Consiglio comunale: maggioranza spaccata su D’Agostino e poco attenta alle questioni di bambini e ragazzi

Doveva essere la seduta della solidarietà unitaria a Zeno D’Agostino, una solidarietà da esprimere attraverso una mozione firmata da tutti i capigruppo, di maggioranza e di opposizione; invece sarà ricordata per il gran rifiuto di Forza Italia, che ha presentato un documento alternativo bocciato dall’Aula con 27 voti contrari, un vero record per una mozione di maggioranza. Maggioranza che ha evidentemente un problema, se non riesce ad accordarsi né sulle questioni decisive come il futuro del Porto, il cui altro nome è lo sviluppo economico di Trieste, e neanche su quelle meno importanti come la delibera sul PAC di Miramare, approvata con i soli voti della Lega (il partito dell’assessore competente), di Fratelli d’Italia e del consigliere Tuiach. L’unica cosa su cui riescono a convergere è quando si tratta di negare l’urgenza alle mozioni del centrosinistra: ieri hanno negato l’urgenza a ben 5 mozioni presentate dalle opposizioni, 3 delle quali da noi del Partito Democratico. Una riguardava l’aumento dei prezzi (Trieste è risultata la seconda città in Italia con un aumento del 5,3%); l’altra riguardava i teatri e la possibilità di realizzare spettacoli all’aperto alla presenza del pubblico, benché contingentato; la terza infine era relativa alla proposta di realizzare Ricrediffusi, in modo da aumentare il numero dei ragazzi e delle ragazze accolte (al momento infatti l’Amministrazione conta di riuscire ad accogliere poco più del 25% delle domande presentate, che quest’anno sono 3058, 760 in più rispetto al 2019). Unica nota positiva della serata l’approvazione, grazie ai voti anche di parte della maggioranza, di una mozione presentata dalla consigliera di Italia Viva Antonella Grim e sottoscritta anche da noi, che chiedeva di valutare la possibilità di utilizzare parchi e giardini coinvolgendo associazionismo e Terzo Settore sulla scorta di quanto si faceva con l’esperienza SPURG-Spazi urbani in gioco. Perché dopo tre mesi di lockdown e dopo aver garantito l’aperitivo e a breve le discoteche forse è il caso di pensare anche ai bambini e alle bambine.

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