Polizia: Serracchiani, risorse ad hoc per scuola Allievi di Trieste

“È irrinunciabile che una struttura dedicata alla formazione degli agenti della Polizia di Stato sia mantenuta in condizioni decorose e consone alle esigenze della specifica operatività. Ho chiesto pertanto ai ministeri competenti che si occupino della scuola Allievi della Polizia di Stato che ha sede a Trieste nella Caserma Emanuele Filiberto Duca d’Aosta”. Lo ha affermato oggi nel capoluogo giuliano la deputata del PD, Debora Serracchiani, la quale, intervenendo a margine del congresso regionale del Siulp Fvg, ha reso noto di aver depositato un’interrogazione al ministero dell’Economia e delle Finanze e al ministero dell’Interno.

Dopo aver ripercorso le vicissitudini storiche e amministrative che hanno interessato nel tempo la caserma, che si estende su un’area di 40mila mq, Serracchiani ha evidenziato al Governo i problemi generati a seguito di una cartolarizzazione avvenuta nel 2005 che ha interessato l’intera superficie e i relativi immobili, con conseguente passaggio del sito dallo Stato ad un fondo di investimento privato.

“Questo passaggio – ha spiegato Serracchiani – non è del tutto chiaro in alcuni suoi aspetti e comunque la situazione è tale da generare molta incertezza sul futuro dell’intero complesso. Sono infatti venuti a mancare i fondi necessari per realizzate adeguate opere di ristrutturazione delle palazzine, degli impianti, e del poligono di tiro” .

La deputata ha anche rappresentato al Mef e al Viminale che “la Scuola è divenuta un asset strategico per la formazione del personale della Polizia di Stato e per la stessa città di Trieste. Oltre al prestigio, un significativo indotto lavorativo e una promozione turistica si riverbera sulla città dalla Scuola dalla presenza generalmente di un anno, del corso degli Allievi che vede coinvolti centinaia di giovani provenienti da tutta Italia”.

Serracchiani ha così chiesto ai ministeri competenti di “chiarire in modo definitivo in capo a quale soggetto siano gli oneri di manutenzione dell’edificio, chiarendo al contempo con il Demanio dello Stato a chi sia intestata la proprietà della struttura. E soprattutto, nelle more del bilancio dello Stato, di erogare un finanziamento ad hoc per la ristrutturazione e rimessaggio di questa importante struttura”.

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