Nasce il Forum Ambiente: individuati tre macro-ambiti di azione politica

Individuare temi ed obiettivi centrali dell’azione del PD sulle questioni ambientali, questo l’obbiettivo dell’incontro del Gruppo promotore del Forum Ambiente, riunito a maggio con il coordinamento di Antonella Grim.

 

Il gruppo ristretto ha indicato tre macro-ambiti di approfondimento:

  • raccolta differenziata: una sfida sempre più necessaria ed attuale che sta interessando tutti i comuni della nostra provincia; 
  • mobilità sostenibile: come rafforzare il trasporto pubblico locale ed arrivare ad un vero e moderno trasporto pubblico regionale integrato, come rilanciare le piste ciclabili cittadine e provinciali anche nell’ottica dell’incremento del ciclo-turismo; 
  • il rapporto tra la città e il suo mare; 

 

Il prossimo impegno è predisporre un documento da presentare alla Direzione provinciale e poi da condividere nei Circoli, organizzando, dal prossimo autunno, un ciclo di incontri di approfondimento con la cittadinanza.  

I lavori del Forum sono aperti alla collaborazione di cittadini interessati, esperti del settore, studenti, professionisti. Non è necessario essere iscritti al PD.

Per informazioni inviate un messaggio a: antonellagrim@libero.it 

Forum «Economia e Lavoro»: le crisi industriali e le prospettive future

La riunione che ha visto la partecipazione di sindacalisti delle tre Confederazioni e dei Consiglieri regionali del PD, è stata convocata per fare il punto sulle situazioni di crisi industriale e sulle prospettive future per il territorio giuliano.

 Breve report sull’incontro

 

Interventi dei sindacalisti presenti Antonio Rodà (UILM) , Michele Pepe (FIM) , Umberto Salvaneschi (FIM), Marco Relli (FIOM)

Situazione generale

Se guardiamo i dati della occupazione (vedi dati IRES pubblicati su «Il Piccolo» del 1° maggio) la provincia di Trieste può registrare finalmente una crescita della occupazione rispetto al 2008 (più 4.500). È il dato migliore rispetto alle altre province della regione. In realtà l’occupazione è aumentata nel settore turistico-alberghiero e nei servizi: lavoro decisamente più precario e meno redditizio. È diminuito nel settore industriale e edilizio. Settori che garantiscono un lavoro più stabile. Il numero complessivo delle ore lavorate appare in diminuzione. Siamo quindi lontani da un assestamento positivo definitivo.

 

Settori in crisi

SERTUBI.  60- 70 lavoratori entro l’anno andranno a casa. Il prodotto non riesce ad entrare in Europa con il marchio made in Italy. Il tubo indiano, a minor costo, vende di più. Non c’è pertanto la volontà di restare. Dall’inizio della crisi di questa azienda, a fine agosto di quest’anno avranno perso e perderanno il lavoro tutte le 200 persone originariamente occupate. L’Area in cui è insediata la Sertubi è di proprietà della Duferco, cui la Sertubi paga l’affitto.  E la Duferco, a suo tempo ha pagato a prezzo ridotto quell’area.  Si attivi pertanto per nuovi investitori. È un’area preziosa, appetibile per altri insediamenti. I nuovi investimenti potrebbero assorbire i lavoratori persi dalla Sertubi.

WARTSILA. Dopo aver preso molti incentivi in passato per mantenere la produzione e l’occupazione dei lavoratori, resta sempre in crisi. Presto sapremo la situazione e la quantità di esuberi che verrà dichiarata. Si parla di 100 esuberi circa.

FERRIERA. È difficile al momento attuale prevederne gli sviluppi. Sulla possibilità di un intervento cinese per un riutilizzo di quell’area, nulla si sa di concreto. Potrebbe sparire solo la cokeria?  Se le prospettive saranno queste salterebbero 100 lavoratori. Verrà soppressa tutta l’area a caldo? Sparirebbero 500 lavoratori! Al momento nulla si sa di accordi con il cav. Arvedi in proposito. La trattativa è in corso.  Anche qualora l’intera area a caldo venga destinata ad area puramente logistica, potrà assorbire all’incirca 75 lavoratori, non di più. Resta pertanto la precarietà del tutto. Va però puntualizzato e chiarito che l’idea circolante che la maggioranza dei lavoratori dell’attuale Area a Caldo potrebbe essere rioccupata alla demolizione dell’impianto non trova una reale possibilità di realizzo. Per questo tipo di impianti ci vogliono imprese e personale specializzato e mezzi particolari (dati rilevati da altre esperienze).

BURGO. Ottanta licenziamenti sono in atto e su questi è difficile intervenire. Si sta lavorando per una loro ricollocazione, che peraltro potrà essere solo molto parziale. L’azienda è nazionale, ed è a livello nazionale che si dovrebbe intervenire per scongiurare il definitivo licenziamento di oltre 120 lavoratori.

PRINCIPE. Sono 115 i dipendenti dello stabilimento Principe di S. Dorligo della Valle che rischiano il licenziamento a breve. Nelle richieste di concordato preventivo infatti richiesto dalla famiglia Dukcevich non rientra lo stabilimento di S.Dorligo. Le richieste di incontro dei sindacati non hanno dato alcun esito. La proprietà non dà comunicazioni sul futuro assetto.

 Prospettive positive

  • I PUNTI FRANCHI che si sono resi disponibili. Finora si è fatto un gran parlare ma si è visto poco. Solo la Seleco si è inserita nel retro banchina. Eppure è una grande chance che va sfruttata: può offrire la occasione di centinaia di posti di lavoro. Non possono essere utilizzati solo per operazioni di stoccaggio, ma vanno insediate industrie del manifatturiero. A che punto siamo della situazione?
  • LA PIATTAFORMA LOGISTICA: doveva essere pronta per giugno ma pare lo sarà solo per l’inizio del prossimo anno. Quando entrerà in funzione assorbirà uno stock significativo di lavoratori, che ora è difficile quantificare.
  • IL PORTO VECCHIO: quali insediamenti sono previsti? Con quali ricadute sui posti di lavoro? Quali risistemazioni edilizie? Finora è tutto molto poco chiaro.

 

Interventi dei Consiglieri regionali Roberto Cosolini e Francesco Russo

I due consiglieri ribadiscono il loro impegno a farsi portavoce nelle istituzioni nelle quali sono presenti dei problemi dei lavoratori e delle proposte per il rilancio dell’economia. Sottolineano ulteriormente la necessità di puntare sulle nuove prospettive di sviluppo economico – occupazionale: Punti Franchi, Piattaforma logistica, Porto Vecchio.

Suggeriscono di costruire una sinergia strategica anche con realtà tradizionalmente diverse, come la Confindustria e Confcommercio, ambedue interessate alla tenuta della economia e dei posti lavoro.

Chiedono inoltre:

  • Che il Partito democratico si doti al più presto di una piattaforma di proposte nel campo, da indicare anche in un documento specifico di carattere strategico, che sia di riferimento anche per i propri rappresentanti istituzionali al Parlamento, in Regione e in Comune.
  • Che si prepari, nell’immediato, in occasione della audizione sulla economia che si terrà lunedi 6 maggio in Consiglio Comunale, una mozione che richieda la presenza del presidente della regione Massimiliano Fedriga in Comune a relazionare sulle due più imminenti aree di crisi occupazionale: Sertubi e Wartsila.
  • Tutti sono d’accordo sulla proposta.
  • Non si è parlato di una nuova crisi occupazionale possibile nel breve periodo: la perdita del lavoro di coloro che attualmente sono occupati nella accoglienza diffusa a Trieste. Si parla di 200 persone a rischio. I bandi, appena emessi dalla prefettura infatti, riducono gli stanziamenti giornalieri per i soggetti che gestiscono la accoglienza di circa il 40 % (da 35 euro al giorno a 21,5 euro). Io credo che ad una eventuale richiesta di intervento di Fedriga vada richiesta anche la sua posizione su questo.

Forum Istruzione e Scuola: 23 marzo: un incontro per discutere della regionalizzazione dell’istruzione

Dopo aver preso in esame la nuova legge sul diritto allo studio e analizzato i passi relativi alle differenze (in particolare, la soppressione dei progetti speciali e dei finanziamenti alle consulte studenti), nell’incontro del 23 marzo il focus del Forum è stato rappresentato dalla regionalizzazione dell’istruzione in Friuli Venezia Giulia. Partendo da quanto già avviato durante la precedente legislatura ma rimasto bloccato in sede di commissione paritetica, ci si è interrogati su quali possano essere le prospettive e le proposte dell’attuale governo regionale: al momento, infatti, trapelano ben poche informazioni. La Regione ha approvato dei finanziamenti a supporto delle scuole in reggenza e ha avviato un interpello tra i dipendenti regionali che andranno a integrare l’organico dell’Ufficio scolastico regionale, ma di una riforma vera e propria non vi sono indizi.

Le proposte sulla scuola provenienti da Veneto ed Emilia sono molto più radicali di quanto sarebbe per noi preferibile e ciò sta riscuotendo profondo dissenso tra i sindacati. Il nodo della questione sarà capire come si vogliono strutturare i rapporti con il Ministero della Pubblica istruzione: si tratterà di una gestione mista o si intenderà intervenire anche sugli obiettivi nazionali? Si vorrà operare un protezionismo degli organici a difesa dei docenti residenti della regione o il sistema concederà ancora la possibilità di trasferimenti extra regione? Sarà una riforma a costo zero o un vero investimento che miri al sistema Trentino?

Sono questi i principali dubbi emersi. Aggrava la situazione, come detto, la poca chiarezza da parte del governo Fedriga. Su temi di tale rilevanza sarebbe invece quanto mai proficuo un confronto con l’opposizione e con tutti gli attori coinvolti.