Nave Covid: Serracchiani, è una ferita nel corpo di Trieste

Nave Covid: Serracchiani, è una ferita nel corpo di Trieste

La città che più di tutte è stata colpita dal virus e che più di tutte è stata trascurata dalla Regione, subisce l’onta del cinismo di Fedriga: certo, dopo oltre due mesi dallo scoppio dell’emergenza, la nave non serve più. Ma non è mai servita. Serviva intervenire subito, senza tentare di nascondere quello che succedeva nelle case di riposo, fin quando è stato troppo tardi. Rimane la vergogna delle persone abbandonate in strutture da dove bisognava portarle via subito.

Lo afferma la deputata Debora Serracchiani, dopo che il presidente della Regione Massimiliano Fedriga ha confermato che la nave-ospedale GNV “Allegra” non arriverà a Trieste.

Dopo i ritardi e gli errori arriva lo scaricabarile ma – ammonisce la parlamentare – non si scommetta sull’oblio: questa è una ferita nel corpo di Trieste.‎ La Giunta Fedriga deve assumersi l’intera responsabilità di questa tragica vicenda e risponderne: una prova di inefficienza e di arroganza consumata sulla pelle di centinaia di anziani. Non sappiamo se questa vicenda è costata vittime. Certo – puntualizza Serracchiani – è inaccettabile che a Trieste Fedriga e Riccardi si nascondano dietro‎ ai tecnici, mentre a Roma rivendicano il diritto e il dovere della politica di fare scelte anche diverse da quanto indicato da medici e scienziati. Con la differenza che a Roma c’era un comitato scientifico di specialisti, a Trieste no. Settimane gettate, precauzioni non prese, anziani ancora nelle case di riposo da cui dovevano essere trasferiti con urgenza, da accertare se siano‎ stati spesi fondi pubblici‎. Con questo bilancio – conclude – qualcuno dovrebbe trarre delle conclusioni coerenti.

Coronavirus: centrosinistra, ordine del giorno impegna il Comune Trieste su case di riposo

Coronavirus: centrosinistra, ordine del giorno impegna il Comune Trieste su case di riposo

Dpi per personale sanitario, tamponi per degenti e familiari, tablet per comunicare

Più tamponi, mascherine ffp3 per il personale, un protocollo operativo con Asugi, separazione dei positivi, tablet per comunicare con l’esterno. E’ in sintesi quanto chiedono al sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, in un ordine del giorno, i consiglieri comunali di centrosinistra Antonella Grim (IV),  Sabrina Morena (Open Fvg) e Laura Famulari con i colleghi del gruppo Pd. 

Nell’ambito delle sue competenze- spiegano – occorre che il Comune di Trieste si impegni sul fronte delle case di riposo, dove si consuma un dramma terribile per la nostra città. Alla luce dei tanti decessi che ancora contiamo quasi a metà aprile, forse si doveva e si deve fare di più: intendiamo unirci a questa lotta per i nostri vecchi e per le loro famiglie.

Per questo abbiamo presentato un ordine del giorno che invita il Sindaco ad attivarsi su questo fronte, nelle prossime scelte di allocazione delle risorse e di coordinamento. Fondamentali sono i presidi di sicurezza individuale per il personale sanitario, ma anche sottoporre a tampone il personale, i degenti e i loro familiari vista la particolare esposizione di questi luoghi al contagio.

Ma chi sta in una casa di riposo deve poter anche comunicare con i famigliari magari – concludono – attraverso tablet forniti dall’Amministrazione, una soluzione già attuata in altri Comuni, e con l’eventuale aiuto di volontari, sempre per favorire al massimo la comunicazione”.

Coronavirus, il testo del nuovo Dpcm: le 100 attività che possono restare aperte

Coronavirus, il testo del nuovo Dpcm: le 100 attività che possono restare aperte

Nel testo del provvedimento l’elenco delle imprese che non saranno costrette a fermarsi.  Secondo l’esecutivo, che ha ascoltato il parere degli amministratori locali delle regioni del nord più colpite dal coronavirus, ancora troppi lavoratori sarebbero costretti a recarsi sul proprio posto di lavoro, anche in settori che a prima vista non sembrano essenziali. Mettendo a rischio la propria salute e quelle dei propri famigliari. 

 

Scarica il DPCM

 

 

 

 

Decreto Cura Italia: come e dove richiedere gli aiuti. Mini Guida

Decreto Cura Italia: come e dove richiedere gli aiuti. Mini Guida

Pubblicato in Gazzetta ufficiale, il decreto Coronavirus ter, meglio conosciuto come ‘Cura Italia’, è legge. Aiuti alle famiglie, premi per chi ha continuato a lavorare nei servizi essenziali, sconti fiscali e incentivi per la sanificazioni di scuole e imprese, congedi straordinari: sono tantissimi i provvedimenti contenuti nel decreto per fronteggiare l’emergenza epidemica, senza precedenti, causata dal Covid-19.

Ma come fare per usufruire dei benefici previsti dal Governo?

 

Bonus lavoro

Sopratutto nei primi giorni dell’emergenza, sono stati molti i lavoratori che non hanno potuto accedere allo smart working, sollecitato dal governo coi primi due decreti che ha varato. Per tutti questi il decreto Cura Italia ha previsto un “premio” che arriverà direttamente in busta paga (non bisogna quindi far niente per ottenerlo).

A tutti i titolari di redditi da lavoro dipendente con un reddito complessivo non superiore a 40.000 euro, per il mese di marzo verrà riconosciuto un bonus che può arrivare fino a 100 euro, cifra che non concorre alla formazione del reddito, e va modulata sul numero di giorni di lavoro svolti in sede durante questo mese. Ipotizzando di lavorare 26 giorni su 31, si avranno, quindi, 3,84 euro per ogni giorno di presenza. Per ottenere il premio non occorrerà fare nulla: spetterà infatti ai datori di lavoro, in quanto sostituti d’imposta, riconoscere in via automatica l’incentivo, a partire dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile e comunque al più tardi entro il conguaglio di fine anno. A loro volta i sostituti d’imposta compenseranno l’incentivo erogato detraendolo dai versamenti delle imposte dovute al Fisco.

 

Cassa integrazione per i lavoratori dipendenti

Le modalità di accesso al sostegno al reddito per il lavoro dipendente verranno definite nei prossimi giorni attraverso l‘Inps che erogherà i pagamenti. Tutte le domande per gli ammortizzatori sociali e gli altri strumenti messi in campo dovranno infatti essere presentate all’Istituto di previdenza, tranne quelle per la cassa integrazione in deroga, che è concessa dalle Regioni, anche se a pagare sarà sempre l’Inps. Le domande dovranno essere presentate online.

La Cassa integrazione viene prevista, per la prima volta, anche per le attività produttive con meno di 5 dipendenti e per tutti i settori, escluso solo il lavoro domestico. Tutti gli ammortizzatori coprono il periodo 23 febbraio – 31 agosto 2020 per massimo di 9 settimane.

La quarantena certificata dal medico verrà pagata come malattia.

 

Indennità per partite Iva e lavoratori autonomi

Autonomi, professionisti, co.co.co e stagionali potranno chiedere un’indennità di 600 euro, non tassabile, sempre all’Inps. Il trattamento riguarda una platea che il Governo quantifica in quasi 5 milioni di persone:

  • autonomi e Partite IVA (aperta prima del 23 febbraio) non iscritti agli ordini
  • collaboratori in gestione separata (non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme di previdenza)
  • artigiani
  • commercianti
  • coltivatori diretti, coloni e mezzadri, operai agricoli a tempo determinato non titolari di pensione
  • stagionali dei settori turismo e stabilimenti termali: devono aver perso il lavoro nel periodo tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del decreto, non titolari di pensione o di rapporto di lavoro dipendente
  • lavoratori dello spettacolo

 

Aiuti per le famiglie

Introdotto il congedo parentale di 15 giorni al 50% della retribuzione, e, in alternativa, il bonus da 600 euro per pagare la baby sitter. Le due opzioni devono essere attivate in una sezione apposita sul sito dell’Inps (il servizio sarà operativo entro due settimane) e sono retroattive, utilizzabili a partire dal 5 marzo.
Il congedo parentale straordinario sarà disponibile per tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati (anche co.co.co e partite Iva) con figli fino a 12 anni. Se disabili, non sarà stabilito limite di età. Per i ragazzi tra 12 e 16 anni, i giorni di congedo straordinario non saranno retribuiti.

Nel caso di genitori-lavoratori dipendenti del settore privato, con figli trai 12 e i 16 anni, l’astensione dal lavoro per il periodo di chiusura delle scuole prevede anche il divieto di licenziamento, purché non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito o in modalità di lavoro agile. I 15 giorni sono cumulativifrazionabili e non possono essere fruiti contemporaneamente da due genitori che lavorano. Il congedo va chiesto al proprio datore di lavoro, avviando la pratica accedendo alla sezione dedicata del sito dell’Inps.

In alternativa, il voucher baby sitter da 600 euro è riservato ai genitori lavoratori dipendenti (devono lavorare tutti e due) con figli sotto i 12 anni. Il bonus aumenta a 1.000 euro se i genitori fanno parte del personale sanitario. L’assegno sarà erogato attraverso il cosiddetto “libretto famiglia“, attivo dal 2017. Per usufruire del libretto famiglia, sia la famiglia utilizzatrice che il lavoratore, dovranno registrarsi alla piattaforma tramite il servizio online dedicato, sempre sul portale Inps.

 

Commercianti e artigiani

La chiusura delle attività commerciali ha messo in ginocchio un intero settore, per questo sono stati introdotti bonus sugli affitti a favore di commercianti,
artigiani e di tutte le attività che pagano un affitto per un locale commerciale di piccola taglia. Per il momento la misura riguarda solo il mese di marzo, ma, se dovesse continuare l’attuale blocco, verrà estesa anche ai mesi successivi.

A tutti viene riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione del mese in questione. Il bonus non andrà a tutte le tipologie di superfici commerciali o produttive, ma vale solamente per gli immobili che rientrano nella categoria catastale C/1 (botteghe e negozi) e non si applica ai soggetti che il Dpcm del 1 marzo aveva autorizzato ad operare (attività di vendita di alimentari, di prima necessità e servizi alla persona compresi negli allegati 1 e 2 dello stesso Dpcm). La detrazione è utilizzabile esclusivamente in compensazione delle imposte dovute nell’anno.

 

Mutui e crediti

Piccole e medie imprese potranno ottenere la sospensione di mutui, prestiti, finanziamenti non rateali e linee accordate dal sistema creditizio fino al prossimo 30 settembre. Per ottenere una moratoria su un prestito, un mutuo o una linea di credito, si dovrà presentare richiesta alla banca o all’intermediario finanziario che ha erogato il credito. In più imprese e professionisti possono beneficiare della sospensione dei termini di versamento di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, oltre che degli avvisi di accertamento, in scadenza tra I’8 marzo e il 31 maggio 2020. Non c’è bisogno di fare alcuna richiesta: tutti i pagamenti vengono automaticamente sospesi e dovranno essere effettuati entro il 3o giugno 2020. Automatica anche la sospensione del versamento Iva per imprese e attività sotto i 2 milioni di fatturato.
 
Per un periodo di nove mesi, l’accesso al Fondo di solidarietà mutui prima casa (Fondo Gasparrini) è esteso ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che hanno subito un calo del proprio fatturato superiore al 33% in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività in attuazione delle disposizioni adottate. Per l’accesso al Fondo non è richiesta la presentazione dell’Isee. La domanda dovrà essere presentata alla banca presso la quale è in corso il mutuo.

 

Documentazione utile

 

 

Il PD sta con l’Italia che combatte per fermare il #coronavirus

Il PD sta con l’Italia che combatte per fermare il #coronavirus

Il PD è una grande comunità e vogliamo dare un segnale. Per questo abbiamo lanciato una campagna di informazione e divulgazione per contrastare il coronavirus. Il governo ha adottato una serie di indicazioni e scelte che crediamo giuste, ponderate e condivisibili. Il nostro primo pensiero va a tutti gli operatori e le operatrici del sistema sanitario nazionale che vogliamo aiutare.

Il Partito Democratico sta con l’Italia che combatte per fermare il coronavirus. Questo è il messaggio che deve passare. Ed è un obiettivo che deve unire il Paese. Tutti possiamo e dobbiamo fare qualcosa, mobilitandoci e diffondendo informazioni corrette e non allarmistiche.

Vogliamo anche mettere in campo tutte le misure adeguate a un grande rilancio dell’economia italiana e del lavoro ma oggi l’obiettivo è fermare l’espandersi del virus.

Cliccando sull’immagine qui sotto puoi scaricare un decalogo con consigli e suggerimenti comportamentali utili a rallentare la diffusione del virus, piccoli gesti da compiere per una grande sfida da vincere assieme. Disponibile anche un video. 

Chiediamo a tutti la cortesia di inoltrarlo a tutti ad amici e interlocutori, sui social e via email.

 

Grazie per la collaborazione,

Laura Famulari
Segretaria Provinciale PD Trieste

 

Scarica il decalogo

 

 

 

 

 

 

Guarda il video