Scuola: servizi integrativi con stesse rette e meno posti

Scuola: servizi integrativi con stesse rette e meno posti

 

Da assessore Brandi nessuna volontà di garantire continuità a SIS
Nota del Gruppo Pd nel sesto Consiglio circoscrizionale

In data mercoledì 2 settembre 2020 si è tenuta la seduta di Consiglio della VI Circoscrizione, alla presenza dell’assessore Brandi, con all’ordine del giorno l’unico punto “il nuovo anno scolastico”.
L’assessore Brandi con delega all’Educazione e alla scuola, ma anche al Decentramento, ha chiesto che l’incontro avvenisse a porte chiuse, violando gli articoli n. 1 e n. 14 del regolamento riguardante il funzionamento delle Circoscrizioni che recitano rispettivamente che “Il Consiglio circoscrizionale è strumento di partecipazione dei cittadini alla vita pubblica” e che “le sedute dei Consigli circoscrizionali
sono pubbliche”. Così facendo l’assessore si è poi sottratto ai primi doveri di un pubblico amministratore: il confronto con i cittadini e i soggetti coinvolti nella questione, nello specifico famiglie e scuole. Nonostante questo, come gruppo PD della VI Circoscrizione abbiamo partecipato alla seduta con senso di responsabilità e secondo il mandato affidatoci dai cittadini.
A fine incontro il nostro disappunto si è trasformato in profonda delusione date le risposte evasive e non esaustive forniteci dall’Assessore, nonché per la mancanza di volontà di adoperarsi affinché in particolare il servizio di pre-accoglimento previsto con il SIS, indispensabile per molte famiglie, possa trovare continuità.
Ancora: le rette del SIS continueranno ad essere le stesse, nonostante il servizio ridotto, e i ricreatori non potranno accogliere lo stesso numero di bambini dell’anno scorso.
Questi elencati sono solo alcuni dei disagi cui le famiglie andranno incontro con l’inizio del nuovo anno scolastico.
Invitiamo l’Amministrazione Dipiazza a fare molto di più, stipulando accordi con il territorio per poter usufruire di ulteriori spazi, garantendo l’accesso ai ricreatori allo stesso numero di bambini degli anni passati con un numero congruo di educatori, attivandosi per garantire alle famiglie il servizio di pre-accoglimento presso gli istituti scolastici che abbiano spazi idonei (come da richiesta delle famiglie dell’Istituto IQBAL MASIH).
Ci permettiamo infine di invitare l’Amministrazione a collaborare con la Regione, referente per gli istituti superiori, coordinandosi per non lasciare inutilizzati spazi che potrebbero essere indispensabili a scongiurare la didattica a distanza in un periodo di non emergenza.
Un’amministrazione che si è sempre dichiarata dalla parte dei cittadini ha l’obbligo di dare maggiori risposte ai cittadini stessi e alle famiglie. E di rassicurarli, non negandosi al confronto pubblico.

Luca Salvati, Sandra di Febo, Gentian Metani e Elisabetta Schiavon
Partito Democratico della sesta Circoscrizione

 
Piano per l’Italia: scuola, insegnanti e ricerca al primo posto

Piano per l’Italia: scuola, insegnanti e ricerca al primo posto

Mentre c’è chi citofona e fa propaganda, noi siamo al lavoro per dare risposte concrete alle persone. E nel ‘Piano per l’Italia’ che abbiamo sottoposto al governo al primo posto abbiamo messo la scuola, gli insegnanti, la ricerca. 

 

Siamo convinti che i luoghi della conoscenza debbano tornare ad essere palestre di vita, luoghi per dare il giusto futuro ai nostri figli. Ed è da lì che vogliamo partire, incrementando gli investimenti, aumentando lo stipendio agli insegnanti, stabilizzando i precari e assumendo 10mila ricercatori. E dando la possibilità a chi ha redditi bassi di avere un’istruzione gratuita.

Regionalizzazione della Scuola: la proposta è rimasta al palo

Il Forum Istruzione e Scuola si è riunito il 27 novembre, si è parlato di diversi argomenti con un focus particolare sulla proposta di Regionalizzazione della Scuola

 

Regionalizzazione della scuola. Non è andato avanti sostanzialmente nulla. Tutto è fermo ancora alla proposta di “Accordo per la realizzazione di interventi finalizzati al miglioramento organizzativo delle istituzioni scolastiche statali e paritarie” tra la Regione e il MIUR predisposto ancora nella primavera scorsa. Nulla è andato avanti perché la Commissione paritetica, incaricata di promuovere la proposta, ha funzionato ben poco in questi mesi. Del resto anche a livello nazionale, le proposte di maggiore autonomia delle regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, sono rimaste al palo.

Organici dei docenti: il ritardo dei concorsi, la quota cento che ha visto quasi raddoppiare i docenti che se ne sono andati dalla scuola, la poca attrattività del mestiere di docente, peggiorata in questi anni, ha reso irreperibili alcune figure. Sono carenti soprattutto gli insegnanti di materie tecniche e scientifiche. Anche le domande di MAD (messa a disposizione) sono difficilmente trattabili. Spesso provengono da docenti del sud, che difficilmente si muovono per supplenze brevi. In particolar modo mancano le maestre e i maestri per le scuole primarie. Ciò si è aggravato anche in seguito al fatto che la Facoltà delle scienze primarie alcuni anni fa è stata spostata da Trieste a Udine. E molti triestini rinunciano a frequentarla.

Alunni disabili. In questi ultimi anni sono enormemente aumentati. Nel l 2013 erano 320, oggi sono quasi raddoppiati (circa 600). Ciò è dovuto al fatto che sono cambiati i criteri per la certificazione. Fatto sta che gli insegnanti di sostegno non sono in numero sufficiente. Quindi gli educatori, inviati dal Comune, si ritrovano, senza competenze, a coprire talvolta i vuoti degli insegnanti di sostegno. Così non si può andare avanti.

Per la coordinatrice del Forum Ariella Bertossi

In questo periodo le attenzioni a livello locale sono dedicate alla proposta di regionalizzazione della scuola, discutendo su quanto emanato dal consiglio regionale senza grandi pubblicità e che però in sostanza prevede solo la regionalizzazione degli uffici. Non si comprende tuttavia come un ufficio scolastico con dirigenti regionali possa “comandare” dei dirigenti scolastici che sono notoriamente statali. 

Se la situazione dei ds può dirsi sostanzialmente risolta a livello regionale grazie l’immissione in ruolo dei nuovi dirigenti con il recente concorso, rimane drammatica la carenza dei dsga. Il Miur ha emanato un interpello in base al quale chiunque, anche fuori graduatoria, avesse una laurea in determinate facoltà potesse candidarsi. Questo ha portato ad una serie di candidature alle quali poi all’atto pratico non corrispondeva alcuna competenza e ha paralizzato le scuole in un periodo determinante per l’avvio dell’anno scolastico. Per individuarli si è dovuto accedere alle graduatorie degli assistenti amministrativi di terza fascia, assumendo alla fine persone senza alcuna esperienza per un lavoro che comporta una notevole responsabilità.

La mancanza di docenti inoltre comincia ad essere un problema: nelle nostre scuole stanno lavorando gli studenti dell’Università, che per certe materie può essere un vantaggio (es, in informatica) ma che crea notevoli difficoltà in altre. Gli insegnamenti professionalizzanti sono di difficile copertura.
L’insegnamento, soprattutto nella scuola primaria, costituisce al momento fonte certa di lavoro e su questo purtroppo la regione non sta puntando, lasciando posti vacanti per mancanza di candidati.