Ferriera: Famulari, in Consiglio comunale sgraditi i lavoratori?

Ferriera: Famulari, in Consiglio comunale sgraditi i lavoratori?

Lascia molto perplessi, se non peggio, la decisione di riunire il Consiglio comunale lunedì alle otto e mezzo del mattino per ascoltare le ‘comunicazioni’ dell’assessore Scoccimarro sulla Ferriera: è forte il sospetto che si voglia rendere difficoltosa la presenza dei lavoratori, forse poco graditi quando si deve parlare del loro futuro occupazionale.

Lo afferma la segretaria provinciale del Pd di Trieste Laura Famulari, commentando la decisione, presa dai capigruppo consiliari, di convocare la seduta del Consiglio comunale di Trieste per lunedì 16 settembre alle 8:30 del mattino, anziché di sera come accade usualmente.

Adesso che il centrodestra triestino deve fare da reggicoda alle ambigue operazioni della Regione – indica Famulari – non ci sono scrupoli a usare il Consiglio per somministrarci una lezione di Scoccimarro sulla Ferriera, per di più concedendo solo sette minuti a gruppo per le nostre osservazioni e domande. E meglio senza operai presenti”. “Intanto – aggiunge Famulari – stiamo ancora aspettando che l’assessore Riccardi dedichi un po’ del suo tempo al Consiglio comunale del capoluogo regionale.

Ferriera: Pd Trieste, chiesta audizione urgente dei sindacati

Ferriera: Pd Trieste, chiesta audizione urgente dei sindacati

Noi vicini a lavoratori e famiglie, da centrodestra cinismo

Già ieri nella prima capigruppo utile abbiamo chiesto di audire i sindacati in merito alla crisi che, dopo aver letto le parole di Arvedi, rischia di aprirsi a breve alla Ferriera e anzi appare sempre più certa”.

Lo rende noto la capogruppo Pd nel Consiglio comunale di Trieste Fabiana Martini che, assieme ai colleghi dem Antonella Grim e Giovanni Barbo, prende posizione in merito all’annuncio dell’imprenditore Giovanni Arvedi di disimpegnare il suo gruppo dall’area a caldo della Ferriera di Servola.

Siamo vicini ai lavoratori e alle loro famiglie – dichiara Grim – a quelle quattrocento persone ancora una volta sono gettate in ansia per il futuro. Non si devono raccontare bugie: Trieste non è in grado di assorbire tali esuberi, nemmeno nelle più rosee aspettative di sviluppo tra porto e turismo. E solo per decenza non ricordiamo certe leggerezze sui posti di lavoro in Comune. Nessuna città può vivere solo di terziario – aggiunge – per questo serve una seria politica industriale”.

Per Barbo “sarà una sfida enorme tenere insieme futuro di riqualificazione dell’area, difesa dell’attività non a caldo e tutela dei posti di lavoro. Superficialità e cinismo dimostrati da buona parte del centrodestra in questa partita rischiano di avere conseguenze gravissime per la nostra città. E l’atteggiamento di Dipiazza peggiora il clima mentre dovrebbe preoccuparsi di gestire con equilibrio una situazione estremamente delicata. La Giunta di centrodestra – puntualizza il consigliere dem – non sta facendo nulla per fronteggiare la questione economica e lavorativa, tanto che il primo atto che arriva dal Comune è la nostra richiesta di audizione”.

Ferriera: Serracchiani, commissario sia garante di ogni procedura

Ferriera: Serracchiani, commissario sia garante di ogni procedura

Esiste un Commissario straordinario per l’attuazione dell’accordo di programma per l’area della Ferriera di Servola, che è il presidente della Regione, al quale va chiesto di farsi direttamente e personalmente carico della situazione dello stabilimento e di ogni procedura che lo coinvolga. E non solo dell’attuazione dell’accordo di programma quadro che comprende l’investimento di decine di milioni di soldi pubblici, ma anche dei livelli occupazionali”.

Lo chiede la deputata Debora Serracchiani, commentando l’annuncio che l’assessore all’Ambiente del Fvg, Fabio Scoccimarro, avrebbe avviato “un dialogo con la società” sul futuro della Ferriera di Servola.

Siccome non si smantella dall’oggi al domani uno stabilimento siderurgico che fa parte del sistema produttivo nazionale – aggiunge Serracchiani – occorre avere da subito chiarezza di intenzioni, di percorso e di esiti. E non dimenticare mai che se oggi si può ragionare di ipotesi diverse nella prospettiva, ciò è possibile perché un Governo nazionale ha portato qui grandi risorse pubbliche e un Governo regionale ha creato, pagando un prezzo politico, le condizioni per l’arrivo di un imprenditore che – conclude – ha salvato posti di lavoro e abbattuto l’inquinamento”.