GIOVANI E DIRITTO DEL LAVORO: DUE GIORNI DI INCONTRI ALLA LOVAT

Venerdì 12 e sabato 13 luglio presso gli spazi della libreria Lovat, in viale XX Settembre 20, (stabile Oviesse, III piano) i Giovani Democratici di Trieste hanno organizzato due giornate di incontri sulla tematica del lavoro.gd diritto lavoro
Nel primo giorno il dibattito ha riguardato il ruolo dell’organizzazione giovanile nel Partito Democratico. Illuminante l’intervento del segretario provinciale, Štefan
Čok, appena 30enne, che ha sottolineato l’importanza dei GD come luogo dove è è possibile il confronto con i coetanei e luogo di esperienza politica per imparare le modalità e gli strumenti per portare avanti le proprie idee. Il consigliere regionale Franco Codega ha rimarcato il ruolo di provocatori che i giovani possono esercitare nei confronti degli adulti attraverso la pedagogia dei gesti, atti simbolici che riescono ad assumere però grande rilevanza se coordinati e rumorosi. Il senatore Francesco Russo ha infine ricordato che la politica non va vissuta come una carriera, e che ad ogni generazione è data una scommessa da vincere, una missione, una storia collettiva davanti alla società.
La giornata di sabato è stato densa di eventi, con l’introduzione dell’avvocato Fabio Petracci, giuslavorista, che ha ricostruito storicamente quanto avvenuto negli anni nella legislazione sul lavoro (con le leggi Treu, Biagi e Fornero), l’orientamento progressivo del mercato del lavoro alla flessibilità a scapito dei diritti, mettendo il lavoratore in condizione di soggezione rispetto al datore di lavoro. Petracci ha evidenziato che urgono provvedimenti che instaurino un reale rapporto tra mondo della formazione e del lavoro sia sul fronte scolastico che su quello del collocamento. L’Onorevole Blazina ha sottolineato la gravità della situazione odierna, riportando un dato allarmante: quello che vede 290.000 giovani in meno che dall’inizio della crisi non presentano più la dichiarazione dei redditi. Ha affermato che bisogna puntare su un lavoro flessibile che sia meno vantaggioso rispetto a quello indeterminato, su una maggiore mobilità europea e sulla sensibilizzazione dei giovani su agricoltura e ambiente, settori che possono dare rilancio alla nostra economia ed essere fonte di posti di lavoro. Antonella Grim, assessore all’educazione, scuola, università e ricerca del Comune di Trieste, ha ricordato la difficoltà odierna degli enti locali nel garantire i servizi ai cittadini che, oltre a essere fonte di lavoro, permettono a giovani e non di conciliare famiglia e lavoro. Anche sul fronte della formazione e dell’abbandono scolastico il Comune si sta impegnando per valorizzare il periodo delle scuole medie inferiori, periodo in cui si devono fare scelte per il proprio futuro che siano basate su una conoscenza del mondo del lavoro. Ha poi riportato alcune iniziative provinciali, legate al suo assessorato, come il bando del Piano Locale Giovani che mette a disposizione 34 tirocini formativi con un minimo di 200 fino a un massimo di 400 ore e un rimorso spese pari a 10 euro lordi l’ora, rivolto ai giovani tra i 18 e 29 anni, diplomati o laureati disoccupati, iscritti al Centro per l’Impiego di Trieste.

gd diritto lavoro 2L’intervento dell’onorevole Rosato si è incentrato sull’operato del governo Letta, che ha fatto del lavoro giovanile la sua missione, trainando anche il resto dell’Europa in questo senso. La necessità è naturalmente quella di permettere alle migliori energie e intelligenze italiane di esprimersi al meglio restando nel nostro Paese, per poter garantire un futuro di qualità all’Italia. Vanno in questa direzione sia il “decreto del fare”, con le agevolazioni alle start up e alle borse lavoro, sia il “decreto lavoro”, che prevede agevolazioni per l’assunzione di giovani sotto i 29 anni che siano senza lavoro da più di sei mesi, o che abbiano persone a carico, o che abbiano un basso livello di scolarità. La sfida, inoltre, è quella di incentivare l’export, il punto forte dell’Italia. Stimolato dalle domande del pubblico, Rosato ha anche sottolineato l’importanza dell’istituzione del reddito minimo garantito.
Nel pomeriggio Gabrijel Cernigoi, giovane imprenditore triestino nel campo della viticoltura, ha portato la sua esperienza imprenditorializia, spiegando le difficoltà di un Paese nel quale ogni ente pensa al suo lavoro e non c’è una linea globale che aiuti il cittadino; ha raccontato poi di alcune occasioni di permanenza all’estero, in Francia e in Australia, e, paragonandole all’Italia, ha affermato che in entrambi i paesi c’è stato un trattamento migliore nell’ambito lavorativo, più pagato e meglio garantito. Franco Purini, consulente del lavoro, dopo aver espresso alcune opinioni in merito agli argomenti emersi, ha spiegato i più comuni contratti di lavoro dipendente e indipendente, sottolineando che esistono troppi contratti diversi di cui si cerca sempre di trovare il punto debole, frutto questo di una mentalità ancora servilista e poco matura. Ha auspicato poi che i sindacati si pongano in maniera propositiva nel dibattito sul diritto del lavoro, senza barricarsi in posizioni di fatto non più sostenibili.
Infine, il sindaco Cosolini ha chiuso i lavori offrendo una panoramica storica del diritto del lavoro, coniugata ad un mondo odierno in cui la crisi ha messo al centro delle difficoltà proprio la possibilità reale di lavorare. Servono dunque standard minimi di trattamento, un’educazione permanente unita ad un sistema sociale più forte.

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