità di un intervento cinese per un riutilizzo di quell’area, nulla si sa di concreto. Potrebbe sparire solo la cokeria?  Se le prospettive saranno queste salterebbero 100 lavoratori. Verrà soppressa tutta l’area a caldo? Sparirebbero 500 lavoratori! Al momento nulla si sa di accordi con il cav. Arvedi in proposito. La trattativa è in corso.  Anche qualora l’intera area a caldo venga destinata ad area puramente logistica, potrà assorbire all’incirca 75 lavoratori, non di più. Resta pertanto la precarietà del tutto. Va però puntualizzato e chiarito che l’idea circolante che la maggioranza dei lavoratori dell’attuale Area a Caldo potrebbe essere rioccupata alla demolizione dell’impianto non trova una reale possibilità di realizzo. Per questo tipo di impianti ci vogliono imprese e personale specializzato e mezzi particolari (dati rilevati da altre esperienze).

BURGO. Ottanta licenziamenti sono in atto e su questi è difficile intervenire. Si sta lavorando per una loro ricollocazione, che peraltro potrà essere solo molto parziale. L’azienda è nazionale, ed è a livello nazionale che si dovrebbe intervenire per scongiurare il definitivo licenziamento di oltre 120 lavoratori.

PRINCIPE. Sono 115 i dipendenti dello stabilimento Principe di S. Dorligo della Valle che rischiano il licenziamento a breve. Nelle richieste di concordato preventivo infatti richiesto dalla famiglia Dukcevich non rientra lo stabilimento di S.Dorligo. Le richieste di incontro dei sindacati non hanno dato alcun esito. La proprietà non dà comunicazioni sul futuro assetto.

 Prospettive positive

  • I PUNTI FRANCHI che si sono resi disponibili. Finora si è fatto un gran parlare ma si è visto poco. Solo la Seleco si è inserita nel retro banchina. Eppure è una grande chance che va sfruttata: può offrire la occasione di centinaia di posti di lavoro. Non possono essere utilizzati solo per operazioni di stoccaggio, ma vanno insediate industrie del manifatturiero. A che punto siamo della situazione?
  • LA PIATTAFORMA LOGISTICA: doveva essere pronta per giugno ma pare lo sarà solo per l’inizio del prossimo anno. Quando entrerà in funzione assorbirà uno stock significativo di lavoratori, che ora è difficile quantificare.
  • IL PORTO VECCHIO: quali insediamenti sono previsti? Con quali ricadute sui posti di lavoro? Quali risistemazioni edilizie? Finora è tutto molto poco chiaro.

 

Interventi dei Consiglieri regionali Roberto Cosolini e Francesco Russo

I due consiglieri ribadiscono il loro impegno a farsi portavoce nelle istituzioni nelle quali sono presenti dei problemi dei lavoratori e delle proposte per il rilancio dell’economia. Sottolineano ulteriormente la necessità di puntare sulle nuove prospettive di sviluppo economico – occupazionale: Punti Franchi, Piattaforma logistica, Porto Vecchio.

Suggeriscono di costruire una sinergia strategica anche con realtà tradizionalmente diverse, come la Confindustria e Confcommercio, ambedue interessate alla tenuta della economia e dei posti lavoro.

Chiedono inoltre:

  • Che il Partito democratico si doti al più presto di una piattaforma di proposte nel campo, da indicare anche in un documento specifico di carattere strategico, che sia di riferimento anche per i propri rappresentanti istituzionali al Parlamento, in Regione e in Comune.
  • Che si prepari, nell’immediato, in occasione della audizione sulla economia che si terrà lunedi 6 maggio in Consiglio Comunale, una mozione che richieda la presenza del presidente della regione Massimiliano Fedriga in Comune a relazionare sulle due più imminenti aree di crisi occupazionale: Sertubi e Wartsila.
  • Tutti sono d’accordo sulla proposta.
  • Non si è parlato di una nuova crisi occupazionale possibile nel breve periodo: la perdita del lavoro di coloro che attualmente sono occupati nella accoglienza diffusa a Trieste. Si parla di 200 persone a rischio. I bandi, appena emessi dalla prefettura infatti, riducono gli stanziamenti giornalieri per i soggetti che gestiscono la accoglienza di circa il 40 % (da 35 euro al giorno a 21,5 euro). Io credo che ad una eventuale richiesta di intervento di Fedriga vada richiesta anche la sua posizione su questo.